Raymond Martinez afferma che esiste uno squilibrio tra la quantità di rifiuti prodotti e la capacità di gestirli correttamente
SANTO DOMINGO. – L'accumulo di rifiuti solidi è diventato un fattore determinante nel degrado degli ambienti urbani nella Repubblica Dominicana.
Durante la sua partecipazione al podcast La Ventana delel Inmobiliario, l'ingegnere sanitario e ambientale Raymond Martínez ha avvertito che il Paese sta attraversando un momento critico nella gestione dei rifiuti solidi, sottolineando che il problema incide direttamente sul funzionamento delle città.
"La Repubblica Dominicana sta attraversando il suo momento peggiore in termini di rifiuti solidi", ha affermato l'ingegnere civile, riferendosi all'attuale gestione dei rifiuti nel paese.
Martínez è un professionista di spicco con una vasta esperienza nell'ingegneria sanitaria e ambientale, formatosi presso diverse università internazionali, tra cui quelle di Russia, Spagna, Giappone e Colombia. È ingegnere civile, ha conseguito un master in ingegneria sanitaria e ambientale ed è CEO di SIHISA, azienda che progetta e realizza soluzioni sanitarie.
Martínez ha inoltre suggerito che, dal suo punto di vista, esiste uno squilibrio tra la quantità di rifiuti prodotti e la capacità di gestirli correttamente. "Credo che al momento la Repubblica Dominicana sia il Paese più inquinato in termini di produzione, smaltimento e generazione di rifiuti", ha affermato.
Gestione incontrollata dei rifiuti
L'analisi dello specialista evidenzia una mancanza di controllo nello smaltimento dei rifiuti, sia a livello dei cittadini che delle istituzioni. A suo avviso, il comportamento sociale incide direttamente sull'entità del problema.
"I dominicani sono fuori controllo per quanto riguarda i rifiuti", ha affermato, descrivendo una situazione in cui i rifiuti vengono abbandonati negli spazi pubblici senza un'adeguata gestione.
Questa pratica ha effetti immediati sull'ambiente urbano. I rifiuti lasciati per le strade e i viali finiscono per essere trascinati via dall'acqua piovana, accumulandosi in zone chiave della città e compromettendo le infrastrutture essenziali, spiega.
Impatto sul drenaggio urbano
Uno degli effetti più evidenti di questa situazione si manifesta durante le piogge. Martínez ha spiegato che l'accumulo di rifiuti limita il funzionamento dei sistemi progettati per convogliare l'acqua.
"Quando arriva una pioggia battente, si possono avere sistemi di drenaggio delle acque piovane, ma sono completamente pieni di rifiuti", ha osservato.
Ciò crea ostruzioni che impediscono il corretto flusso dell'acqua, causando allagamenti in diverse zone della città. A questo proposito, lo specialista ha chiarito che il problema non è legato solo alla capacità degli impianti, ma anche al loro stato attuale.
"Le strade, i sistemi, tutto sta collassando", ha affermato. Ha aggiunto che "i sistemi esistenti non stanno collassando per mancanza di capacità, ma a causa dei rifiuti".
Responsabilità istituzionale e gestione locale
Lo specialista ha inoltre discusso del ruolo delle istituzioni responsabili delle infrastrutture urbane. Ha spiegato che nel paese esiste una divisione di funzioni tra gli enti che costruiscono i sistemi di drenaggio e quelli responsabili della loro manutenzione.
"Il Ministero dei Lavori Pubblici è responsabile della costruzione del sistema di drenaggio delle acque piovane, trattandosi di un progetto di opere pubbliche di vasta portata, ma la sua gestione è di competenza dei comuni", ha spiegato.
Nel caso del Distretto Nazionale, ha sottolineato che l'accumulo di rifiuti e la scarsa pulizia dei punti di raccolta dimostrano delle carenze nella gestione comunale.
"L'ufficio del sindaco sa di doverle pulire, ma non raccoglie i rifiuti in modo adeguato e sa che le fognature sono intasate, quindi non interviene per pulirle", ha affermato.
Infrastrutture esistenti senza manutenzione
Un altro punto sollevato da Martínez è il sottoutilizzo delle infrastrutture esistenti. Ha spiegato che esistono condotte fognarie che potrebbero funzionare in modo efficiente se ricevessero una manutenzione adeguata.
"Ci sono le fognature, e loro non sanno nemmeno che ci sono, e sono piene di immondizia, e dicono che dobbiamo costruire", ha affermato.
In tal senso, ha suggerito che alcune delle soluzioni non implicano necessariamente nuove costruzioni, bensì interventi incentrati sulla pulizia e sul ripristino dei sistemi esistenti.
"È semplice come pulirlo", ha detto.
Mancanza di informazioni e di controllo del sistema
Martínez ha inoltre messo in guardia sulla mancanza di registri aggiornati che consentirebbero di conoscere la quantità e l'ubicazione dei sistemi di drenaggio.
"Non hanno un registro del numero di collettori di acque piovane attualmente presenti nel Distretto Nazionale", ha spiegato.
Questa mancanza di informazioni ostacola la pianificazione e limita la capacità di rispondere alle situazioni critiche, poiché non esistono dati precisi sulle infrastrutture disponibili.
La necessità di una campagna educativa
Al di là delle soluzioni tecniche, Martínez ha sottolineato l'importanza di promuovere un cambiamento nel comportamento dei cittadini come elemento essenziale per affrontare il problema.
"La prima cosa che dobbiamo fare è una campagna di gestione dei rifiuti solidi su larga scala, accurata ed efficace", ha affermato.
Egli ritiene che questo tipo di iniziative dovrebbero concentrarsi sulla sensibilizzazione in merito al corretto smaltimento dei rifiuti e ai suoi effetti sull'ambiente urbano. A suo avviso, senza un processo educativo costante, gli interventi strutturali non saranno sufficienti a risolvere la situazione.
Un problema che colpisce l'intera città
Lo specialista sottolinea la necessità di affrontare il problema in modo globale, combinando azioni dei cittadini, gestione istituzionale e manutenzione continua, con l'obiettivo di ridurre l'impatto che il Paese sta attualmente subendo.
Letture consigliate:
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