SANTO DOMINGO – A prima vista, Santorini sembra uscita da una cartolina: case bianche immacolate, porte e cupole blu, e un contrasto perfetto con il mare. Ma ciò che molti non sanno è che questi colori non sono stati scelti per ragioni estetiche, bensì per necessità.
Secondo il quotidiano Clarín, molte delle case sulle isole greche come Santorini e Mykonos erano originariamente costruite con pietra scura a causa della scarsità di legno nella regione. Il problema era il calore: queste pietre assorbivano la luce solare, rendendo gli interni delle case soffocanti durante l'estate.
Per risolvere questo problema, gli abitanti iniziarono a dipingere i muri di bianco. Questo colore riflette la luce del sole e contribuisce a mantenere più freschi gli ambienti interni. Quella che era nata come una soluzione pratica finì per definire l'identità visiva dell'intera isola.
Oltre l'estetica: salute, economia e politica
La scelta del bianco non era dettata unicamente dal clima. Secondo il Ana Buzzalino, la Grecia fu colpita da un'epidemia di colera e le autorità ordinarono di imbiancare le case. La calce utilizzata aveva proprietà disinfettanti, contribuendo così a contenere la diffusione della malattia.
E il blu? Neanche quello è stato un caso. Questo colore era il più accessibile agli abitanti, dato che i pescatori usavano la vernice avanzata dalla tinteggiatura delle loro barche. Era economico, facile da reperire e finì per diventare il complemento perfetto del bianco.
Inoltre, durante un periodo politico in Grecia, l'uso del bianco e del blu fu promosso per rafforzare l'identità nazionale, poiché questi sono i colori della bandiera.
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