La proposta presentata al Senato dà priorità ai terreni urbani liberi, richiede una valutazione dell'impatto territoriale per i progetti privati su larga scala e crea un fondo con uno stanziamento minimo obbligatorio, ma non definisce l'orizzonte temporale richiesto dalla Legge 368-22 per l'attuazione del piano
SANTO DOMINGO. – Il Ministro della Presidenza, José Ignacio Paliza, ha consegnato ieri, giovedì 22 ottobre, al Presidente del Senato, Ricardo de los Santos, il progetto di legge sul Piano Territoriale Nazionale (PNOT), un testo di 72 articoli e 13 capitoli che definisce dove concentrare gli investimenti pubblici, quali terreni saranno tutelati e quali nuovi requisiti dovranno essere rispettati dai progetti pubblici e privati con effetti sul territorio.
Paliza era accompagnato dal viceministro della Pianificazione Territoriale, Domingo Matías, il quale ha attribuito il contenuto a cinque anni di consultazioni e ha riferito che sono in fase di sviluppo oltre 60 piani comunali.
La presentazione al Congresso è conforme all'articolo 21 della legge 368-22 sulla pianificazione territoriale, l'uso del suolo e gli insediamenti umani, che affida al Consiglio dei Ministri il compito di conoscere e approvare il piano proposto e al Presidente della Repubblica quello di sottoporlo al Parlamento.
Secondo quanto riportato nel preambolo del progetto, il Consiglio dei Ministri lo ha approvato il 17 settembre 2026.
Nodi, poli e corridoi
L'articolo 5 approva il PNOT e adotta un modello territoriale in quattro parti: nodi territoriali, definiti come città o insediamenti che concentrano popolazione e servizi; poli di crescita; corridoi strategici; e le Regioni di Pianificazione Unica create dalla Legge 345-22.
Di questi quattro pezzi, il testo nomina solo i corridori, sei in totale secondo l'articolo 19:
- Centrale, tra Santiago e Santo Domingo;
- Costa Atlantica, tra Puerto Plata e Samaná;
- Zona Est, che collega San Pedro de Macorís, La Romana, El Seibo e Higüey;
- Regione di Ozama e dintorni, che comprende Ozama, Valdesia e Higuamo;
- Corridoi transfrontalieri,
- Corridoio Atlantico-Caraibico.
I suoi limiti e i suoi progetti saranno definiti in un Piano di attuazione che il Potere esecutivo dovrà approvare con decreto entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, conformemente all'articolo 51.
Questo modello avrà un impatto diretto sulla spesa, poiché l'articolo 36 vieta l'approvazione di progetti di investimento pubblico che non dimostrino la loro coerenza con la struttura territoriale del piano, fatte salve le eccezioni motivate da ragioni strategiche, di emergenza o di interesse nazionale, che richiederanno una relazione tecnica preventiva da parte dell'organo di governo.
Terreni, plusvalenze e nuove procedure
Le disposizioni di più ampia portata per il mercato immobiliare sono contenute nel capitolo sulla regolamentazione dell'uso del suolo.
L'articolo 31 impone che i piani urbanistici comunali diano priorità "all'occupazione razionale dei terreni urbani liberi prima di consentire la realizzazione di nuovi terreni edificabili" e consente loro di ordinare, mediante un atto motivato, il trasferimento di attività incompatibili o rischiose.
L'articolo 32 autorizza gli strumenti comunali e sovracomunali a incorporare riserve fondiarie, trasferimenti obbligatori, contributi per miglioramenti, riassetto delle particelle catastali, trasferimento dei diritti edificatori e "recupero delle plusvalenze generate dall'azione pubblica", un meccanismo che in urbanistica è noto come cattura delle plusvalenze.
Nessuno di questi strumenti compare nei 117 articoli della Legge 368-22. Lo stesso articolo subordina la loro applicazione a una base regolamentare sufficiente, alla proporzionalità e al rispetto dei diritti di proprietà.
L'articolo 37 istituisce la valutazione d'impatto territoriale, obbligatoria per i progetti pubblici, privati o misti che, per la loro portata, ubicazione o intensità d'uso, possono generare effetti significativi sul territorio.
Il progetto non stabilisce soglie; i criteri tecnici saranno determinati dall'organo di governo. Questa valutazione non sostituisce le autorizzazioni o gli studi ambientali, sebbene sulla base di essa l'autorità possa richiedere misure di mitigazione, indennizzi o il trasferimento.
La legge 368-22 non include questa cifra ed è limitata agli studi di impatto ambientale e alla valutazione ambientale strategica.
In materia di registrazione immobiliare, l'articolo 45 incarica l'organo di governo, in coordinamento con la Corte Suprema di Giustizia e la Giurisdizione Immobiliare, di redigere entro 24 mesi una "nota informativa" che riporti le disposizioni del piano relative agli immobili registrati. Il testo chiarisce che tale nota non costituirà un privilegio, un vincolo o un'opposizione.
L'articolo 17 elenca le zone costiere e acquatiche prioritarie in cui possono essere imposte restrizioni o divieti d'uso: le zone umide e le mangrovie delle aree protette a vocazione turistica e menziona espressamente la Bahía de las Águilas e il Parco Nazionale di Jaragua, il Parco Nazionale di Cotubanamá, il Monumento Naturale dell'Isola di Catalina e le baie di Samaná e Montecristi.
