Secondo il Rapporto di politica monetaria della Banca Centrale, l'economia cresce del 5,8% e si sta consolidando in un contesto di inflazione controllata, superando la media dell'economia nazionale
SANTO DOMINGO. – Il settore delle costruzioni si sta affermando come uno dei settori chiave nell'attuale panorama economico, caratterizzato da stabilità dei prezzi e crescita moderata, secondo l'ultimo Rapporto di Politica Monetaria (RPM) della Banca Centrale.
La sua crescita cumulativa annua del 5,8%, superiore alla media dell'economia (3,9%), e la sua capacità di generare collegamenti con i settori immobiliare e turistico, rafforzano il suo ruolo di uno dei principali motori dell'attività economica del Paese.
Il documento prevede un'inflazione annua del 4,67% a febbraio 2026 e un'inflazione di base del 4,76%, entrambe entro l'intervallo obiettivo del 4% ± 1%, creando così un contesto macroeconomico favorevole agli investimenti in attività a lungo termine, come abitazioni e progetti immobiliari.
In questo scenario, il settore delle costruzioni si distingue per il suo dinamismo, poiché i dati più recenti dell'Indicatore Mensile dell'Attività Economica (IMAE), utilizzato come riferimento a breve termine nell'analisi macroeconomica, mostrano che il settore ha registrato una crescita annua del 5,8% nel periodo gennaio-febbraio 2026, collocandosi tra le attività con la maggiore espansione.
Secondo il rapporto della Banca Centrale, tale performance è dovuta a una combinazione di fattori, tra cui l'aumento della spesa pubblica in conto capitale e l'impulso dato dagli investimenti privati in progetti residenziali, commerciali e turistici, in un contesto in cui le condizioni finanziarie sono state relativamente favorevoli.
I picchi del ciclo
La ripresa del settore edile nel 2026 fa seguito a un periodo di rallentamento caratterizzato da condizioni monetarie restrittive e da una domanda interna più debole. Nel corso del 2025, la crescita economica si è moderata al 2,4%, in un contesto di tassi di interesse elevati e di una politica monetaria restrittiva volta a contenere l'inflazione, che ha avuto un impatto diretto sull'esecuzione dei progetti e sul ritmo del settore.
Tuttavia, a partire dalla seconda metà di quell'anno e per tutto il 2026, il graduale allentamento delle condizioni finanziarie, unitamente ai programmi di liquidità e all'aumento della spesa pubblica in conto capitale, ha iniziato a rilanciare il settore delle costruzioni, che ha ripreso a registrare tassi positivi e ha consolidato la sua ripresa.
In tale contesto, la crescita del 5,8% registrata nel periodo gennaio-febbraio 2026 non solo conferma l'inversione del ciclo, ma riposiziona anche il settore come uno dei principali motori dell'attività economica.
Il peso del settore edile nell'economia si riflette anche nella sua capacità di interagire con altre attività, in particolare con il mercato immobiliare, come dimostra la crescita del 3,3% delle attività immobiliari e di locazione, indicatore di un maggiore dinamismo nella commercializzazione, locazione e valutazione degli immobili.
Analogamente, l'interazione con il turismo rimane una componente rilevante, poiché l'espansione delle infrastrutture alberghiere e dei progetti ad esse collegati si traduce in una crescita del 5,3% di hotel, bar e ristoranti, supportata dall'arrivo di 1.649.926 turisti nei primi due mesi dell'anno, per un incremento del 10,0% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il macro
Per contestualizzare l'andamento settoriale, l'economia dominicana ha registrato una crescita su base annua del 3,9% a febbraio, la più alta degli ultimi undici mesi, accumulando un'espansione del 3,7% nel periodo gennaio-febbraio, trainata principalmente dal settore minerario (9,4%), dalle costruzioni (5,8%) e dai servizi (3,5%).
L'IPM osserva inoltre che la politica monetaria rimane focalizzata sul mantenimento della stabilità dei prezzi, in un contesto internazionale caratterizzato da incertezza e pressioni esterne, in particolare a causa dell'andamento dei prezzi del petrolio e di altri fattori produttivi.
Nel complesso, lo scenario descritto dalla Banca Centrale individua nel settore delle costruzioni uno dei settori strategici all'inizio del 2026.

I recenti sviluppi mostrano un netto cambiamento nel ciclo delle costruzioni all'interno dell'economia. Dopo un 2022 caratterizzato da un'inflazione elevata (7,8%) e da condizioni monetarie restrittive, e un 2023 di bassa crescita economica (2,4%) e contrazione del settore, l'attività ha iniziato a riprendersi nel 2024, in un contesto di inflazione più bassa (3,3%), ma con tassi più favorevoli.
Entro il 2025, questa tendenza si è consolidata con la stabilità macroeconomica, mentre nel 2026, con un tasso di inflazione del 4,67% e un tasso di interesse di riferimento del 5,25%, il settore delle costruzioni ha ripreso slancio con una crescita del 5,8%, superando la media dell'economia e riaffermando il suo ruolo di motore chiave nell'attuale fase di moderata espansione.
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