La legge 98-25 stabilisce il 15 dicembre 2026 come termine ultimo per l'eliminazione della distribuzione gratuita di sacchetti di plastica monouso negli esercizi commerciali. Questo provvedimento si inserisce in un processo legislativo avviato nel 2020 per rafforzare la gestione dei rifiuti solidi e ridurre l'inquinamento ambientale
Di Maholi Albuez
SANTO DOMINGO. – La regolamentazione dell'uso dei sacchetti di plastica nella Repubblica Dominicana è il risultato di un processo legislativo che si è protratto per diversi anni e mira a ridurre la produzione di rifiuti, promuovere alternative riutilizzabili e stabilire nuove responsabilità nella gestione dei materiali monouso.
Il principale precedente per questa disposizione è la Legge n. 225-20, Legge generale sulla gestione integrata e il cotrattamento dei rifiuti solidi, promulgata nel settembre 2020. Successivamente, tale normativa è stata modificata dalla Legge n. 98-25, promulgata il 15 dicembre 2025, che ha stabilito un nuovo periodo di dodici mesi entro il quale gli esercizi commerciali devono cessare di fornire gratuitamente sacchetti di plastica monouso.
Per comprendere la portata di questo provvedimento, è necessario esaminare il contesto ambientale, le principali fasi del suo iter legislativo e i potenziali effetti su consumatori, imprese e produttori.
Un problema ambientale che si sta accumulando da decenni
L'accumulo di rifiuti solidi è una delle principali sfide ambientali della Repubblica Dominicana. La crescita urbana, il consumo di prodotti confezionati e le difficoltà nella raccolta, selezione e riutilizzo dei rifiuti hanno contribuito al fatto che parte della spazzatura finisca in discariche a cielo aperto, strade, burroni, fiumi e coste.
All'interno di questo problema, i sacchetti di plastica occupano un posto importante a causa del loro frequente utilizzo, poiché, in molti casi, vengono gettati via subito dopo aver trasportato gli acquisti.
Se non smaltiti correttamente, questi materiali possono ostruire i sistemi di drenaggio, inquinare gli ecosistemi acquatici e degradare gli spazi pubblici.
Tuttavia, il problema non si limita alle borse. Comprende anche bottiglie, contenitori, contenitori per alimenti, utensili e altri articoli monouso che richiedono sistemi efficienti di raccolta e trattamento.
Per questo motivo, la riduzione della plastica monouso è diventata sempre più importante nell'ambito delle politiche di gestione dei rifiuti, insieme alle iniziative di riciclo, riutilizzo e responsabilità del produttore.
Cronologia della regolamentazione: dalla Legge 225-20 alla Legge 98-25
30 settembre 2020: la legge 225-20 entra in vigore
L'approvazione della legge n. 225-20 ha stabilito un quadro generale per la regolamentazione della gestione integrata dei rifiuti solidi nel paese.
Il regolamento includeva disposizioni volte a ridurre la produzione di rifiuti, a promuoverne il recupero e a stabilire le responsabilità dei vari soggetti coinvolti.
Per quanto riguarda i sacchetti di plastica, la legislazione prevedeva misure per ridurne progressivamente la distribuzione e l'utilizzo negli esercizi commerciali, nonché la promozione di campagne di sensibilizzazione sulle alternative riciclabili e riutilizzabili.
La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 10990, il 2 ottobre 2020.
16 ottobre 2024: Inizia la registrazione legislativa della riforma
Il Sistema Informativo Legislativo della Camera dei Deputati identifica questa data come l'inizio del fascicolo n. 03917-2024-2028-CD, relativo al progetto di modifica della Legge 225-20.
Dai documenti risulta che l'iniziativa ha avuto origine al Senato ed era collegata alla Commissione Ambiente. Viene inoltre indicato il 18 marzo 2025 come data di presentazione formale del dossier.
