Dietro la sentenza che ha ordinato a un consiglio di cessare il monitoraggio e la divulgazione delle informazioni sui debitori si cela un meccanismo legale poco conosciuto: la sanzione coercitiva di 2.000 pesos dominicani per ogni giorno di inadempienza, che punisce la disobbedienza a un'ordinanza del tribunale.
SANTO DOMINGO – Ordinare a un'associazione di quartiere di smettere di monitorare i propri residenti o di pubblicare i loro debiti sui social media è solo la prima parte di un provvedimento di tutela costituzionale. La seconda parte consiste nell'assicurare l'adempimento, e a tal fine la Corte Costituzionale (TC), nella sua Sentenza TC/0684/26, ha fatto ricorso all'astreinte, una sanzione che si accumula per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione di un provvedimento.
Nella sentenza emessa il 27 luglio 2026, nel fascicolo TC-05-2026-0032, il tribunale ha inflitto una multa di duemila pesos dominicani (RD$2.000,00) all'Associazione dei Residenti del Complesso Residenziale Estrella Marina di La Romana, per ogni giorno di ritardo nell'adempimento dell'ordinanza, a decorrere dalla data di notifica della decisione. L'importo è stato stabilito a favore dei proprietari che hanno presentato l'azione di amparo, tra cui David Matos, Ana Teresa Kelly e Luis Yan Carlos.
La Corte Costituzionale ha spiegato il fondamento giuridico di tale potere citando l'articolo 93 della Legge n. 137-11, Legge organica della Corte Costituzionale e delle procedure costituzionali, che conferisce ai giudici di amparo il potere discrezionale di imporre sanzioni pecuniarie per obbligare il trasgressore a conformarsi all'ordinanza.
La Corte ha inoltre richiamato il criterio stabilito nella sentenza TC/0438/17, secondo il quale è responsabilità del giudice di tutela imporre tale sanzione, a favore del ricorrente o di un ente senza scopo di lucro, e sempre nel rispetto dei principi di ragionevolezza e proporzionalità.
In questo caso, la Corte Costituzionale ha espressamente affermato che l'entità della sanzione è stata stabilita tenendo conto dei fatti e della gravità delle violazioni accertate, un linguaggio che si riferisce direttamente alle misure di sorveglianza e di pubblica esposizione dei debiti che la stessa Corte ha descritto come contrarie alla privacy, all'onore e al buon nome dei proprietari.
È opportuno precisare che la sanzione imposta dalla Corte Costituzionale non è l'unica presente in questo fascicolo. La sentenza del tribunale di primo grado, numero 1858-2025-SCIV-408, aveva infatti stabilito una multa di venticinquemila pesos dominicani (RD$25.000,00) per ogni giorno di ritardo, legata a un diverso provvedimento: l'organizzazione di un nuovo processo elettorale nel complesso residenziale.
Tale sentenza, tuttavia, è stata completamente ribaltata dalla Corte Costituzionale, la quale ha ritenuto che eccedesse la giurisdizione di un giudice di amparo, cosicché la sanzione giornaliera di 2.000 pesos dominicani corrisponde unicamente alle misure a tutela della privacy che la Corte Costituzionale ha confermato.
Per i consigli di amministrazione di condomini e complessi residenziali, il messaggio di fondo è che l'inosservanza di un'ordinanza del tribunale non è esente da conseguenze finanziarie e che l'entità di tali conseguenze dipende dalla gravità della violazione, come stabilito dal tribunale, e non da una somma fissa.
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