Grazie agli afflussi di valuta estera, le riserve internazionali hanno superato i 15,2 miliardi di dollari alla fine di settembre, secondo i dati presentati dal governatore della Banca Centrale
SANTO DOMINGO.– La Repubblica Dominicana prevede di generare circa 50,7 miliardi di dollari in valuta estera entro la fine del 2026, grazie alle entrate derivanti dal turismo, dalle esportazioni, dalle rimesse e dagli investimenti diretti esteri, ha dichiarato il governatore della Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD), Héctor Valdez Albizu, durante le celebrazioni per il 79° anniversario dell'istituto.
Le stime ufficiali prevedono esportazioni totali per oltre 17,2 miliardi di dollari, rimesse per circa 12,6 miliardi di dollari e entrate turistiche per circa 12,2 miliardi di dollari. A queste risorse si aggiungerebbero quasi 5,3 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri (IDE), che rafforzerebbero le riserve valutarie e la posizione esterna del Paese.
In tale contesto, Valdez Albizu ha sottolineato che la combinazione di questi flussi contribuisce a sostenere la stabilità dei tassi di cambio e a favorire le prospettive di crescita economica, nonostante le difficoltà che persistono nel panorama internazionale.
Gli investimenti esteri superano i 4,5 miliardi di dollari statunitensi entro settembre
Tra gennaio e settembre 2026, gli investimenti diretti esteri hanno raggiunto circa 4,5 miliardi di dollari, con contributi significativi da settori quali energia, turismo e immobiliare. Secondo il governatore, questo risultato riflette la fiducia degli investitori nelle condizioni economiche della Repubblica Dominicana.
Nei primi nove mesi dell'anno, le esportazioni totali hanno raggiunto circa 13,2 miliardi di dollari USA. Di questa cifra, le esportazioni provenienti dalle zone di libero scambio e le esportazioni nazionali hanno superato entrambe i 6,5 miliardi di dollari USA.
D'altro canto, le entrate derivanti dal turismo sono ammontate a circa 9,7 miliardi di dollari, mentre le rimesse inviate dai dominicani residenti all'estero hanno superato i 9,4 miliardi di dollari nello stesso periodo.
In questo modo, lo svolgimento di tali attività continua a fornire un contributo rilevante all'afflusso di valuta estera, diversificando al contempo le fonti di risorse esterne percepite dall'economia nazionale.
Le riserve internazionali superano i 15,2 miliardi di dollari USA
Grazie agli afflussi di valuta estera, le riserve internazionali hanno superato i 15,2 miliardi di dollari alla fine di settembre, secondo i dati presentati dal governatore della Banca Centrale.
Questo livello equivale a circa il 10,5% del prodotto interno lordo (PIL) e consente di coprire circa 5,4 mesi di importazioni, valori che superano i parametri di riferimento raccomandati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).
Nel frattempo, il peso dominicano ha registrato un apprezzamento del 5,4% fino a settembre, un andamento che Valdez Albizu ha attribuito alla disponibilità di valuta estera derivante da esportazioni, turismo, rimesse e investimenti esteri.
Pertanto, l'evoluzione delle riserve e l'afflusso di risorse esterne sono elementi importanti per valutare la capacità del paese di adempiere ai propri obblighi internazionali e di far fronte a potenziali pressioni sul mercato valutario.
L'economia cresce del 4,6% tra gennaio e settembre
Per quanto riguarda l'attività produttiva, il governatore ha riferito che l'economia dominicana ha registrato una crescita annua del 4,6% nei primi nove mesi del 2026. Inoltre, l'indicatore mensile dell'attività economica ha registrato un'espansione del 5,6% a settembre, riflettendo un maggiore dinamismo alla fine del periodo analizzato.
Tra i settori con risultati positivi, spicca l'edilizia con una crescita dell'8,2%, seguita dai servizi finanziari, che hanno registrato un aumento del 7,8%. Anche hotel, bar e ristoranti hanno visto incrementi del 5,6%, l'attività estrattiva del 5,2%, l'industria manifatturiera locale del 3,4% e le zone di libero scambio del 2,8%.
In base a questi risultati, la Banca Centrale mantiene la sua previsione di una crescita del prodotto interno lordo reale di circa il 4,5% entro la fine dell'anno, fatte salve le evoluzioni delle condizioni esterne e di altri fattori che influenzano l'attività economica.
L'inflazione rimane al di sopra del limite massimo dell'obiettivo.
Sebbene le prospettive economiche indichino una crescita sostenuta, l'andamento dei prezzi continua a rappresentare una delle principali sfide per la politica monetaria. L'inflazione su base annua si è attestata al 5,12% a settembre, dopo aver raggiunto un picco del 5,67% a giugno.
Come spiegato da Valdez Albizu, le pressioni legate allo shock energetico internazionale hanno fatto sì che l'indicatore superasse temporaneamente il limite superiore dell'intervallo obiettivo, fissato tra il 3,0% e il 5,0%.
Tuttavia, l'inflazione di base è rimasta all'interno di tale intervallo, attestandosi al 4,61% alla fine di settembre. Nel frattempo, le aspettative di inflazione a medio termine sono rimaste intorno al 4,0%.
In questo scenario, la Banca Centrale ha aumentato il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base nel corso di settembre, portandolo al 5,50%, con l'obiettivo di contenere possibili ulteriori pressioni sui prezzi e preservare la stabilità delle aspettative.
Sostegno all'occupazione e al credito per l'attività interna
Nel mercato del lavoro, l'occupazione ha raggiunto quota 5.271.005 lavoratori nel secondo trimestre del 2026, con una crescita annua del 2,9%, pari a circa 147.000 nuovi posti di lavoro in dodici mesi.
Nel frattempo, il tasso di disoccupazione aperta si è attestato al 5,3% tra aprile e giugno, mentre l'occupazione informale ha raggiunto il 53,8%. In ambito sociale, la povertà monetaria è scesa al 13,75% nel secondo trimestre, con una riduzione di 2,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015.
D'altro canto, il credito privato in valuta nazionale ha registrato un aumento su base annua di circa il 7,4% alla fine di settembre, trainato principalmente dai finanziamenti per attività produttive come l'edilizia, l'industria manifatturiera e il commercio.
Questi indicatori dimostrano che, oltre alle fonti di reddito esterne, la domanda interna e l'accesso ai finanziamenti continuano a svolgere un ruolo rilevante nella performance economica.
Le prospettive dipenderanno dal contesto internazionale
Guardando alla fine del 2026, la Banca Centrale prevede una crescita economica di circa il 4,5% e entrate in valuta estera stimate a 50,7 miliardi di dollari. Si prevede inoltre che l'inflazione torni nell'intervallo obiettivo durante l'ultimo trimestre, a condizione che i rischi esterni e i potenziali impatti legati alle condizioni meteorologiche sulla produzione agricola rimangano sotto controllo.
Di conseguenza, l'evoluzione delle entrate derivanti dal turismo, delle esportazioni, delle rimesse e degli investimenti esteri sarà cruciale per garantire la disponibilità di valuta estera e sostenere le prospettive macroeconomiche.
Tuttavia, il raggiungimento di queste stime dipenderà dall'andamento dei mercati internazionali, dai prezzi dell'energia e dalle condizioni che potrebbero influenzare la produzione interna. Questi fattori continueranno a essere fondamentali per valutare la stabilità economica e il tasso di crescita del Paese nei prossimi mesi. (Banca Centrale)
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