Queste date corrispondono a diverse registrazioni del sistema legislativo, quindi vanno distinte dal periodo in cui potrebbero essere state presentate altre proposte relative alla regolamentazione delle materie plastiche.
7 gennaio 2025: il Senato approva gli emendamenti
Il Senato ha comunicato di aver approvato d'urgenza, in due letture, le modifiche alla legge 225-20, presentate dai senatori Ramón Rogelio Genao Durán e Ginnette Bournigal de Jiménez.
La proposta mirava a rafforzare il quadro giuridico per la gestione dei rifiuti solidi.
Tale approvazione si inseriva nel quadro delle discussioni legislative che hanno preceduto la riforma. Tuttavia, per ricostruire l'intero processo, è importante distinguere questo atto dalle successive revisioni e approvazioni che hanno portato alla stesura del testo definitivo.
4 novembre 2025: Il potere esecutivo osserva la riforma
Nel novembre 2025, la Presidenza ha riferito che il Presidente Luis Abinader aveva formulato delle osservazioni sulla legislazione approvata dal Congresso Nazionale.
Tra le modifiche proposte figuravano periodi di adattamento per alcuni prodotti in plastica e schiuma monouso, nonché un periodo di dodici mesi per iniziare ad addebitare un costo per i sacchetti di plastica non biodegradabili negli esercizi commerciali.
Con queste osservazioni, il potere esecutivo ha cercato di conciliare gli obiettivi di tutela ambientale con le condizioni dell'attività economica e la disponibilità di prodotti sostitutivi.
Successivamente, il 17 novembre, una commissione speciale del Senato ha formalmente avviato l'esame delle osservazioni per proseguire il processo di revisione legislativa.
15 dicembre 2025: la legge 98-25 entra in vigore
A seguito del processo di revisione, è stata promulgata la Legge n. 98-25, che modifica la Legge 225-20 e aggiorna le disposizioni relative alla gestione dei rifiuti solidi.
Il testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 11222, il 16 dicembre 2025.
Tra le sue disposizioni, vi è un nuovo periodo di dodici mesi per il divieto di distribuzione gratuita, all'interno degli esercizi commerciali, dei sacchetti di plastica monouso contemplati dalla normativa.
15 dicembre 2026: Scadenza del termine per l'adattamento
In conformità al periodo di dodici mesi stabilito dalla Legge 98-25, il 15 dicembre 2026 costituisce il termine ultimo entro il quale le aziende devono cessare di fornire gratuitamente sacchetti di plastica monouso soggetti a questa disposizione.
Durante il periodo di adattamento, la normativa prevede campagne di sensibilizzazione volte a promuovere la sostituzione di queste coperture con alternative riciclabili o riutilizzabili.
È importante precisare che il provvedimento si riferisce alla consegna gratuita degli articoli contemplati dalla legge e non implica l'eliminazione immediata di tutti i prodotti realizzati con plastica.
Perché si sta cercando di regolamentare la distribuzione dei sacchetti di plastica?
L'obiettivo principale del provvedimento è ridurre il consumo di sacchetti monouso e contribuire a una gestione più efficiente dei rifiuti solidi.
La consegna gratuita può indurre i consumatori ad accettare più sacchetti del necessario, anche acquistando pochi articoli. Pertanto, modificare questa pratica mira a promuovere il riutilizzo e a incoraggiare alternative che generino meno rifiuti.
Tuttavia, i risultati ambientali dipenderanno da diversi fattori, tra cui la disponibilità di materiali sostitutivi, la frequenza con cui vengono riutilizzati e la capacità dei sistemi di raccolta, riciclaggio e smaltimento.
Inoltre, il regolamento si inserisce in un dibattito più ampio sui prodotti monouso e sulla responsabilità dei produttori nel recupero dei materiali immessi sul mercato.
In questo contesto, nel dicembre 2025 il Governo ha presentato il progetto Plastic Reboot, sviluppato con il supporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo e del Fondo per l'Ambiente Globale. L'iniziativa ha una durata prevista di cinque anni e mira a impedire che oltre 11.000 tonnellate di rifiuti di plastica raggiungano l'ambiente, modificando le abitudini di produzione e consumo e promuovendo modelli di economia circolare.