Per le opere già autorizzate, l'articolo 70 preserva i permessi validamente concessi, ma autorizza l'autorità a richiedere modifiche ai progetti non avviati, sospesi o sostanzialmente modificati.
Un fondo con un livello minimo obbligatorio
L'articolo 58 istituisce il Fondo nazionale per la pianificazione territoriale e la resilienza, che può essere finanziato dal bilancio statale, dalla cooperazione internazionale e da contributi privati.
Il bilancio generale dello Stato deve stanziare ogni anno un importo non inferiore alla media delle risorse impiegate nella pianificazione territoriale, nella gestione dei rischi e nell'adattamento ai cambiamenti climatici durante i tre esercizi finanziari precedenti.
Lo stesso paragrafo afferma che l'assegnazione avverrà "in base alla disponibilità finanziaria", ma l'articolo non designa un amministratore o un organo di governo del fondo.
Il progetto sostiene che il fondo sia stato creato "in conformità alle disposizioni della Legge n. 368-22", sebbene nessuno dei 117 articoli di tale legge istituisca un fondo. Il capitolo relativo al finanziamento, negli articoli 106 e 107, fa riferimento agli stanziamenti di bilancio assegnati all'ex Ministero dell'Economia, della Pianificazione e dello Sviluppo, ai fondi di contropartita comunali, alle multe riscosse dagli enti locali e alla cooperazione internazionale.
Il disegno di legge istituisce inoltre un Consiglio consultivo per la pianificazione territoriale, annesso al Ministero della Presidenza e da esso presieduto, con la partecipazione del governo centrale, degli enti locali, del settore privato, del mondo accademico e della società civile. La sua composizione e i suoi poteri sono definiti nel regolamento.
Calendario
Il Presidente della Repubblica avrà 180 giorni dalla promulgazione per emanare il regolamento (articolo 68). Entro dodici mesi dalla sua entrata in vigore, dovranno essere pronti il piano di attuazione e una mappa nazionale delle priorità territoriali per gli investimenti pubblici (articoli 51 e 54).
Gli enti locali avranno 24 mesi di tempo per costituire le proprie unità tecniche e accedere al Sistema nazionale di informazione territoriale, e 48 mesi per certificare il proprio personale e adottare strumenti di gestione del territorio e protocolli di rischio (articolo 57).
Tale sistema informativo è stato creato dall'articolo 29 della legge 368-22 nel dicembre 2022. L'articolo 57 del progetto subordina l'accesso comunale all'operatività del sistema, senza tuttavia specificarne la data.
La legge 368-22 aveva già stabilito una propria tempistica: l'articolo 114 concede 24 mesi, a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento attuativo, per la preparazione dei vari piani di utilizzo del territorio. Il disegno di legge non fa alcun riferimento a tale termine.
Ciò che il testo lascia aperto
Diverse disposizioni del progetto fanno riferimento a contenuti che il testo stesso non include o che sono in contraddizione tra loro:
- L'articolo 6 dichiara che le mappe, i livelli geospaziali e le matrici "espressamente identificati come allegati alla presente legge" sono parte integrante del piano. Il disegno di legge non identifica alcun allegato né nomina un singolo nodo territoriale o polo di crescita, sebbene l'articolo 36 subordini l'approvazione degli investimenti pubblici all'allineamento con essi.
- L'articolo 21 della legge 368-22 stabilisce che il Piano nazionale di utilizzo del territorio (PNOT) deve rispecchiare la situazione attuale e futura del territorio per un periodo di 30 anni ed essere rivisto ogni dieci anni. Il progetto non specifica un anno o un periodo di validità preciso e il suo preambolo lo collega alla Strategia nazionale di sviluppo 2030.
- L'articolo 11 richiede un'autorizzazione legale esplicita per qualsiasi incentivo fiscale, sussidio o esenzione, mentre l'articolo 16 affida ai regolamenti il compito di sviluppare politiche fondiarie agricole "attraverso incentivi economici e fiscali".
- L'articolo 19 elenca "almeno" sei corridoi, una formula che lascia l'elenco aperto. Tuttavia, un paragrafo successivo impedisce al Piano di attuazione di modificare tale identificazione e richiede una procedura regolamentare per l'aggiunta di corridoi vincolanti.
- Il progetto si fonda su un precedente: la Legge 368-22 ne affidava il coordinamento al Ministero dell'Economia, della Pianificazione e dello Sviluppo, che è stato poi abolito dalla Legge 45-25. L'articolo 4 della Legge 45-25, secondo il preambolo del progetto, trasferiva i poteri di pianificazione territoriale al Ministero della Presidenza. Il progetto basa la leadership della Presidenza su questo trasferimento, senza tuttavia modificare espressamente la Legge 368-22.
- Per quanto riguarda la terminologia, l'articolo 7 si riferisce alle regioni chiamate "regioni di sviluppo" nel resto del testo come "regioni di pianificazione unica", un concetto creato dalla legge 345-22.
Se approvata, la legge entrerà in vigore al momento della sua promulgazione e pubblicazione, secondo quanto previsto dall'articolo 72, e, in conformità all'articolo 71, abrogherà le disposizioni di pari o inferiore grado che le sono contrarie.
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