SANTO DOMINGO – L'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha proposto un aumento significativo delle tariffe per il processo di naturalizzazione negli Stati Uniti, che potrebbe far lievitare i costi fino all'80% ed eliminare i programmi di riduzione o esenzione per i richiedenti a basso reddito, secondo documenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) citati dai media internazionali.
L'amministrazione Trump ha proposto una nuova norma che aumenterebbe del 75% il costo della cittadinanza statunitense per le domande cartacee e dell'80% per quelle online. Se approvata, i costi del modulo N-400 cambierebbero come segue: le domande cartacee passerebbero da 760 a 1.330 dollari (un aumento del 75%), mentre quelle online passerebbero da 710 a 1.280 dollari (un aumento dell'80%), secondo l' American Immigration Lawyers Association.
Secondo quanto riportato da El País, la proposta prevede che il costo del modulo N-400, utilizzato per richiedere la cittadinanza statunitense, aumenti da 760 a 1.330 dollari per le domande cartacee, mentre per le domande online il costo passerebbe da 710 a 1.280 dollari. Il piano include anche aumenti delle tariffe relative ai ricorsi e alle richieste di riesame in caso di diniego.
Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna, la modifica mira a garantire che i richiedenti si facciano carico dell'intero costo del processo di naturalizzazione. L'agenzia ha sostenuto che le tariffe attuali non coprono completamente il lavoro di verifica, indagine e valutazione svolto dai Servizi per la Cittadinanza e l'Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS), un'istituzione che dipende in larga misura da queste entrate per poter operare.
Secondo la pubblicazione citata da El País, il DHS ha affermato che le tariffe attuali "non coprono interamente i costi di un'elaborazione completa delle domande di naturalizzazione", inclusi i controlli di sicurezza, le verifiche dei precedenti e le ulteriori procedure amministrative che fanno parte del sistema di immigrazione.
Aumento delle tariffe ed eliminazione degli sconti
Secondo Telemundo, le nuove normative non solo modificano gli importi, ma eliminano anche la maggior parte delle riduzioni tariffarie che attualmente avvantaggiano gli immigrati a basso reddito o in situazioni di vulnerabilità economica.
La testata ha spiegato che, con questo nuovo sistema, i richiedenti dovranno sostenere l'intero costo della procedura, senza possibilità di sconti in base al reddito. Rimarranno in vigore solo le esenzioni per i membri in servizio attivo o i veterani delle Forze Armate statunitensi.
Giustificazione governativa e cambiamenti strutturali
Analogamente, El Tiempo ha osservato che l'amministrazione giustifica il provvedimento citando la necessità di garantire la sostenibilità finanziaria del sistema di immigrazione. L'argomentazione principale del governo è che il modello attuale sovvenziona parte dei costi del processo di naturalizzazione attraverso altri servizi per l'immigrazione.
Secondo quanto riportato da Democracy Now!, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha dichiarato di non ritenere più necessario mantenere tariffe agevolate per l'ottenimento della cittadinanza a scapito di altri benefici in materia di immigrazione. Questa posizione rappresenta un cambiamento rispetto alle politiche storiche delle amministrazioni precedenti, che miravano a facilitare l'accesso alla naturalizzazione come mezzo di integrazione.
Inasprimento delle politiche sull'immigrazione
La proposta si inserisce in un contesto più ampio di politiche migratorie più restrittive negli Stati Uniti. Secondo l' USCIS, negli ultimi mesi i controlli per l'ottenimento della residenza permanente e della cittadinanza sono stati rafforzati, includendo la verifica dei profili social dei richiedenti e valutazioni più rigorose del requisito di "buona condotta morale".
Inoltre, le autorità hanno riattivato ulteriori meccanismi di verifica in alcune procedure, aumentando il livello di controllo sui richiedenti la naturalizzazione.
Procedura di approvazione e possibili modifiche
Infine, Reuters ha riferito che la proposta dovrà ancora essere sottoposta a un periodo di consultazione pubblica di 60 giorni prima dell'approvazione definitiva. Durante questo periodo, cittadini, organizzazioni e parti interessate al sistema migratorio potranno presentare osservazioni, pertanto il provvedimento non entrerà in vigore immediatamente e potrebbe essere modificato.
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