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Le cattive pratiche prosperano laddove manca la dovuta diligenza

Il mercato immobiliare dominicano opera in gran parte in modo professionale, ma esistono anche pratiche non etiche. Individuarle, capire chi è più vulnerabile e sapere come proteggersi non è facoltativo: è la differenza tra un investimento di successo e un incubo legale.

Dopo oltre vent'anni di esperienza come avvocato specializzato in diritto immobiliare, sono giunto a una conclusione che potrebbe sembrare paradossale: le pratiche scorrette nel settore non prosperano perché il sistema è imperfetto, ma perché gli acquirenti non utilizzano gli strumenti che tale sistema mette a loro disposizione. La frode immobiliare non si elimina ignorandola, ma neutralizzandola comprendendola.

E questa conoscenza inizia con il sapere esattamente contro cosa ci troviamo a combattere.

Un settore solido, ma non immune

Sarebbe ingiusto, e impreciso, descrivere il mercato immobiliare dominicano come un campo minato. La realtà è ben diversa. Per ogni progetto con problemi, ce ne sono centinaia che vengono realizzati e consegnati con successo. Nella mia attività attuale, solo il 6-8% delle mie consulenze riguarda irregolarità di vario genere, una riduzione significativa rispetto a quanto accadeva prima dell'entrata in vigore della Legge 108-05 sulla Registrazione Immobiliare. La digitalizzazione del Registro Immobiliare, i certificati con caratteristiche di sicurezza e la giurisdizione specializzata in materia immobiliare rappresentano dei veri progressi che dobbiamo riconoscere.

Ma quella percentuale del 6-8% esiste. E quando capita a te, la percentuale non ha più importanza.

Le cattive pratiche più frequenti

Le tendenze che osservo più frequentemente oggi si concentrano in quattro aree:

Innanzitutto, gli sviluppatori stanno avviando le prevendite senza avere tutti i permessi necessari o, peggio ancora, senza aver regolarmente registrato la proprietà del terreno a nome della società. Molti vendono basandosi unicamente su un contratto di vendita condizionale o un accordo preliminare di vendita, trasferendo il rischio finanziario direttamente all'acquirente a sua insaputa.

In secondo luogo, progetti con questioni ereditarie irrisolte, in cui emergono eredi con diritti legittimi di cui l'acquirente era completamente all'oscuro. Un'accurata due diligence sulla storia di registrazione dell'immobile previene completamente questo scenario.

Terzo, la pressione artificiale a firmare. Come dico sempre, "L'urgenza artificiale è il primo campanello d'allarme". Quando qualcuno insiste sul fatto che devi decidere subito o perderai l'opportunità, quella pressione dovrebbe far scattare tutti i tuoi campanelli d'allarme, non spingerti a firmare in fretta.

In quarto luogo, siti web e profili sui social media che replicano sviluppi reali per attrarre investitori, soprattutto stranieri. La protezione in questo caso è semplice ma non negoziabile: verifica obbligatoria di persona o ufficiale prima di effettuare qualsiasi pagamento.

Chi è più vulnerabile?

La vulnerabilità non dipende dalla nazionalità o dallo status socioeconomico. Dipende dall'atteggiamento nei confronti della verifica professionale. I profili più vulnerabili condividono una caratteristica comune: sottovalutano il costo della mancata verifica.

Ho visto clienti disposti a investire 200.000 dollari in un immobile rifiutarsi di pagare 1.500 dollari per la due diligence. Questa mentalità del "risparmiare" può portare a una perdita totale. Nel corso della mia carriera, ho documentato perdite completamente evitabili per un totale di 85.000 dollari e ho visto acquirenti ben consigliati evitare catastrofi fino a 320.000 dollari.

Le cattive pratiche non si neutralizzano per fortuna, ma per diligenza. E la diligenza ha un prezzo che sarà sempre inferiore al costo delle sue conseguenze.

Il protocollo di verifica istituzionale

Prima di impegnare anche un solo peso, il processo di verifica deve includere, come minimo, tre pilastri fondamentali: il Registro Immobiliare, per ottenere lo stato giuridico dell'immobile e confermare l'assenza di ipoteche, gravami o contenziosi in corso; la Direzione Generale delle Imposte (DGII), per confermare che l'immobile non abbia debiti fiscali, che la società venditrice sia attiva e che i suoi rappresentanti non siano iscritti in liste nere; e, per i progetti in costruzione, il Ministero dell'Edilizia Abitativa e delle Costruzioni (MIVHED) e il comune competente, per verificare i permessi di costruzione e di utilizzo del suolo.

Per i progetti turistici, è necessario coinvolgere il Ministero del Turismo (MITUR). Per le proprietà situate in zone costiere o aree protette, è necessario coinvolgere anche il Ministero dell'Ambiente. Questa procedura richiede dalle tre alle quattro settimane. È tempo ben speso.

Le clausole che non puoi ignorare

Ogni contratto immobiliare dovrebbe essere esaminato con occhio legale prima della firma. Verificate che i dati relativi alla proprietà corrispondano esattamente a quelli riportati nel certificato di proprietà; che il venditore sia legalmente autorizzato a trasferire la proprietà; e che il contratto includa garanzie formali che attestino che l'immobile è libero da ipoteche, vincoli e controversie. Il mio consiglio professionale incondizionato: non firmate mai nulla che non comprendiate appieno.

Una tutela già esistente: le registrazioni provvisorie

C'è una notizia che pochi conoscono e che cambia le regole del gioco per
gli acquirenti di progetti in costruzione: dal 2 dicembre 2025 è in vigore la Disposizione Tecnica DNRT-DT-2025-001 della Direzione Nazionale del Catasto, e con essa il meccanismo delle immatricolazioni provvisorie derivanti da accordi contrattuali tra le parti.

In termini pratici, ciò significa che un contratto preliminare di compravendita può ora essere registrato presso il Catasto come registrazione provvisoria, conferendo all'acquirente erga omnes effect: il suo diritto diventa opponibile a terzi fin dal primo pagamento. Non si tratta più di un semplice accordo tra le parti; è una vera e propria tutela registrata e verificabile.

Questa disposizione tecnica rappresenta esattamente il tipo di strumento di cui il mercato aveva bisogno per tutelare gli acquirenti di immobili in fase di costruzione. Le pratiche scorrette prosperano laddove manca la dovuta diligenza, e ora il sistema di registrazione dominicano offre un meccanismo concreto per salvaguardare tale diligenza fin dalle prime fasi della transazione.

La conoscenza è il tuo miglior contratto

Nessun mercato è esente da rischi. Tuttavia, i rischi del mercato immobiliare dominicano sono, nella maggior parte dei casi, prevenibili se si utilizzano correttamente gli strumenti messi a disposizione dal sistema legale.

La mia domanda per voi oggi è semplice: prima della vostra prossima transazione, avete ben chiaro lo status legale dell'immobile che state prendendo in considerazione? Avete un consulente legale indipendente – non quello del venditore, ma il vostro – che esamini ogni clausola? Siete consapevoli dei segnali d'allarme che distinguono una vera opportunità da una truffa ben mascherata?

Le cattive pratiche prosperano dove manca la dovuta diligenza. E la dovuta diligenza inizia da te.

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Reyna Echenique
Reyna Echenique
È avvocata specializzata in diritto immobiliare, imprenditrice nel settore immobiliare, CEO di Echenique Group, coach, formatrice e relatrice certificata da John Maxwell e Tania Báez, Segretaria del Consiglio di Amministrazione di AEI 2024-2026 e agente immobiliare specializzata nel settore immobiliare dominicano e internazionale.
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