SANTO DOMINGO – Cosa succede quando qualcuno acquista un immobile ma lascia passare anni senza registrare la compravendita al Catasto? Per chiarire ogni dubbio al pubblico, la Corte Suprema di Giustizia (CSG ) ha precisato che la registrazione di una compravendita immobiliare non è soggetta a un termine di prescrizione, quindi il semplice trascorrere del tempo non impedisce all'acquirente di richiederne la registrazione.
La sentenza dell'Alta Corte solleva anche un'importante questione per acquirenti e proprietari: se non esiste una scadenza per la registrazione della transazione, è consigliabile attendere o completare la procedura il prima possibile?
La soluzione sta nella prevenzione. Sebbene la mancata registrazione non comporti automaticamente la perdita della possibilità di registrare l'immobile da parte dell'acquirente, mantenere una vendita senza formalizzarla nel catasto rappresenta un rischio.
Questo perché l'atto di vendita, finché non viene registrato nel Registro Immobiliare, non può essere fatto valere nei confronti di terzi alle stesse condizioni di un diritto debitamente registrato.
La sentenza della Corte Suprema di Giustizia stabilisce una differenza fondamentale tra due aspetti: da un lato, la validità dell'accordo concluso tra acquirente e venditore e, dall'altro, gli effetti giuridici che tale accordo può produrre nei confronti di terzi.
Cosa dovrebbe fare l'acquirente?
Nel caso di una transazione immobiliare non ancora registrata, è consigliabile non interpretare l'assenza di una scadenza come motivo per rimandare la registrazione. Al contrario, il completamento della procedura consente il riconoscimento pubblico del diritto acquisito e riduce potenziali controversie future.
L'acquirente deve verificare di essere in possesso della documentazione necessaria e assicurarsi che la transazione venga presentata al competente Ufficio del Catasto, secondo le procedure stabilite.
L'importanza di questo passaggio aumenta quando sono trascorsi diversi anni dalla firma del contratto, le circostanze relative all'immobile sono cambiate o vi sono altre transazioni connesse all'immobile stesso.
Quali rischi si corrono lasciando passare il tempo?
Il fatto che non ci sia una scadenza per la registrazione non significa che sia legalmente consigliabile lasciare l'atto non registrato. Il rischio principale è legato alla sua applicabilità nei confronti di terzi.
In altre parole, una persona può aver acquisito una proprietà tramite un atto valido, ma se tale diritto non è stato registrato, potrebbe trovarsi in una posizione più vulnerabile in determinate situazioni che coinvolgono terzi.
Pertanto, il criterio della Corte Suprema di Giustizia non deve essere interpretato come un'autorizzazione a mantenere indefinitamente una vendita al di fuori del Registro Immobiliare, bensì come un chiarimento sul fatto che il trascorrere del tempo non preclude la possibilità di richiederne la registrazione.
La decisione rafforza quindi l'importanza del registro immobiliare quale meccanismo di tutela giuridica e di pubblicità dei diritti sugli immobili.
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