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ADORICO: La proposta del MITUR di regolamentare gli affitti a breve termine è una causa per gli hotel; mette in guardia contro enormi lacune e vulnerabilità nella sicurezza giuridica

"È richiesto un identificativo DGII anche per gli immobili esenti dalla tassa sugli alloggi di lusso, il che apre la strada all'utilizzo del registro turistico come meccanismo di riscossione indiretta delle imposte", sottolinea l'ente

SANTO DOMINGO - Dopo aver analizzato la proposta, l'Associazione Dominicana delle Società di Affitti a Breve Termine (ADORECO) mette in guardia contro le numerose lacune presenti nella proposta elaborata dal Ministero del Turismo (MITUR), sottolineando che essa potrebbe compromettere la sicurezza giuridica del Paese e imporre obblighi, oneri amministrativi e procedure non commisurati alla natura di tale attività né alla diversità degli attori che la compongono.

L'ente ha confermato di aver presentato venerdì scorso, 31 luglio, al Ministero del Turismo un documento amministrativo corredato da una matrice dei rischi e da un'analisi legale in merito alle bozze di risoluzione che istituiscono il Registro Nazionale delle Strutture Ristorative (RENATUR) e regolamentano i servizi di alloggio per brevi soggiorni.

Il documento, redatto dal team tecnico-legale dell'Associazione nell'ambito del processo di consultazione pubblica indetto dal MITUR, sostiene che la regolamentazione sia necessaria, ma che la sua attuale struttura necessiti di adeguamenti tecnici prima di poter diventare uno standard.

Secondo l'analisi dei titolari di attività di affitto a breve termine, le bozze di risoluzione si basano su un presupposto giuridico che necessita di essere rivisto: regolamentano gli affitti a breve termine con la stessa logica dell'attività alberghiera tradizionale, un approccio che, avvertono, potrebbe imporre obblighi, oneri amministrativi e procedure non commisurati alla natura di tale attività né alla diversità degli attori che la compongono, dal piccolo host al gestore professionista.

Le crepe identificate

In quello che l'entità definisce l'host medio, vengono citate le seguenti lacune:

▪  Procedura triplicata: la stessa proprietà potrebbe essere costretta a registrarsi due o tre volte, su portali diversi, con nomi diversi, per quella che in teoria è un'unica registrazione.

▪  Nessuno sa chi sia il responsabile: proprietario, amministratore e host appaiono mescolati nel testo, senza che sia chiaro chi sia in definitiva responsabile nei confronti del MITUR per ciascuna proprietà.

▪  Gli stessi requisiti si applicano alle piccole imprese come alle grandi: non esiste la categoria di "ospitante occasionale"; chi affitta la propria abitazione in modo sporadico è soggetto agli stessi oneri documentali di un gestore con un portafoglio commerciale di decine di unità.

▪  Un tipo di assicurazione che manca ancora sul mercato: una polizza di responsabilità civile obbligatoria senza verificare se, oggi, esista un prodotto certificato e accessibile per il piccolo host.

Per la sicurezza giuridica del paese

▪  La porta sul retro per le autorità fiscali: un identificativo DGII è richiesto anche per gli immobili esenti dalla tassa sugli alloggi di lusso, aprendo la strada all'utilizzo del registro turistico come meccanismo di riscossione indiretta delle imposte.

▪  Intere aree al di fuori del sistema: richiedere un titolo di proprietà definitivo, senza eccezioni, lascerebbe fuori dal registro ufficiale gli albergatori in zone turistiche come Samaná e Pedernales, dove numerose proprietà sono attualmente in fase di regolarizzazione o delimitazione presso la giurisdizione immobiliare e non dispongono ancora di un titolo di proprietà valido.

▪  Doppia sanzione per lo stesso reato: il progetto conferisce al MITUR il potere di sanzionare la pubblicità ingannevole, un potere già esercitato da Pro Consumidor, aprendo la strada a una doppia condanna per lo stesso soggetto.

▪  Dati di ospiti e host senza una chiara protezione: le informazioni personali circolerebbero tra MITUR, piattaforme digitali e DGII senza un testo che definisca garanzie di consenso o di utilizzo di tali dati.

▪  Una regolamentazione auto-revisionante: il progetto prevede una revisione ogni due anni senza aprire, in quella occasione, un nuovo spazio di consultazione con i settori regolamentati.

La Matrix propone inoltre di tutelare le prenotazioni già effettuate prima dell'entrata in vigore delle nuove regole, in modo che nessun host o ospite si trovi coinvolto in un cambio di regolamento a metà del periodo di validità.

Riunioni di avanzamento

Secondo quanto affermato da ADOREACO, il 20 luglio si è tenuta una conversazione con la consulente legale del MITUR, Brenda Morales, durante la quale si è discusso dell'opportunità di istituire un Gruppo di Lavoro Tecnico prima dell'approvazione definitiva delle risoluzioni, e che a seguito di tale scambio le è stata inviata la Matrice dei Rischi e l'Analisi Legale.

Nel documento presentato, l'organizzazione che rappresenta gli affittuari a breve termine chiede che le sue osservazioni vengano incorporate nel fascicolo amministrativo, valutate prima della firma del regolamento e discusse in un comitato tecnico multisettoriale con rappresentanti dello Stato, del mondo accademico, di specialisti, di associazioni di categoria e di piattaforme tecnologiche.

“La nostra analisi non mette in discussione la necessità di regolamentare gli affitti a breve termine. Al contrario, dimostra che una regolamentazione tecnicamente più accurata tutela sia l'interesse pubblico sia la certezza del diritto di coloro che svolgono questa attività”, ha sottolineato Yajaira Sosa, presidente dell'associazione.

Per proteggere il processo

ADOREMO ha sostenuto che lo scopo del Comitato Tecnico non è quello di ritardare il processo, bensì di tutelarlo, affermando che una risoluzione che non recepisca tali osservazioni rischia di essere impugnata sia dinanzi alla Corte Costituzionale che al Tribunale Amministrativo Superiore, e potrebbe finire per essere annullata dopo mesi o anni di procedimenti, insistendo sul fatto che sia preferibile correggere il testo prima della firma piuttosto che contestarlo in seguito.

Ha ribadito il suo sostegno a una regolamentazione moderna del settore degli affitti a breve termine, adattata alla realtà giuridica, geografica e catastale del Paese, e ha riaffermato la sua disponibilità a collaborare con le autorità per costruire un quadro normativo equilibrato, proporzionato e sostenibile,con regole chiare per tutti gli attori dell'ecosistema: host, piattaforme, operatori e turisti.

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