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La pubblicità statale deve essere appaltata direttamente ai media e senza intermediari; ciò incide sulla trasparenza?

SANTO DOMINGO – Le modalità di stipula dei contratti pubblicitari nello Stato dominicano sono appena cambiate. La nuova Legge sugli appalti pubblici (47-25) e il relativo regolamento di attuazione stabiliscono che la pubblicità ufficiale deve essere appaltata direttamente ai media e alle piattaforme di comunicazione, vietando espressamente l'utilizzo di agenzie pubblicitarie o altri intermediari.

Il provvedimento si inserisce in un più ampio sforzo volto a razionalizzare la spesa pubblica e a rafforzare i meccanismi di trasparenza nell'amministrazione statale, un settore che storicamente è stato oggetto di attento esame per il suo impatto sul bilancio e la sua influenza sull'ecosistema mediatico.

La stipula di contratti diretti è la norma

La disposizione è contenuta nell'articolo 167 del regolamento, il quale stabilisce che la stipula di contratti diretti è consentita solo quando l'ordine di acquisto o il contratto viene firmato con l'organo di comunicazione che detiene lo spazio di trasmissione. Ciò include la stampa, la radio, la televisione, i siti web, i social media e le piattaforme di streaming.

Il regolamento è categorico su un punto: è vietata che aumenti o distorca i prezzi dei servizi

Più che un adeguamento tecnico, il provvedimento ridefinisce il legame tra lo Stato e le emittenti radiotelevisive, trasferendo il rapporto contrattuale direttamente a chi detiene gli spazi pubblicitari.

Mezzi formali e regole chiare

Il regolamento stabilisce inoltre che gli organi di informazione convenzionati debbano essere legalmente costituiti e registrati presso l'autorità competente, e che i contratti debbano essere conformi alle politiche di pubblicità pubblica del potere esecutivo quando si tratta di istituzioni collegate a tale potere.

Un altro elemento rilevante è che l'eccezione relativa ai contratti diretti non comprende la creazione o la produzione di contenuti pubblicitari, limitando così la portata del meccanismo ed evitando interpretazioni discrezionali nell'esecuzione della spesa.

In pratica, ciò separa due processi: l'acquisto dello spazio pubblicitario e la creazione del messaggio.

Trasparenza contro corruzione: il dibattito aperto dagli appalti diretti

La Direzione Generale degli Appalti Pubblici sostiene che la Legge 47-25 rafforzerà il sistema attraverso un regime sanzionatorio più solido e meccanismi di controllo potenziati per prevenire irregolarità nell'utilizzo delle risorse pubbliche. Allo stesso modo, il Presidente Luis Abinader ha indicato che il nuovo quadro normativo mira a consolidare la capacità istituzionale e a garantire una gestione più equa e trasparente della spesa pubblica.

Tuttavia, il dibattito si estende oltre la sfera locale. La letteratura economica internazionale avverte che il rapporto finanziario tra lo Stato e i media può creare incentivi significativi. Uno studio del National Bureau of Economic Research (NBER) ha rilevato che un maggiore volume di pubblicità governativa sui giornali era associato a una minore copertura degli scandali di corruzione, suggerendo che la dipendenza dalla pubblicità può influenzare, direttamente o indirettamente, le dinamiche dell'informazione.

In questo contesto, organizzazioni come la Banca Mondiale e l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico hanno avvertito che gli appalti pubblici rappresentano uno dei settori più vulnerabili alla corruzione in assenza di un controllo continuo. La discussione, pertanto, non si limita al modello di appalto in sé, ma si concentra anche sulla solidità dei controlli: regole chiare, criteri di assegnazione oggettivi e sistemi di audit efficaci saranno cruciali affinché il nuovo sistema possa coniugare efficienza amministrativa e trasparenza.

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Juan David Botero Salcedo
Juan David Botero Salcedo
Giornalista e redattrice con oltre sette anni di esperienza nella comunicazione strategica e nella produzione di contenuti per testate specializzate in economia, finanza e cultura. Ha diretto progetti editoriali in Colombia e nella Repubblica Dominicana e ha collaborato a iniziative di contenuti su business e sostenibilità. Pensiero critico, chiarezza editoriale e creatività sono i suoi tratti distintivi.
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