Consumatori, imprese e industria: chi ne risentirà maggiormente?
L'attuazione del provvedimento avrà ripercussioni su diversi settori dell'economia, sebbene la sua portata dipenderà dalle condizioni di attuazione e dalla disponibilità di alternative.
I consumatori dovranno abituarsi a portare le proprie borse o ad acquistare quelle disponibili nei negozi. Per le famiglie che fanno la spesa frequentemente, le borse riutilizzabili possono ridurre la necessità di acquistare continuamente nuovi imballaggi. Tuttavia, il prezzo e la disponibilità di questi prodotti saranno fattori chiave per facilitare la transizione.
Gli esercizi commerciali al dettaglio, inclusi supermercati, negozi di alimentari, farmacie e altre attività, dovranno adattare le proprie pratiche di consegna e informare i clienti sulle alternative disponibili. La transizione potrebbe anche richiedere investimenti in nuovi imballaggi e adeguamenti operativi, il cui impatto varierà a seconda delle caratteristiche specifiche di ciascun esercizio.
L'industria della plastica. I produttori dovranno valutare come adattare parte della loro produzione alle nuove normative. Alcune aziende potrebbero investire in sacchetti riutilizzabili o materiali alternativi, mentre altre dovranno rivedere i propri processi produttivi e i mercati di riferimento.
Tuttavia, in assenza di dati specifici su costi, vendite e posti di lavoro associati esclusivamente ai sacchetti di plastica monouso, non è possibile quantificare le conseguenze economiche della normativa né garantire che essa provocherà aumenti di prezzo o perdite di posti di lavoro diffusi.
Quali alternative esistono per sostituire le coperture tradizionali?
Tra le opzioni per il trasporto degli acquisti figurano borse riutilizzabili in tessuto e altri materiali resistenti, borse riciclabili e imballaggi in carta o cartone.
Esistono anche materiali di origine vegetale, come la bagassa di canna da zucchero e altre fibre, che possono essere utilizzati in determinati prodotti, a condizione che soddisfino i requisiti applicabili.
Tuttavia, non tutte le opzioni di imballaggio sono adatte a ogni prodotto. Fattori come la durata, la resistenza all'umidità, la conservazione degli alimenti e l'igiene devono essere presi in considerazione nella scelta dell'imballaggio.
Pertanto, la transizione richiederà non solo la disponibilità di prodotti sostitutivi, ma anche informazioni chiare affinché consumatori e commercianti possano scegliere le opzioni più adatte alle proprie esigenze.
Le forze dell'ordine: la prossima grande sfida
L'efficacia della legge 98-25 dipenderà in larga misura dalla capacità delle autorità di guidare gli esercizi commerciali, monitorare il rispetto delle disposizioni e tenere informato il pubblico.
Sarà inoltre necessario valutare se le alternative siano disponibili nelle diverse regioni del paese e se i loro prezzi consentano un adattamento economicamente sostenibile per i consumatori e le piccole imprese.
Oltre la scadenza del termine, la sfida principale sarà stabilire se la riduzione dei sacchetti gratuiti contribuisca effettivamente a diminuire la produzione di rifiuti e se tale misura sia accompagnata da miglioramenti nei sistemi di raccolta, riciclaggio e smaltimento finale.
In sintesi, la Legge 98-25 rappresenta una nuova tappa nella politica di gestione dei rifiuti solidi della Repubblica Dominicana, il cui principale antecedente è la legislazione approvata nel 2020. Il suo impatto dipenderà dalla capacità degli obblighi di legge di tradursi in cambiamenti verificabili nelle abitudini di consumo, nelle pratiche commerciali e nei processi produttivi, con l'obiettivo di ridurre l'inquinamento e progredire verso un modello di economia circolare.
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