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Il Ministero del Turismo propone un organismo per la registrazione obbligatoria delle attività di affitto a breve termine nella Repubblica Dominicana

Secondo il documento, le case destinate ad affitti turistici a breve termine devono essere registrate in un registro nazionale per poter operare legalmente

SANTO DOMINGO. – Secondo la consultazione pubblica indetta dal Ministero del Turismo (MITUR), la Repubblica Dominicana istituirà un registro obbligatorio per tutti gli immobili destinati ad affitti turistici di breve durata.

Il provvedimento, che ha suscitato scalpore tra le aziende di affitti a breve termine nel Paese, istituisce il Registro Nazionale delle Strutture Turistiche (RENATUR), una piattaforma attraverso la quale questo modello di business, che si è evoluto significativamente nel Paese negli ultimi anni, verrebbe regolamentato. I dati della Banca Centrale della Repubblica Dominicana indicano che il 34% dei visitatori arrivati ​​nel Paese nel 2025 ha soggiornato in strutture di affitto a breve termine.

L'annuncio del Ministero del Turismo (MITUR) è stato pubblicato sul suo sito web ufficiale il 20 maggio di quest'anno, con scadenza il 22 luglio per la presentazione di contributi e proposte. Tuttavia, l'Associazione Dominicana degli Affitti a Breve Termine (ADORECO) ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di non essere a conoscenza del bando e dichiara di essere stata informata dell'iniziativa da Airbnb la settimana scorsa

Secondo il documento "Risoluzione che stabilisce le misure relative alla registrazione degli affitti turistici a breve termine e dei relativi gestori, presentata al Ministero del Turismo", la proposta risponde alla crescita registrata da questa tipologia di alloggio, trainata principalmente dalle piattaforme digitali, e mira a istituire meccanismi di controllo, supervisione e identificazione delle strutture che offrono questo servizio.

Creazione di RENAU

La proposta del Ministero del Turismo mira a creare il Registro Nazionale delle Strutture Ricreative Turistiche (RENATUR), una piattaforma che opererà sotto la guida dell'istituzione e avrà lo scopo di registrare, in modo obbligatorio, tutte le strutture ricettive e gli affitti turistici a breve termine presenti nel paese.

Il registro comprenderà ville, appartamenti, case, camere, bungalow e qualsiasi altro tipo di alloggio turistico per brevi periodi.

L'obiettivo, secondo il documento ufficiale, è quello di garantire un servizio responsabile, sicuro e trasparente per turisti e utenti, consentendo al contempo allo Stato di disporre di un inventario aggiornato di questo tipo di strutture.

La registrazione sarà obbligatoria per poter operare

La proposta prevede che tutti i fornitori di servizi di alloggio per vacanze debbano registrare ciascuna delle proprietà o unità abitative offerte secondo questa modalità.

Il progetto stabilisce che la registrazione presso RENATUR sarà un requisito essenziale per commercializzare servizi di alloggio per brevi soggiorni nella Repubblica Dominicana, sia di persona che tramite piattaforme digitali.

Analogamente, la procedura di costituzione si svolgerà tramite il modulo digitale messo a disposizione dal Ministero del Turismo.

La disposizione chiarisce che, una volta completata la procedura, ogni immobile riceverà un certificato ufficiale che ne attesti la registrazione. Secondo la proposta, tale documento dovrà essere esposto in un luogo visibile all'interno dell'immobile e includerà un link web che consentirà la verifica dell'avvenuta registrazione.

La risoluzione incarica inoltre il Viceministero Tecnico del Ministero del Turismo di adottare le misure necessarie per garantire la corretta attuazione del sistema una volta che entrerà in vigore.

L'articolo tre amplia la portata del provvedimento

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto di risoluzione si trova nell'articolo tre, il quale stabilisce che l'obbligo di registrazione previsto dall'articolo uno si applicherà a tutti gli immobili, unità abitative e proprietà situate sul territorio nazionale che vengono pubblicizzate, direttamente o tramite piattaforme digitali, per affitti turistici di breve durata.

L'iniziativa stabilisce che il registro non sarà limitato a determinate destinazioni turistiche o province, ma comprenderà qualsiasi proprietà nel paese utilizzata secondo questa modalità.

Il paragrafo I stabilisce che ogni proprietario o amministratore deve effettuare una registrazione individuale per ogni immobile che commercializza, procedura che genererà un numero di registrazione nel Registro nazionale delle strutture ricettive turistiche.

Il paragrafo II stabilisce che ogni domanda deve includere l'identificazione del proprietario e dell'amministratore, la descrizione dell'immobile e la documentazione richiesta dal Ministero del Turismo per completare la procedura.

