SANTO DOMINGO. – La diagnosi del Piano Territoriale (POT) di Verón-Punta Cana ha individuato 5 chilometri quadrati occupati all'interno di una concessione mineraria, nella zona nota come Los Higos.
Un esame della delibera che ha concesso tale deroga permette di specificare di quale terreno si tratta e, soprattutto, rivela che esiste già un meccanismo giuridico per risolvere questo tipo di sovrapposizione, sebbene non vi siano prove pubbliche della sua applicazione.
La concessione: chi, quanto e da quando
L'area di Los Higos o El Higo fa parte della concessione mineraria "La Tinta" (Risoluzione R-MEM-CM-039-2023), rilasciata il 21 novembre 2023 dal Ministero dell'Energia e delle Miniere (MEM) a favore di J. de Moya Constructora, SRL (RNC 1-31-09071-2), rappresentata da Joel Arturo De Moya Santelises.
La domanda era stata presentata il 5 novembre 2019 e la sua elaborazione si era protratta per quattro anni, in conformità con le procedure della Legge mineraria n. 146 del 1971.
La concessione, concessa per lo sfruttamento del calcare, copre 901.207 ettari minerari distribuiti in tre località: El Burén de tres piezas, La Jarda e Los Higos o El Higo, all'interno dei comuni di La Otra Banda e Verón Punta Cana, nelle sezioni El Salado, Cruz de Isleño e Verón.
È stata concessa per una durata di 75 anni, il massimo previsto dalla legge mineraria per questo tipo di contratto di adesione con lo Stato.
Prima di concedere l'autorizzazione, il Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali ha certificato, con comunicazione n. 001075 del 24 luglio 2020, che non vi erano sovrapposizioni tra i terreni richiesti e i confini del Sistema Nazionale delle Aree Protette in vigore all'epoca. In altre parole, al momento dell'elaborazione della pratica, la concessione non era in conflitto con alcuna area soggetta a tutela ambientale.
Il quadro giuridico prevede già il conflitto che il POT ora documenta
Ciò che la delibera di concessione non può prevedere è la successiva occupazione umana del territorio, ed è proprio questo il punto evidenziato dalla diagnosi del POT. Tuttavia, la Legge mineraria 146 e il relativo Regolamento di attuazione (Decreto 207-98) affrontano già questo scenario con due disposizioni specifiche:
In primo luogo, l'articolo 30 della legge mineraria e l'articolo 13 del relativo regolamento vietano espressamente lo svolgimento di attività estrattive minerarie all'interno di terreni classificati come urbani o aree di pertinenza urbana, nonché nelle vicinanze di città, abitazioni e vie di comunicazione.
In secondo luogo, la delibera di concessione stessa, nella sua sesta clausola, letteralmente "f" e "g", obbliga il concessionario a concordare con i proprietari o i legittimi occupanti del terreno l'ammontare del risarcimento per danni prevedibili prima di iniziare qualsiasi lavoro, depositando presso la Direzione Generale delle Miniere il relativo contratto o l'autorizzazione scritta del proprietario o dell'occupante, con firma legalizzata da un notaio.
In altre parole: il quadro giuridico stesso in base al quale opera questa concessione prevede già che, se sul terreno sono presenti degli occupanti prima dell'inizio dei lavori di sfruttamento, la società debba negoziare e formalizzare con loro un risarcimento.
Nel frattempo, né il POT né la risoluzione di concessione chiariscono se questo processo di compensazione sia stato avviato o completato nell'area di Los Higos, o se gli accordi individuati dalla diagnosi territoriale rimangano irrisolti mentre la concessione è ancora in vigore.
Letture consigliate:




