Oltre 4 miliardi di dollari di progetti in fase di sviluppo riflettono un cambiamento fondamentale nel modello di investimento: sviluppatori locali, catene globali e capitali internazionali stanno rimodellando il territorio, espandendo nuovi hub e rafforzando il Paese come mercato immobiliare turistico molto attivo nei Caraibi
SANTO DOMINGO. – Dietro gli oltre 4 miliardi di dollari di progetti turistici in fase di sviluppo, annunciati da Asonahores al DATE 2026, non si cela un blocco omogeneo di investimenti, bensì una rete di gruppi imprenditoriali locali e internazionali che stanno ridefinendo, lotto dopo lotto, la mappa immobiliare del Paese.
I dati, presentati al forum organizzato da Asonahores, funzionano come una cifra aggregata che, se scomposta, rivela una struttura più complessa: l'espansione del turismo dominicano è guidata da alleanze tra sviluppatori, catene alberghiere globali e capitali finanziari con orizzonti di lungo termine.
Chi costruisce, cosa e dove
Il ciclo degli investimenti segue un modello in cui convergono sviluppatori locali, operatori internazionali e capitali esteri, in linea con l'evoluzione del turismo immobiliare evidenziata da El Inmobiliario (13 gennaio 2026), che sottolinea il peso crescente degli sviluppi residenziali legati al turismo all'interno del flusso di investimenti del settore.
Alla base ci sono i gruppi che controllano il territorio e ne strutturano lo sviluppo.
Nella parte orientale del paese, Grupo Puntacana mantiene la sua leadership con un modello che integra infrastrutture, hotel e sviluppo residenziale in un unico ecosistema. Cap Cana , uno dei più grandi complessi immobiliari dei Caraibi, opera secondo una logica simile, strutturandosi come uno sviluppatore globale del territorio.
A questi si aggiungono gruppi alberghieri che si sono evoluti verso modelli a uso misto. Il Grupo Piñero mantiene una forte presenza a Bávaro con progetti che combinano hotel e immobili, mentre il Grupo Martinón sta ampliando il proprio modello integrando l'espansione alberghiera con lo sviluppo immobiliare.
Sviluppi che trascendono
Noval Properties è un altro sviluppatore attivo nella parte orientale del paese, con progetti di lusso in località come Cap Cana, Cana Bay, Bávaro e Las Terrenas, ed è uno dei gruppi pionieristici nello sviluppo di quest'area. Tra le altre società di rilievo si annoverano Coral Golf Resort, Grupo Morada, Nivel Broker, Zoemar Group, Grupo Bricket, Civilmek e Grupo Noriega, oltre ad altri gruppi imprenditoriali.
La capitale di La Otra Banda
Accanto a questi operatori affermati, stanno emergendo sviluppatori internazionali di crescente importanza, come Inversiones e Inmobiliaria Huacachina, un'azienda peruviana che ha consolidato le proprie attività a Punta Cana, in particolare a La Otra Banda.
L'azienda investe oltre 50 milioni di dollari in progetti come Alta Vista Village, un complesso che si estende per oltre 2 milioni di metri quadrati e comprende migliaia di unità tra ville e lotti, realizzati in fasi successive.
Sempre in quel distretto municipale ha sede la società di sviluppo immobiliare Cruise On Land, con un macro-progetto che prevede la costruzione di oltre 4.000 abitazioni, un parco a tema con più di 100 attrazioni e che ha ottenuto la licenza per la costruzione del World Trade Center Punta Cana, con investimenti che finora superano i 700 milioni di dollari.
Sulla stessa linea si colloca Larimar City & Resort, un progetto che prevede la costruzione di oltre 20.000 camere in una città completa che includerà una varietà di spazi.
Questo tipo di iniziativa, orientata verso vaste urbanizzazioni piuttosto che verso gli hotel, riflette una dinamica parallela all'interno del boom: l'ingresso di capitali stranieri in segmenti immobiliari indirettamente collegati al turismo.
