Sebbene il settore edile sia uno dei principali motori dell'occupazione e della crescita economica nella Repubblica Dominicana, esso si trova ad affrontare una sfida strutturale: l'elevata presenza di manodopera non qualificata. Molti lavoratori acquisiscono le proprie competenze in modo empirico, imparando sul posto di lavoro o attraverso la trasmissione informale di conoscenze.
Sebbene l'esperienza abbia valore, la mancanza di una formazione tecnica standardizzata limita la professionalizzazione del settore e incide sulla qualità, la sicurezza e l'efficienza dei lavori, soprattutto nei mestieri specializzati come capomastri, carpentieri, elettricisti, idraulici, falegnami e installatori.
La necessità di una certificazione tecnica per lavorare nei cantieri edili
Di fronte a questa realtà, il Paese deve orientarsi verso un processo graduale di qualificazione tecnica della forza lavoro nel settore edile.
Una misura fondamentale sarebbe quella di stabilire come requisito che coloro che svolgono lavori specializzati nell'ambito di progetti di costruzione debbano possedere una certificazione tecnica di base che ne attesti le competenze.
Un sistema di formazione già esistente
Il paese dispone già di meccanismi legali concepiti proprio per finanziare la formazione dei lavoratori.
La legge INFOTEP n. 116-80 stabilisce che tutte le aziende dominicane devono versare l'1% del proprio monte salari all'Istituto Nazionale di Formazione Tecnica e Professionale, responsabile della formazione tecnica del capitale umano nei vari settori produttivi.
Questo contributo è obbligatorio e permanente, il che significa che il settore imprenditoriale contribuisce già ora al finanziamento del sistema nazionale di formazione tecnica.
D'altro canto, anche il settore edile dispone di uno strumento giuridico che potrebbe essere strategicamente riorientato verso la formazione della propria forza lavoro: la Legge n. 6-86, che stabilisce un contributo dell'1% sul valore delle opere realizzate a favore del Fondo pensionistico e di previdenza per il settore edile.
Tuttavia, dopo l'entrata in vigore del sistema istituito dalla legge sulla previdenza sociale, questo meccanismo è giunto a rappresentare in pratica un doppio onere contributivo per il settore, il che apre la possibilità di ripensare l'utilizzo di queste risorse e di destinarle alla formazione tecnica e alla certificazione dei lavoratori.
Ciò significa che il settore stesso genera risorse economiche che possono essere utilizzate per la formazione dei lavoratori.
Responsabilità condivisa: Stato, corporazioni e sindacati
La formazione professionale della forza lavoro nel settore edile deve essere una responsabilità condivisa tra lo Stato e il settore privato, rappresentato dalle associazioni professionali e dai sindacati dei lavoratori.
Lo Stato deve promuovere politiche e regolamenti pubblici che agevolino la formazione e la certificazione dei lavoratori, sfruttando le infrastrutture formative esistenti.
Le associazioni dei professionisti del settore edile devono stabilire standard minimi di qualificazione tecnica per l'assunzione di manodopera, poiché attualmente la formazione dei lavoratori non è obbligatoria per l'impiego nei cantieri.
Un settore in cui gli stipendi vengono rivisti ogni due anni
Il settore delle costruzioni si distingue dagli altri settori produttivi perché le retribuzioni minime per la manodopera vengono riviste e aggiornate ogni due anni dal Comitato Nazionale per i Salari, che fa capo al Ministero del Lavoro.
Il settore sindacale partecipa attivamente a questo processo, promuovendo l'aggiornamento degli stipendi e il miglioramento delle condizioni di lavoro.
Salari e qualità devono progredire di pari passo
Tuttavia, così come il settore sindacale rivendica legittimamente aumenti salariali, è altrettanto necessario che il settore dei datori di lavoro e i professionisti del settore edile, rappresentati dalle associazioni di ingegneri, architetti e costruttori, promuovano e richiedano di formazione e certificazione tecnica per la qualificazione dei lavoratori che eseguono i lavori.
In altre parole, le trattative salariali devono essere accompagnate da richieste di standard di qualità nella formazione della forza lavoro. E gli adeguamenti salariali devono essere subordinati alla standardizzazione e alla qualificazione dei lavoratori.
Se venissero istituiti meccanismi di certificazione tecnica e corsi di formazione obbligatori per i mestieri edili, sarebbe possibile elevare contemporaneamente il livello tecnico dei lavoratori e la qualità degli edifici costruiti nel paese.
In un settore che traina una parte significativa dell'economia nazionale, investire nella formazione tecnica dei lavoratori edili è una strategia fondamentale per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la fiducia nel settore.
Letture consigliate:
- Indicizzazione del mercato immobiliare nella Repubblica Dominicana: la sfida degli adeguamenti dei prezzi
- Secondo l'ex presidente di CODIA, i bassi stipendi e gli ostacoli all'accesso al mondo del lavoro scoraggiano gli studi in Ingegneria Civile
- Da inquilino a proprietario di casa: una guida per acquistare la prima casa senza commettere errori costosi




