L'avviodei lavori di costruzionerichiede trasparenza e risultati da parte di CODIA per gli appaltatori tutelati dalla legge 1626.

Richiede trasparenza e risultati da parte di CODIA per gli appaltatori tutelati dalla legge 1626

L'ingegnere ha contestato la mancanza di comunicazione tra il sindacato e il Comitato Istituzionale Codiano, chiedendo al contempo la regolarizzazione delle pratiche in sospeso e il pagamento dei debiti entro la fine dell'anno

SANTO DOMINGO.– L'ingegnere Miguel Liberato ha messo in discussione l'operato del presidente del Collegio Dominicano degli Ingegneri, Architetti e Geometri (CODIA), George Richardson, in merito al rispetto della Legge 1626, considerando che gli impegni presi con il Comitato Istituzionale del CODIA non si sono ancora tradotti in risultati concreti per gli appaltatori che attendono il pagamento dei loro debiti.

Liberato ha ricordato che, assumendo la presidenza dell'associazione, Richardson aveva promesso di dare priorità all'attuazione di questa legislazione, il che aveva suscitato grandi aspettative tra i membri dell'organizzazione. Tuttavia, ha affermato che le azioni successive non sono state pienamente in linea con gli impegni annunciati, in particolare per quanto riguarda la partecipazione dei rappresentanti del comitato ai negoziati con gli istituti debitori.

In tale contesto, l'ingegnere ha spiegato che il nuovo presidente dei Codiani si è anche impegnato a visitare, insieme al consiglio del Comitato Istituzionale Codiano, i responsabili degli enti con obblighi in sospeso. Lo scopo di questi incontri sarebbe quello di individuare gli ostacoli che impediscono la presentazione dei fascicoli alla Commissione di Attuazione della Legge.

Tuttavia, Liberato ha fatto notare che Richardson ha già incontrato il direttore della Camera e il Ministro dell'Edilizia abitativa senza invitare i rappresentanti della commissione, nonostante la loro partecipazione fosse prevista dall'accordo iniziale.

Per tale ragione, ha ritenuto necessario che le azioni istituzionali rimanessero coerenti con le promesse fatte e che gli appaltatori potessero partecipare effettivamente ai procedimenti volti a semplificare i loro processi.

La comunicazione tra CODIA e il comitato rimane precaria

Ad aggravare le preoccupazioni sopra menzionate si aggiunge la mancanza di comunicazione tra CODIA e il Comitato Istituzionale di CODIA. Secondo Liberato, Richardson si era offerto di stabilire un collegamento permanente tra le due parti; tuttavia, questo meccanismo non si è rivelato efficace.

"La realtà è che questa comunicazione continua a essere precaria", ha affermato l'ingegnere, riferendosi alle difficoltà che l'organizzazione incontra nel venire a conoscenza delle azioni intraprese per conto degli appaltatori.

Analogamente, ha indicato che, sebbene la CODIA abbia la responsabilità di vigilare sul rispetto della Legge 1626, i membri del comitato non sanno chi svolga effettivamente tale funzione e quali azioni siano state intraprese finora.

Di conseguenza, questa mancanza di informazioni rende difficile monitorare gli impegni istituzionali e aumenta l'incertezza tra coloro che attendono da anni che le loro pratiche vengano elaborate.

Decine di file sono ancora in attesa di convalida

A fronte del persistere di queste difficoltà di coordinamento, decine di fascicoli restano in attesa di convalida a causa di problemi documentali, procedure amministrative e altri ostacoli che ne ritardano la presentazione alla Commissione di attuazione della legge.

Vista questa situazione, Liberato ha insistito sul fatto che le dichiarazioni pubbliche e gli incontri con i funzionari debbano essere supportati da azioni verificabili che consentano di sbloccare le procedure e di compiere progressi verso il saldo degli obblighi finanziari in sospeso.

In tal senso, l'ingegnere ha messo in discussione con fermezza il divario tra gli annunci istituzionali e i risultati attesi.

"Le promesse non convalidano i casi. Le fotografie con i funzionari non sostituiscono la supervisione e il silenzio non costituisce una risposta istituzionale", ha affermato.

Pertanto, il rappresentante del Comitato Istituzionale Codiano ha richiesto maggiore trasparenza in merito alle procedure attuate, nonché meccanismi di monitoraggio che consentano di determinare quali documenti siano progrediti, quali restino bloccati e quali misure siano in atto per superare gli ostacoli.

Gli appaltatori chiedono trasparenza e il pagamento dei debiti entro quest'anno

Inoltre, Liberato ha chiarito che il Comitato Istituzionale Codiano non intende assumere le funzioni di leadership di CODIA né ottenere alcun privilegio. Il suo obiettivo è piuttosto quello di garantire il rispetto degli impegni assunti, la trasparenza del processo di supervisione e il rispetto degli accordi istituzionali.

"Il Comitato Istituzionale di Codia non rivendica privilegi né intende impartire direttive a Codia. Esige coerenza tra gli impegni presi e le azioni intraprese", ha affermato.

Riferendosi agli anni di attesa accumulati dagli appaltatori, l'ingegnere ha usato un'espressione comune per riassumere la sua insoddisfazione per la situazione attuale: "Tante parole e nessun fatto".

Con questa dichiarazione, ha sottolineato la sua preoccupazione per la mancanza di progressi concreti rispetto alle aspettative generate dagli impegni annunciati. Ha inoltre ribadito che i professionisti e gli appaltatori coinvolti necessitano di soluzioni che consentano loro di concludere le procedure in sospeso e di ricevere i pagamenti dovuti.

Infine, Liberato ha riassunto le principali richieste del settore e ha invitato le autorità competenti ad accelerare le azioni necessarie per conformarsi alla legislazione.

"Dopo tanti anni di attesa, i contraenti del Comitato Istituzionale Codiano non hanno bisogno di altre promesse vuote. Abbiamo bisogno di risultati concreti, documenti verificati e pagamenti effettivi", ha sottolineato.

Ha concluso con un messaggio diretto riguardo alle aspettative delle persone coinvolte, insistendo sul fatto che la soluzione deve concretizzarsi entro l'anno in corso: "Vogliamo essere pagati quest'anno".

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Carlos Canario
Carlos Canario
Se Dio vuole, sono marito, padre, speaker radiofonico e giornalista. Ho esperienza nel giornalismo sportivo, in televisione, nella stampa e nei media digitali. Mi interessano le problematiche sociali che colpiscono i settori più vulnerabili della comunità, con l'obiettivo di contribuire, anche in piccola parte, alla loro risoluzione.
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