Gli operatori diversificano
Il secondo gruppo è composto da operatori internazionali che hanno ampliato il loro ruolo includendo lo sviluppo immobiliare. Questo modello, in cui anche le catene alberghiere partecipano a progetti immobiliari, è stato individuato come una delle principali trasformazioni del settore dalle analisi di mercato pubblicate su El Inmobiliario.
Meliá Hotels International sta promuovendo progetti con residenze a marchio proprio, mentreHyatt Hotels Corporation, Marriott International, Hilton Hotels & Resorts e Club Med partecipano a nuovi sviluppi, soprattutto in centri emergenti come Miches.
Dietro questi attori visibili si cela un terzo livello, meno esposto ma cruciale: il capitale finanziario. Fondi internazionali, family office e veicoli di co-investimento partecipano all'acquisizione dei terreni, al finanziamento e alla strutturazione dei progetti.
La geografia del capitale
Questa rete di attori è distribuita su diversi poli, in linea con la strategia di diversificazione territoriale promossa dal Ministero del Turismo, che valorizza destinazioni come Miches, Pedernales e Punta Bergantín nell'ambito della sua politica di espansione del settore.
Punta Cana e Bávaro fungono da nucleo consolidato; Miches si sviluppa come un progetto pianificato; Pedernales si configura come un'espansione guidata dallo Stato; e Punta Bergantín emerge come un progetto a uso misto nella zona nord.
Il modello che definisce questo ciclo non è dominato dalle tradizionali imprese di costruzione, bensì da strutture integrate in cui lo sviluppatore controlla ampi appezzamenti di terreno, le catene internazionali forniscono domanda e posizionamento, e il capitale globale garantisce la liquidità.
Insieme, questi elementi formano un modello di investimento turistico-immobiliare che spiega la portata e la rapidità dell'attuale espansione.
Logica economica e punto cieco
Il contesto macroeconomico rafforza questa dinamica. La Banca Centrale ha indicato che il turismo rimane una delle principali fonti di valuta estera del paese e un pilastro della stabilità esterna.
Nel frattempo, i dati ufficiali mostrano una crescita costante degli arrivi turistici, con incrementi annui di circa l'8,7% per i passeggeri non residenti nel 2026 e una crescita prevista di circa il 4% nel 2027, mentre il turismo rimane la principale fonte di valuta estera
Per gli investitori, questo si traduce in flussi di cassa prevedibili, elevato tasso di occupazione e rendimenti competitivi rispetto ad altri mercati.
Questo dinamismo è parte di un forte afflusso di capitali. Il Ministro del Turismo David Collado ha riferito a gennaio, durante FITUR 2026, che il Paese ha attratto manifestazioni di interesse per investimenti per oltre 13 miliardi di dollari in progetti turistici per i prossimi anni.
Tuttavia, il ritmo dell'espansione sta anche generando tensioni. I leader aziendali del settore hanno messo in guardia contro lo sviluppo immobiliare incontrollato, la pressione sulle infrastrutture di base e i rischi ambientali nelle zone costiere.
I leader aziendali hanno riconosciuto che la sfida non è più la crescita, ma la crescita con una migliore pianificazione, segno che il modello attuale potrebbe incontrare dei limiti se non viene regolamentato in modo più preciso.
Un cambiamento silenzioso
La cifra di 4 miliardi di dollari riflette una trasformazione strutturale. Il settore è passato da un modello incentrato sulla gestione alberghiera a un ecosistema in cui convergono sviluppatori, operatori globali e capitali finanziari.
In questo processo, l'attenzione degli investimenti si sposta verso il controllo e lo sviluppo territoriale. Aree come Miches, Pedernales, Punta Cana e Bergantín ospitano una parte significativa dei progetti in corso, consolidando la loro posizione di motori chiave per l'espansione del turismo dominicano.
Uno dei cambiamenti più rilevanti in questo ciclo è l'ingresso di capitali istituzionali, attraverso fondi di investimento e veicoli internazionali che partecipano attivamente alla definizione del nuovo ciclo immobiliare del paese.
In un contesto in cui gli investimenti diretti esteri nel turismo superano i 4 miliardi di dollari all'anno, secondo le statistiche della bilancia dei pagamenti della Banca Centrale.
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