Onesvie e CONEP hanno lanciato un programma congiunto per ampliare la prevenzione, promuovere edifici più resilienti e rafforzare la cultura della gestione del rischio nel Paese
SANTO DOMINGO - In un Paese situato su un complesso sistema di faglie geologiche e permanentemente esposto all'attività sismica dei Caraibi, la preparazione degli edifici è diventata una delle principali sfide per ridurre i rischi prima che si verifichi un terremoto.
Partendo da questo presupposto, l'Ufficio nazionale per la valutazione sismica e la vulnerabilità delle infrastrutture e degli edifici (ONESVIE) ha avviato una collaborazione con il Consiglio nazionale delle imprese private (CONEP) per definire un programma comune incentrato sul rafforzamento della prevenzione sismica e della resilienza delle infrastrutture nazionali.
Secondo quanto affermato dall'istituzione, l'incontro ha permesso lo scambio di competenze tecniche e la definizione di meccanismi di cooperazione tra lo Stato e il settore imprenditoriale per ampliare le valutazioni strutturali, promuovere edifici più sicuri e integrare la gestione del rischio nella pianificazione dello sviluppo.
Uno sguardo alle infrastrutture dominicane
Durante l'incontro, l'ONESVIE ha riferito che dalla sua creazione ha effettuato oltre 3.000 valutazioni di vulnerabilità sismica in scuole, ospedali, ponti, dighe e altre infrastrutture strategiche distribuite su tutto il territorio nazionale.
Secondo l'ente, queste ispezioni hanno permesso di individuare le strutture che necessitano di interventi per migliorarne la resistenza in caso di terremoto, contribuendo a proteggere vite umane e a ridurre l'impatto sulle infrastrutture essenziali per il funzionamento del Paese.
Il direttore generale dell'ente, Leonardo de Jesús Reyes Madera, ha spiegato che l'obiettivo ora è quello di ampliare tale visione preventiva attraverso una maggiore integrazione con il settore privato.
"Questo primo incontro con la Commissione per la Gestione Integrata del Rischio del CONEP rappresenta una preziosa opportunità per condividere conoscenze, rafforzare la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato ed esplorare iniziative che contribuiscano a un'infrastruttura sempre più sicura e resiliente per tutti i dominicani", ha dichiarato Reyes Madera, secondo un comunicato stampa dell'istituzione.
Prevenzione prima dell'emergenza
L'ente specializzato in valutazione sismica ha inoltre presentato la metodologia Rapid Visual Assessment (RVA), uno strumento tecnico che consente di individuare possibili vulnerabilità strutturali e di stabilire le priorità per studi ingegneristici più specifici.
Secondo l'agenzia, questa procedura non si applica solo alle infrastrutture pubbliche, ma può essere implementata anche negli edifici privati nell'ambito di una strategia volta a ridurre i rischi prima del verificarsi di un evento sismico.
Il settore privato fa parte della strategia
Da parte sua, il vicepresidente esecutivo del CONEP, César Dargam, ha ritenuto che rafforzare il dialogo tra le istituzioni tecniche e il settore imprenditoriale consentirà di costruire una visione condivisa sulla gestione del rischio, favorendo al contempo decisioni di investimento orientate verso infrastrutture più resilienti.
Nel corso dell'incontro sono state inoltre analizzate iniziative volte ad ampliare le valutazioni nelle aree urbane ad alta densità, a promuovere il consolidamento strutturale degli edifici esistenti, a favorire una maggiore cultura assicurativa e a promuovere meccanismi che incoraggino la costruzione di edifici con standard di sicurezza più elevati.
Una sfida che trascende l'ingegneria
Le autorità hanno convenuto che la resilienza dipende non solo dalla progettazione degli edifici, ma anche dalla pianificazione urbana, dalla cooperazione tra le istituzioni, dall'educazione civica e dagli investimenti preventivi.
Pertanto, l'istituzione ha annunciato che continuerà a promuovere alleanze con diversi settori per rafforzare la preparazione del Paese agli eventi sismici e consolidare una cultura della prevenzione che contribuisca a proteggere sia le infrastrutture critiche che la popolazione.
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