L'iniziativa mira a regolamentare lo sviluppo costiero, preservare gli ecosistemi marini e stabilire criteri per l'utilizzo delle risorse naturali, con potenziali ripercussioni sul turismo, sul settore immobiliare e sugli investimenti nel settore delle costruzioni
SANTO DOMINGO. – La Commissione per le Risorse Naturali e l'Ambiente del Senato ha compiuto progressi nello studio di proposte legislative volte a istituire un quadro normativo per la zona marittima costiera della Repubblica Dominicana, con l'obiettivo di conciliare lo sviluppo economico con la conservazione dell'ecosistema e l'uso responsabile delle risorse naturali.
Tra le iniziative esaminate figura il progetto di legge sulla Zona Costiera Marina e le sue Risorse, presentato dal senatore Antonio Marte, rappresentante di Santiago Rodríguez. La proposta mira a istituire meccanismi per regolamentare le attività svolte lungo la costa e garantire che il loro sviluppo rispetti criteri di sostenibilità.
A tale riguardo, comprende misure per la conservazione, il ripristino e la gestione degli ecosistemi costieri e marini, nonché per la regolamentazione dell'uso dei beni e dei servizi che essi forniscono. Mira inoltre a prevenire l'inquinamento, la distruzione delle aree naturali, gli interventi inappropriati e lo sfruttamento eccessivo delle risorse, oltre a salvaguardare il patrimonio ambientale e culturale.
Analogamente, durante la sessione è stata presentata un'iniziativa del senatore Félix Bautista, volta a istituire strumenti per l'amministrazione, la conservazione e l'uso sostenibile dei beni pubblici del demanio marittimo e delle risorse naturali ad essi associate.
Questa seconda proposta riguarda la tutela degli ecosistemi, dei paesaggi, delle specie, delle risorse genetiche e di altre componenti biologiche e abiotiche che costituiscono le aree costiere e le acque adiacenti alla costa.
La commissione era presieduta dal senatore Manuel Rodríguez, poiché Antonio Marte, presidente di tale organo legislativo, è l'autore di uno dei contributi presentati per la valutazione.
i senatori Moisés Ayala, in rappresentanza di Barahona; Antonio Marte, in rappresentanza di Santiago Rodríguez; All'incontro hanno partecipato anche Santiago José Zorrilla, in rappresentanza di El Seibo.

Quali implicazioni avrebbe una legislazione di questo tipo?
Al di là della sua componente ambientale, la regolamentazione delle zone costiere avrebbe ripercussioni sulla pianificazione e lo sviluppo delle attività economiche nelle aree costiere. Questo perché il litorale dominicano ospita importanti ecosistemi, come spiagge, mangrovie, barriere coralline e zone umide, che, oltre al loro valore ecologico, sono fondamentali per il turismo, la pesca e gli investimenti immobiliari.
Se approvata, una legislazione di questa portata consentirebbe disposizioni più specifiche in merito all'uso, all'occupazione e all'intervento in questi spazi. I suoi potenziali effetti includono:
- Regolamentazione delle costruzioni: definizione di criteri per la regolamentazione degli sviluppi alberghieri, turistici e residenziali in prossimità della costa, tenendo conto delle condizioni ambientali e territoriali.
- Conservazione degli ecosistemi: rafforzare la protezione delle mangrovie, delle barriere coralline, delle zone umide e di altri ambienti naturali essenziali per la biodiversità e la protezione delle coste dai fenomeni climatici.
- Tutela del demanio pubblico marittimo-terrestre: rafforzamento dei meccanismi per la conservazione degli spazi costieri di carattere pubblico e per la prevenzione di occupazioni o usi contrari alle disposizioni di legge.
- Uso responsabile delle risorse: definire parametri che consentano lo sviluppo di attività come il turismo e la pesca senza compromettere l'integrità degli ecosistemi.
- Pianificazione territoriale: promuovere una gestione più organizzata del litorale, cercando di armonizzare gli investimenti privati, le esigenze delle comunità e la tutela dell'ambiente.
Per i settori dell'edilizia e dello sviluppo immobiliare, la portata di queste proposte riveste un interesse particolare, poiché una regolamentazione più precisa potrebbe influenzare la pianificazione di nuovi progetti, le condizioni per lo sviluppo di terreni in prossimità del mare e i requisiti ambientali da rispettare.
La sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra la tutela delle risorse naturali e la promozione del dinamismo degli investimenti che alimentano la crescita delle destinazioni turistiche del Paese. In un'economia in cui gran parte dell'attività immobiliare e alberghiera è concentrata nelle zone costiere, una regolamentazione chiara sarà fondamentale per garantire certezza giuridica agli investitori, ridurre i conflitti sull'uso del territorio e impedire che l'espansione edilizia comprometta il patrimonio ambientale da cui dipende la sua stessa sostenibilità.
Per ora, entrambe le iniziative sono ancora in fase di esame legislativo, quindi le loro disposizioni definitive e la portata di eventuali regolamenti dipenderanno dall'iter che seguiranno in seno al Congresso nazionale.
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