Il regolamento condominiale può determinare la registrazione

Uno dei punti della proposta è riportato nel paragrafo III dell'articolo tre, il quale stabilisce che, qualora l'immobile rientri in un regime condominiale, sarà necessario presentare una copia completa del relativo regolamento per verificare l'esistenza di eventuali restrizioni relative agli affitti a breve termine.

Se la normativa vieta espressamente tale attività, il Ministero del Turismo non potrà registrare l'immobile all'interno di RENATUR.

Il paragrafo IV stabilisce che, qualora il condominio non disponga di regolamenti specifici in merito, può essere presentata una dichiarazione dell'assemblea dei proprietari che attesti espressamente la possibilità di affittare i locali per vacanze e, se necessario, le condizioni alle quali questi possono essere effettuati.

Ogni immobile deve essere registrato individualmente

L'articolo cinque del progetto stabilisce che ogni fornitore di servizi deve registrare individualmente ogni immobile sotto la sua gestione che viene offerto come affitto per brevi soggiorni.

A tal fine, sarà necessario compilare il modulo digitale fornito dal Ministero del Turismo e presentare, tra gli altri documenti, una copia del certificato di proprietà, un documento di identità del proprietario o del rappresentante autorizzato, il relativo codice fiscale, informazioni dettagliate sull'immobile, la sua ubicazione e una polizza di assicurazione di responsabilità civile.

Quando un immobile viene pubblicizzato su piattaforme digitali, è necessario fornire anche l'identificativo (ID) utilizzato su ciascuna di esse.

Anche le piattaforme digitali avranno nuovi obblighi

Il progetto prevede l'attribuzione di responsabilità specifiche alle piattaforme digitali che fungono da intermediarie negli affitti per le vacanze.

Tra questi, rientra l'obbligo di richiedere la prova di registrazione presso RENATUR prima di consentire la pubblicazione di nuove proprietà situate nella Repubblica Dominicana.

Nel caso di immobili già pubblicizzati al momento dell'entrata in vigore della risoluzione, le piattaforme avranno a disposizione un periodo massimo di 60 giorni per richiedere la regolarizzazione dei proprietari o degli amministratori.

Trascorso tale periodo, dovranno rimuovere dai propri portali le proprietà che non risultano in possesso della relativa registrazione.

La consultazione pubblica si concluderà il 22 luglio

Il bando di consultazione pubblica è stato pubblicato dal Ministero del Turismo il 20 maggio 2026, in ottemperanza alla Legge 167-21 sul miglioramento della regolamentazione e la semplificazione delle procedure.

Secondo l'avviso ufficiale, le parti interessate possono presentare osservazioni sul progetto entro il 22 luglio 2026, inviando una comunicazione al Ministero del Turismo via e-mail all'indirizzo consultapublica@mitur.gob.do oppure di persona presso la sede dell'ente, situata in Avenida Cayetano Germosén, angolo con Avenida Gregorio Luperón, a Santo Domingo.

ADORICO richiede una proroga del periodo di consultazione

La pubblicazione del progetto ha suscitato una dichiarazione da parte dell'Associazione Dominicana delle Società di Affitti a Breve Termine (ADORECO), un'organizzazione che ha chiesto al Ministero del Turismo di prorogare il periodo di consultazione pubblica e di istituire un gruppo di lavoro tecnico con rappresentanti dei vari settori coinvolti.

In una dichiarazione rilasciata venerdì scorso, 17 luglio, l'ente ha sostenuto che la proposta potrebbe avere implicazioni significative per proprietari, gestori, investitori e operatori di affitti a breve termine, considerando che il progetto affronta l'attività principalmente da una prospettiva turistica, senza riconoscere la diversità di usi che queste proprietà hanno attualmente, come soggiorni accademici, viaggi d'affari o residenze temporanee.

La presidente di ADOREMO, Yajaira Sosa, ha spiegato che, sebbene il progetto sia stato pubblicato dal Ministero del Turismo il 20 maggio, gran parte della comunità legata agli affitti a breve termine non è stata informata tempestivamente della consultazione pubblica.

Secondo lui, il settore attendeva la pubblicazione della bozza da oltre un anno e molti dei suoi membri ne sono venuti a conoscenza pochi giorni prima della scadenza, tramite una notifica diffusa dalla piattaforma Airbnb.

Alla luce di questo scenario, l'organizzazione ha ribadito il proprio sostegno alla formalizzazione e alla regolamentazione del settore, ma ritiene che una proposta di tale portata richieda un processo di analisi più ampio e un'effettiva partecipazione di tutte le parti interessate.

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Luisa Saldaña
Luisa Saldaña
Giornalista con esperienza nei media digitali e cartacei. Studente di giurisprudenza con interesse per lo sviluppo economico e le problematiche che collegano impresa, città e società. Per me, scrivere è un modo per indagare e comprendere il mondo che ci circonda.
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