Le sospensioni si verificano solitamente a causa di inadempienze quali la mancanza di protezione per il personale, l'assenza di comitati per la sicurezza o condizioni pericolose nel cantiere
SANTO DOMINGO - Il blocco di un progetto di costruzione da parte del Ministero del Lavoro non solo rallenta lo sviluppo dell'opera, ma solleva anche un interrogativo fondamentale per il settore: a chi spetta la responsabilità?
Chi è il responsabile?
Non esiste un'unica risposta.
Secondo l'avvocato del lavoro Darnetty Lugo, la responsabilità in questi casi può essere solidale e dipenderà da quanto stabilito nei contratti tra il costruttore e l'appaltatore. Ciò significa che più di una parte potrebbe essere chiamata a rispondere dei difetti riscontrati.
Come ha spiegato, queste sospensioni si verificano solitamente a causa di violazioni quali la mancanza di dispositivi di protezione individuale, l'assenza di comitati per la sicurezza o condizioni pericolose in cantiere. In questo contesto, le aziende devono garantire la sicurezza e iscrivere i propri lavoratori, anche temporaneamente, presso l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (ITS).

L'onere ricade su chi ha il controllo
Dal punto di vista del lavoro, l'onere principale ricade sulle aziende coinvolte nell'esecuzione del progetto. Come indicato dallo specialista, sia il committente che l'appaltatore possono subire conseguenze, a seconda del loro ruolo e del livello di controllo che esercitano sulle condizioni di lavoro.
Questo approccio si basa su un principio chiaro: la responsabilità viene attribuita a coloro che detengono il potere decisionale all'interno del progetto.
E i lavoratori?
In questo scenario, i lavoratori non sono responsabili dell'interruzione del lavoro. Al contrario, sono soggetti tutelati dalle normative sul lavoro.
Un punto fondamentale, come ha specificato Lugo, è che se la sospensione avviene per cause imputabili all'azienda, i dipendenti devono percepire la retribuzione, anche se non lavorano durante tale periodo.
Una responsabilità che si estende anche agli aspetti tecnici
Dal settore immobiliare, l'avvocata Ana Bello ha spiegato che l'accertamento della responsabilità è multidimensionale e dipende sia dalla catena contrattuale sia dalla tipologia di violazione rilevata.
A tale proposito, ha sottolineato che la responsabilità primaria ricade sul costruttore, in quanto è lui a dover garantire condizioni di lavoro sicure, la cui inosservanza può comportare sanzioni amministrative, civili e persino penali.

Ana Bello, avvocata specializzata in diritto immobiliare. (Archivio/El Inmobiliario).
Ha inoltre precisato che l'appaltatore non è esente da responsabilità. Quando il lavoro viene svolto da terzi, sussiste una responsabilità solidale per la sicurezza del personale, a prescindere dagli accordi di subappalto.
Inoltre, sussiste la potenziale responsabilità dei professionisti incaricati della supervisione tecnica. Ingegneri e architetti possono essere ritenuti responsabili se le carenze sono riconducibili a negligenza nell'esercizio delle loro funzioni.
Una misura che va oltre la punizione
La sospensione dei lavori di costruzione per motivi di sicurezza non solo ha conseguenze legali, ma rafforza anche la necessità di rispettare le normative fin dall'inizio. In questo contesto, la legislazione dominicana dà priorità alla tutela dei lavoratori e distribuisce le responsabilità tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto che hanno potere decisionale.
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