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ONIC mette in discussione la limitazione degli affitti a breve termine senza dimostrarne l'impatto sul settore alberghiero

Melchor Alcántara sostiene che la dimensione dell'offerta di alloggi per soggiorni brevi non dimostra di per sé che vi sia uno spostamento di ospiti dagli hotel

SANTO DOMINGO. – Il dibattito sulla regolamentazione degli alloggi per brevi soggiorni deve innanzitutto stabilire se questa modalità stia effettivamente sottraendo domanda al settore alberghiero e in quale misura, ha affermato il direttore dell'Osservatorio Nazionale dell'Industria delle Costruzioni (ONIC), Melchor Antonio Alcántara Damirón.

La proposta nasce nell'ambito del processo avviato dal Ministero del Turismo (MITUR) per istituire un registro obbligatorio degli immobili destinati agli affitti turistici di breve durata.

Il progetto sottoposto a consultazione pubblica proponeva la creazione del Registro Nazionale delle Strutture Turistiche (RENATUR), che dovrebbe includere ville, appartamenti, case, camere, bungalow e altre tipologie di alloggi per soggiorni brevi al fine di poter essere legalmente commercializzati, anche attraverso piattaforme digitali.

Il progetto prevedeva inoltre che ogni immobile dovesse essere registrato individualmente e includeva requisiti quali l'identificazione del proprietario o dell'amministratore, la documentazione relativa all'immobile, il codice fiscale e una polizza di assicurazione di responsabilità civile. Per gli immobili situati in condomini, la bozza richiedeva anche la presentazione del regolamento condominiale per verificare l'eventuale presenza di restrizioni sugli affitti a breve termine.

Tuttavia, il MITUR ha ritirato il progetto il 20 luglio e ha annunciato un tavolo di dialogo con i soggetti coinvolti, pertanto lo schema contenuto in quella bozza non costituisce attualmente una normativa vigente.

La domanda posta da ONIC

È proprio sul possibile effetto di una simile regolamentazione che Alcántara Damirón chiede di ampliare l'analisi.

Il direttore dell'ONIC sostiene che l'esistenza di un'offerta di affitti a breve termine superiore all'offerta alberghiera in alcuni mercati non porta automaticamente alla conclusione che questa modalità stia indebolendo gli hotel.

A suo avviso, per dimostrare uno spostamento negativo, sarebbe necessario sapere quale percentuale di ospiti che utilizzano affitti a breve termine avrebbe optato per un hotel se tale alternativa non fosse esistita, quanta parte di questa domanda corrisponde effettivamente a visitatori aggiuntivi, quanta spesa generano, quanto durano i loro soggiorni e a quali segmenti di mercato si rivolgono.

Si suggerisce inoltre che, prima di giungere a una conclusione definitiva sulla relazione tra i due modelli di alloggio, si dovrebbe valutare l'effetto degli affitti a breve termine sul tasso di occupazione alberghiera, sugli investimenti in nuove camere e sul comportamento tariffario.

"Senza queste informazioni, qualsiasi conclusione definitiva sarebbe prematura", sostiene Alcántara Damirón, che insiste sul fatto che le decisioni normative che riguardano i settori strategici debbano basarsi su dati concreti e analisi a lungo termine.

Un turismo in continua crescita

La proposta dell'ONIC giunge in un momento in cui l'attività turistica continua a registrare risultati positivi. Secondo la Banca Centrale, il valore aggiunto di hotel, bar e ristoranti è cresciuto del 4,6% su base annua a giugno 2026. Nello stesso mese, sono arrivati ​​per via aerea 816.512 visitatori non residenti, il 6% in più rispetto a giugno 2025, mentre il totale cumulativo per il primo semestre ha raggiunto quota 4.963.343, con un incremento del 10% rispetto all'anno precedente.

Secondo Alcántara Damirón, l'andamento del turismo non dimostra di per sé che gli affitti a breve termine siano in concorrenza con il settore alberghiero. Ciò che suggerisce è che esso costituisce un elemento da integrare nell'analisi prima di concludere che le limitazioni ai primi andranno necessariamente a vantaggio dei secondi.

L'ONIC riconosce la necessità di stabilire delle regole per l'attività e pertanto propone, quali aspetti ragionevoli, la registrazione degli operatori, l'adempimento degli obblighi fiscali, gli standard di sicurezza, la tutela dei consumatori e la trasparenza del mercato.

La discussione, pertanto, non viene presentata dall'organizzazione come un'opposizione alla regolamentazione, bensì come una messa in discussione dell'adozione di limitazioni senza averne preventivamente quantificato gli effetti: "Regolamentare sì, limitare senza prove no", riassume l'ONIC.

La questione assume ora maggiore rilevanza, dato che il MITUR ha avviato un processo di dialogo sul progetto RENATUR, documentato da El Inmobiliario . Tra gli aspetti contestati dai rappresentanti degli affitti a breve termine figuravano gli oneri amministrativi del progetto, il periodo di transizione di tre mesi e le disposizioni che, secondo ADORICO, non differenziavano sufficientemente tra piccoli host e operatori professionali.

Secondo Alcántara Damirón, prima di decidere quali restrizioni mantenere, modificare o eliminare, il Paese dovrebbe rispondere a una domanda economica fondamentale: quale sarebbe il beneficio netto per la Repubblica Dominicana derivante dalla limitazione degli affitti a breve termine, considerando gli effetti sul settore alberghiero e sul resto dell'economia?

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Solangel Valdez
Solangel Valdez
Giornalista, fotografa e specialista in pubbliche relazioni. Aspirante scrittrice, lettrice, cuoca e viaggiatrice.
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