Gli investitori i cui redditi provengono dal Venezuela stanno incontrando ostacoli finanziari nella Repubblica Dominicana, una situazione che potrebbe avere ripercussioni sul mercato immobiliare e sull'economia del Paese.
Di Reyna Echenique
Speciale per El Inmobiliario
La Repubblica Dominicana è tradizionalmente una destinazione attraente per gli investitori immobiliari stranieri, compresi quelli con redditi provenienti da diversi paesi dell'America Latina. Tuttavia, recenti problematiche richiedono la nostra attenzione. In qualità di avvocato e agente immobiliare con oltre 15 anni di esperienza nel settore, ho assistito in prima persona a tre recenti casi presso diverse istituzioni finanziarie in cui investitori con redditi provenienti dal Venezuela hanno incontrato difficoltà nell'accesso ai finanziamenti bancari per l'acquisto di immobili.
È importante sottolineare che questi tre casi probabilmente non sono isolati. È possibile che esistano altre situazioni simili che, al momento della stesura di questo testo, non sono ancora venute alla luce.
Contesto della sfida
Il principale ostacolo che questi investitori venezuelani si trovano ad affrontare è il rifiuto da parte delle banche a causa della provenienza venezuelana dei loro redditi. Ancora più preoccupante è il fatto che tale rifiuto persista anche quando i richiedenti dimostrano di aver convertito i fondi in dollari in altri Paesi. Questa prassi suggerisce che la valutazione si basi più sull'origine geografica del reddito che sull'effettiva solvibilità finanziaria del richiedente.
Le banche citano preoccupazioni relative ai rischi associati alla situazione sociopolitica ed economica del Venezuela, nonché alla situazione diplomatica con il nostro Paese. Sebbene la necessità di gestire i rischi sia comprensibile, è importante trovare un equilibrio che non scoraggi gli investimenti esteri, così vitali per il nostro mercato immobiliare e la nostra economia.
Domande per la riflessione
Questa situazione ci obbliga a porci una serie di domande fondamentali:
- Quali misure adotterà lo Stato dominicano, tramite la Sovrintendenza delle banche, per affrontare questi casi?
- In che modo questa situazione influirà sugli investitori con redditi provenienti da altri paesi dell'America Latina?
- Quali soluzioni potrebbero proporre gli istituti bancari per minimizzare il rischio senza precludere l'accesso a questi investitori?
- Sarebbe fattibile per le banche approvare una percentuale di finanziamento inferiore in questi casi?
- Come possiamo evitare che questa situazione si trasformi in un problema più grave che danneggi il settore immobiliare e l'economia del Paese?
Queste domande non riguardano solo il caso specifico degli investitori con redditi provenienti dal Venezuela, ma ci invitano anche a riflettere sulla politica generale in materia di investimenti esteri nel nostro Paese e su come possiamo mantenere un equilibrio tra gestione del rischio e apertura economica.
Implicazioni a breve e lungo termine
Un aspetto particolarmente preoccupante è che il prossimo anno saranno pronti per la consegna numerosi immobili acquistati da investitori con redditi provenienti dal Venezuela. La situazione attuale solleva dubbi sulla capacità di questi acquirenti di ricevere effettivamente le loro proprietà, con il potenziale rischio di perdere il loro investimento o addirittura l'immobile stesso, poiché non tutti potrebbero avere i mezzi finanziari per pagare direttamente il costruttore in contanti.
È importante ricordare che, secondo le nostre leggi e la Costituzione della Repubblica Dominicana, gli stranieri hanno il diritto di accedere ai finanziamenti bancari. Tuttavia, gli istituti finanziari si riservano determinati diritti nella valutazione e nell'approvazione di tali prestiti. Questa dualità crea uno scenario complesso che richiede un'attenta analisi e soluzioni equilibrate.
Considerazioni importanti
Nell'affrontare questa situazione, dobbiamo tenere conto di diversi fattori:
- Il potenziale impatto sulla fiducia degli investitori stranieri, non solo per quanto riguarda i proventi provenienti dal Venezuela, ma anche da altri paesi dell'America Latina.
- L'importanza di valutare la reale solvibilità finanziaria dei richiedenti, al di là della provenienza geografica del loro reddito.
- Il ruolo della Repubblica Dominicana come destinazione per gli investimenti nella regione e la necessità di preservare tale reputazione.
- La necessità di politiche finanziarie che siano al contempo prudenti e inclusive.
Proposte costruttive
In qualità di professionisti del settore, possiamo contribuire con proposte che aiutino a risolvere questa sfida:
- Collaborare con gli istituti bancari per sviluppare criteri di valutazione del rischio più flessibili ed equi, basati sull'effettiva solvibilità dell'investitore.
- Valutare la possibilità di programmi di garanzia statale che incoraggino gli investimenti esteri responsabili.
- Valutare opzioni di finanziamento innovative che soddisfino le esigenze degli investitori internazionali, compresi quelli con attività denominate in dollari all'estero.
- Promuovere un dialogo aperto tra il settore finanziario e quello immobiliare e le autorità di regolamentazione per affrontare queste problematiche.
- Istituire meccanismi di tutela per gli investitori che hanno già effettuato acquisti e sono in attesa della consegna dei loro immobili.
Un invito all'azione collaborativa
È fondamentale che tutte le parti interessate collaborino per trovare soluzioni che mantengano la Repubblica Dominicana una destinazione attraente ed equa per gli investimenti esteri. Dobbiamo garantire che il nostro Paese rimanga una terra di opportunità per gli investitori di tutta la regione, rafforzando la nostra posizione nel mercato immobiliare internazionale e tutelando gli interessi di coloro che hanno già riposto la loro fiducia nel nostro mercato, indipendentemente dalla provenienza del loro reddito.
L'autore è: unavvocato specializzato in diritto immobiliare nella Repubblica Dominicana, un agente immobiliare con oltre 15 anni di esperienza nel settore e Segretario del Consiglio di Amministrazione dell'AEI.





