L'avvocato, che rappresenta diverse vittime, ha sottolineato che gli avvertimenti precedenti al crollo e le decisioni prese quella notte costituiscono elementi rilevanti a sostegno di un'accusa penale più grave
SANTO DOMINGO. – L'avvocato Plinio Pina Méndez ha affermato che vi sono prove che, a suo parere, supportano l'accusa di omicidio volontario con eventuale dolo nei confronti dei fratelli Espaillat, considerando che erano consapevoli dei rischi che compromettevano la sicurezza del locale e non hanno adottato le misure necessarie per prevenire la tragedia.
Nel corso di un'intervista rilasciata lunedì al programma El Día, trasmesso da Telesistema, canale 11, il legale ha spiegato di aver messo in discussione la classificazione iniziale del Pubblico Ministero fin dalle prime fasi del procedimento, quando i fatti erano stati classificati come omicidio colposo.
A tale proposito, ha indicato che le prove fornite dai suoi clienti, sommate agli elementi raccolti dall'organo inquirente, rafforzavano la sua convinzione che vi fosse una discrepanza tra le circostanze descritte nell'indagine e l'accusa penale inizialmente formulata.
Differenze tra omicidio colposo e dolo
Nel motivare la sua posizione, Pina Méndez ha sottolineato che la distinzione tra le due figure giuridiche risiede, tra gli altri aspetti, nella consapevolezza del pericolo e nella condotta assunta di fronte alla possibilità di provocare un esito fatale.
Secondo quanto da lui spiegato, il dolo eventuale si configura quando una persona è consapevole della possibilità che il suo comportamento produca gravi conseguenze e, ciononostante, continua ad agire senza adottare le misure necessarie per prevenirle, in conformità ai criteri legali applicabili.
"Ciò che esisteva era esattamente l'opposto", ha affermato, riferendosi agli avvertimenti che, secondo la sua interpretazione, si erano verificati prima del crollo della struttura.
Ha inoltre respinto le affermazioni secondo cui questo concetto giuridico rappresenterebbe un'interpretazione nuova all'interno del sistema giudiziario dominicano. Al contrario, ha sostenuto che il concetto di dolo eventuale (dolo) ha già stabilito precedenti dottrinali e giurisprudenziali nel paese.

Avvertimenti prima del crollo
Tra gli eventi che ha ritenuto rilevanti, il rappresentante delle vittime ha menzionato un incidente accaduto la stessa notte della tragedia, quando una grossa pietra ha colpito uno dei presenti, sfiorandogli la schiena.
Secondo il suo racconto, Gregory Adame aveva informato Maribel dell'accaduto e l'aveva avvertita della necessità di interrompere l'attività per evitare che altre persone rimanessero ferite.
Tuttavia, secondo la versione presentata durante l'intervista, le misure adottate consistettero nel transennare l'area, limitare l'accesso e mantenere i festeggiamenti.
In base a questi eventi, Pina Méndez ha affermato che c'era tempo sufficiente per evacuare la struttura e prevenire l'accaduto. Ha inoltre fatto notare che uno degli operai incaricati di bloccare l'accesso all'area interessata è morto durante il crollo.
Pertanto, si è ritenuto che tali circostanze dovessero essere valutate insieme alle altre prove per stabilire se i responsabili fossero consapevoli della gravità del pericolo e se la loro risposta agli avvertimenti ricevuti fosse stata adeguata.
Il voto finale dipenderà dal tribunale
Riguardo alla decisione giudiziaria che ha aperto la possibilità di esaminare il caso secondo il concetto di dolo eventuale, il giurista ha chiarito che il magistrato non ha dichiarato gli imputati colpevoli, ma ha individuato elementi che giustificavano la sottoposizione di tale qualificazione all'esame del tribunale competente.
Allo stesso modo, ha spiegato che il procedimento dovrà ricominciare dinanzi a una corte collegiale, dove le parti avranno l'opportunità di presentare le proprie argomentazioni, esaminare le prove ed esercitare i rispettivi mezzi di difesa.
In questa nuova fase, ha precisato, spetterà ai giudici determinare la classificazione giuridica definitiva dopo aver valutato tutte le prove presentate durante il processo.
Pur riconoscendo tale competenza giurisdizionale, ha espresso la sua fiducia nel fatto che le prove raccolte dalla Procura avrebbero consentito di dimostrare i fatti presentati nell'accusa.
I rappresentanti delle vittime chiederanno la pena massima
Riguardo alle possibili conseguenze penali, Pina Méndez ha dichiarato che i rappresentanti delle persone coinvolte richiederanno la pena massima che riterranno applicabile, tenendo conto della classificazione giuridica e delle circostanze che potranno essere provate nel corso del procedimento.
Tuttavia, ha precisato che la decisione in merito a un'eventuale condanna e alla relativa pena spetterà esclusivamente ai giudici, i quali dovranno basare la loro sentenza sulle prove discusse durante le udienze.
Inoltre, ha ritenuto che questo caso costituisca un monito per i proprietari e i gestori di esercizi aperti al pubblico, sottolineando l'importanza di rispettare le norme di sicurezza, di prestare prontamente attenzione ai segnali di pericolo e di agire per tutelare l'integrità delle persone.
I familiari delle vittime mantengono viva la speranza che venga fatta giustizia
Durante la trasmissione, sono state riportate anche le reazioni dei familiari delle vittime, i quali hanno espresso la speranza che il procedimento legale prosegua fino al raggiungimento di una decisione che renda giustizia per le perdite subite.
Tra le testimonianze c'è quella di Melba Grullón, che ha perso la figlia e il marito di quest'ultima. In un messaggio pubblicato dopo l'annuncio della sentenza, ha dichiarato che, nonostante il profondo dolore che prova, conserva la speranza di trovare conforto nella giustizia.
Da parte sua, il magistrato Wilson Camacho ha dichiarato che la Procura si presenterà alla fase processuale con l'obiettivo di dimostrare, attraverso le prove raccolte, i fatti contenuti nell'accusa.
In linea con tale posizione, Pina Méndez ha espresso la speranza che la procura sostenga i fatti emersi durante l'indagine e mantenga una posizione coerente con le prove raccolte.
Infine, il giurista ha auspicato che il procedimento si svolgesse entro i termini di legge, nel pieno rispetto delle garanzie dell'imputato e del diritto delle vittime a ottenere una risposta giudiziaria.
La determinazione della responsabilità penale dei fratelli Espaillat, nonché la classificazione giuridica definitiva dei fatti, spetterà al tribunale competente al termine del procedimento.
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