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Quanto pesa davvero "il semplice fatto di guardare il telefono"?

C'è un gesto che si ripete decine di volte al giorno senza pensarci: abbassare la testa per leggere un messaggio

SANTO DOMINGO – La testa di un adulto, in posizione eretta e allineata con la colonna vertebrale, pesa tra i 4,5 e i 5,5 kg, grazie alla sua conformazione naturale in cui il collo sostiene tale peso senza alcuno sforzo aggiuntivo. Ma non appena la testa viene inclinata in avanti per guardare uno schermo, le leggi della fisica cambiano.

Il ricercatore Kenneth Hansraj lo ha misurato in uno studio ormai classico: con un'inclinazione di 60 gradi, l'angolo tipico quando si invia un messaggio guardando verso il basso, il carico sulla colonna cervicale può raggiungere circa 60 libbre (circa 27 kg).

È così semplice: è come portarsi in braccio un bambino di 8 anni appeso al collo per diverse ore al giorno, e non è una sensazione isolata.

Una meta-analisi pubblicata nel 2025 sul Postgraduate Medical Journal, che ha raccolto dati da oltre 10.700 persone in diversi studi, ha rilevato che coloro che utilizzano i telefoni cellulari in modo eccessivo hanno un rischio più che doppio di sviluppare dolore al collo rispetto a coloro che li utilizzano con moderazione.

Gli stessi ricercatori lo descrivono come un problema di salute pubblica in crescita, non solo un fastidio passeggero.

Il problema è rimanere immobili

Non è che i cellulari facciano male alla schiena, ma piuttosto che il corpo non è progettato per mantenere una singola postura per periodi prolungati. Il fisioterapista Jesús Arribas riassume il concetto con una frase che vale la pena ripetere: "La postura migliore è quella che si mantiene per il minor tempo possibile".

In altre parole, il vero nemico non è come ci sediamo o ci appoggiamo, ma per quanto tempo restiamo esattamente nella stessa posizione.

Arribas mette inoltre in guardia su ciò che accade quando il dolore si manifesta e lo sopportiamo semplicemente o decidiamo di rimanere immobili in attesa che passi: il corpo diventa più sensibile a quel dolore e subentra la paura del movimento, che a sua volta genera maggiore rigidità e debolezza muscolare.

Si tratta di un circolo vizioso, ma, secondo Arribas, c'è una buona notizia: strutture come la regione lombare e il collo sono molto più resistenti di quanto la paura ci faccia credere e rispondono bene al movimento e al rafforzamento progressivo.

Consigli per la vita di tutti i giorni

Non è necessario mettere via il telefono o diventare un esperto di ergonomia; è sufficiente adottare alcune piccole abitudini per ottenere sollievo e prevenire il dolore:

  • Solleva il telefono all'altezza degli occhi invece di abbassare la testa, soprattutto durante le videochiamate o quando leggi qualcosa di lungo, come facevi con i libri a scuola. Anche se può sembrare un dettaglio insignificante, riduce notevolmente l'inclinazione del collo.
  • Cambia postura ogni 20 o 30 minuti, anche solo alzandoti, allungando le braccia o ruotando delicatamente il collo da un lato all'altro. Ricorda: non è la postura in sé a causare dolore, ma la mancanza di cambiamenti.
  • Non limitatevi a rafforzare solo il collo. Arribas consiglia di allenare anche glutei, gambe e schiena con sessioni di allenamento di forza da due a quattro volte a settimana, perché un corpo forte distribuisce meglio i carichi quotidiani e previene l'insorgere di dolori.
  • Se avverti un fastidio temporaneo, evita il riposo assoluto. Muoverti entro i tuoi limiti è più utile che rimanere immobile e aspettare che passi.
  • E se il dolore diventa frequente o non migliora con questi cambiamenti, non sottovalutarlo: fissa un appuntamento con un fisiatra che possa valutare il tuo caso e guidarti con un piano adeguato, prima che quel "piccolo dettaglio" diventi qualcosa di più difficile da risolvere.

In definitiva, il benessere strutturale non dipende da posture perfette o dall'abbandono della tecnologia, ma dall'ascoltare il corpo e dal fornirgli ciò di cui ha bisogno: movimento, varietà e forza.

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Solangel Valdez
Solangel Valdez
Giornalista, fotografa e specialista in pubbliche relazioni. Aspirante scrittrice, lettrice, cuoca e viaggiatrice.
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