Il provvedimento mirerebbe a sostituire i dazi temporanei che scadono questa settimana e potrebbe inasprire la guerra commerciale innescata da Washington
SANTO DOMINGO– L'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump si sta preparando a imporre una nuova serie di dazi che potrebbero colpire circa 60 paesi, una decisione che, se attuata, segnerebbe un nuovo capitolo nella politica commerciale degli Stati Uniti e genererebbe ancora una volta incertezza sul commercio internazionale.
Secondo quanto riportato da Deutsche Welle (DW), il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha confermato che il governo annuncerà "nei prossimi giorni" nuove misure tariffarie rivolte ai paesi che, secondo le indagini di Washington, non contrastano efficacemente l'uso del lavoro forzato nelle proprie catene di approvvigionamento.
Come ha spiegato Greer in un'intervista alla CNBC, ripresa da Yahoo Finance, le indagini sono già nella fase finale e i risultati potrebbero essere noti questa settimana.
Secondo quanto riportato da DW, la misura sostituirebbe i dazi temporanei del 10% imposti da Trump dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva invalidato parte del sistema tariffario attuato durante il suo secondo mandato.
Una nuova base giuridica
Testate giornalistiche come La Vanguardia ed El Economista concordano sul fatto che la Casa Bianca stia cercando di giustificare i nuovi dazi doganali avvalendosi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, un meccanismo che consente ritorsioni commerciali quando gli Stati Uniti ritengono che altri Paesi mantengano pratiche commerciali considerate sleali.
Secondo queste pubblicazioni, l'indagine avviata dall'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) sostiene che diversi paesi non applicano controlli sufficienti per impedire la commercializzazione di merci prodotte mediante lavoro forzato.
Secondo La Vanguardia, la proposta preliminare prevede un del 10% per l'Unione Europea e altri partner commerciali, mentre per un altro gruppo di paesi l'aliquota potrebbe raggiungere il 12,5%, sebbene le tariffe definitive non siano ancora state annunciate ufficialmente.
Paesi sotto esame
Le indagini riguarderanno economie come Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Canada, Messico e diversi paesi europei, sebbene l'elenco definitivo non sia ancora stato pubblicato ufficialmente.
Secondo El Economista, l'intenzione di Washington è che queste nuove tariffe siano più permanenti di quelle attualmente in vigore, poiché si basano su una legislazione diversa da quella utilizzata in precedenza.
Ciò aumenta anche la pressione sul Canada
Mentre si sta definendo questa nuova politica commerciale, Trump ha annunciato un dazio aggiuntivo del 50% sulla maggior parte dei prodotti importati dal Canada, escludendo settori come l'energia, i minerali critici, la potassa e il pesce.
Secondo quanto riportato dall'AFP, la misura è stata giustificata dall'amministrazione statunitense a causa dell'impatto che il fumo degli incendi boschivi canadesi ha avuto su diversi stati del nord-est degli Stati Uniti.
Un nuovo episodio nella guerra commerciale
Il quotidiano spagnolo El Paísspiega che l'iniziativa rappresenta una nuova escalation della strategia commerciale promossa da Trump, che mira a mantenere le restrizioni alle importazioni nonostante gli ostacoli legali incontrati quest'anno dalle sue politiche tariffarie.
Se approvate, le nuove tariffe potrebbero colpire alcuni dei principali partner commerciali degli Stati Uniti e sconvolgere ancora una volta le dinamiche del commercio internazionale.
Letture consigliate:
- Trump impone dazi del 50% sulle merci canadesi, riaccendendo le tensioni commerciali in Nord America
- Il prezzo del petrolio si aggira intorno ai 90 dollari al barile, mentre aumentano le tensioni tra Stati Uniti e Iran
- Trump propone di aumentare il costo della cittadinanza statunitense fino all'80% e di eliminare gli sconti per i redditi bassi



