Di Joan Feliz
El Inmobiliario
Santo Domingo non solo sta crescendo, ma si sta anche surriscaldando. Lo stesso sta accadendo a Santiago, Punta Cana e in qualsiasi altra città in espansione del Paese. Ondate di calore sempre più intense, carenza idrica durante l'alta stagione, aumento del consumo energetico e perdita di spazi verdi sono chiari segnali che il modello tradizionale di sviluppo urbano ha raggiunto i suoi limiti.
Non siamo soli ad affrontare questa realtà. Città come Medellín, in Colombia, e Barcellona, in Spagna, hanno iniziato a trasformare il loro approccio urbano secondo criteri di sostenibilità più di dieci anni fa. Medellín, ad esempio, è riuscita a ridurre la temperatura urbana di oltre 2°C nelle aree critiche grazie all'implementazione di corridoi verdi, tetti verdi e alla conversione di strutture termicamente aggressive in materiali ecocompatibili. A Barcellona, il Piano Climatico Urbano del 2018 ha promosso la creazione di "isole climatiche", spazi urbani riprogettati con vegetazione, zone d'ombra e sistemi di ventilazione naturale che non solo raffreddano l'ambiente, ma attenuano anche lo stress da calore negli anziani e nei bambini. Queste città sono diventate dei punti di riferimento perché hanno capito fin da subito che non si tratta solo di costruire di più, ma di costruire meglio, con il clima e il benessere come priorità.
Oggi più che mai, la Repubblica Dominicana ha bisogno di una nuova architettura. Non solo esteticamente gradevole, ma anche rispettosa del clima, efficiente dal punto di vista ambientale e socialmente responsabile. Le tecniche di bioedilizia rappresentano la risposta più concreta che abbiamo alla minaccia del cambiamento climatico, soprattutto nei territori insulari dove gli effetti del riscaldamento globale si fanno sentire in modo più intenso e rapido.
Il calore come nuovo nemico urbano
Le città dominicane sono intrappolate in un circolo vizioso: più cemento, meno alberi, più caldo, più aria condizionata, più consumo energetico e più emissioni. Secondo i dati del Caribbean Climate Change Observatory, le temperature medie nelle aree urbane del Paese sono aumentate tra 1,2 °C e 1,8 °C negli ultimi 30 anni. Si tratta di un aumento significativo. Un incremento di un solo grado può far aumentare il consumo energetico fino al 20%, incrementare le malattie respiratorie e peggiorare la qualità della vita.
Questo fenomeno, noto come "isola di calore urbana", è aggravato dall'uso indiscriminato di materiali che assorbono e trattengono il calore, come asfalto e cemento, dalla rimozione della vegetazione e dalla scarsa ventilazione naturale negli edifici tradizionali. In città come Santo Domingo, studi condotti dalla PUCMM indicano che le temperature nelle aree densamente popolate possono essere fino a 5°C superiori rispetto alle zone circostanti ricche di vegetazione.
Che cosa propone l'edilizia sostenibile?
L'architettura verde non è un lusso; è una soluzione tecnica, strategica e urgente. Tra i suoi principi e tecniche più importanti figurano:
Orientamento e ventilazione incrociata: progettare case che sfruttino gli alisei di nord-est, presenti per gran parte dell'anno nei Caraibi, per ridurre la necessità di ventilatori e condizionatori.
Materiali riflettenti e tetti freddi: utilizzare vernici speciali, membrane bianche e piastrelle ceramiche riflettenti che riducono l'assorbimento del calore solare, abbassando la temperatura interna fino a 6°C.
Tetti e facciate verdi: tetti o pareti viventi con piante endemiche che riducono il calore, trattengono l'acqua, purificano l'aria e contribuiscono alla biodiversità urbana.
Ombra naturale e artificiale: integrare gronde, pergolati, fioriere, pannelli solari che, oltre a produrre energia, fungano da protezione solare, e alberi piantati strategicamente per proteggere dal sole senza chiudere gli spazi.
Utilizzo di materiali locali e bioclimatici: come blocchi termici ad alta densità, bambù trattato, pannelli in bagassa di canna da zucchero, legno certificato o mattoni di fango pressato che isolano, regolano l'umidità e hanno una bassa impronta di carbonio.
Raccolta dell'acqua piovana e trattamento delle acque grigie: sistemi semplici che raccolgono l'acqua per irrigare i giardini, pulire e persino per i servizi igienici, riducendo la pressione sulle falde acquifere e promuovendo l'uso circolare della risorsa.
Pannelli solari, sistemi passivi e automazione climatica: per generare energia pulita, controllare automaticamente temperatura e consumi e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Secondo i dati del Consiglio nazionale per il cambiamento climatico e il meccanismo di sviluppo pulito (CNCCMDL), queste tecniche non solo migliorano l'efficienza termica ed energetica, ma riducono anche le spese mensili per le utenze domestiche fino al 40%.
Costruire tenendo conto del clima e del territorio
Una delle grandi lezioni che possiamo trarre da città come Medellín, Curitiba e Barcellona è che la sostenibilità non dipende solo dalla tecnologia, ma anche da un approccio globale. Non basta semplicemente installare un pannello solare sul tetto: interi quartieri devono essere pianificati con zone d'ombra, circolazione dell'aria, drenaggio adeguato e accesso a spazi verdi.
Qui nella Repubblica Dominicana, esistono già degli esempi: progetti certificati EDGE e LEED a Santo Domingo Est e Punta Cana che sono riusciti a ridurre il consumo energetico del 30% e ad abbassare la temperatura interna di 3-5 gradi senza ricorrere all'aria condizionata. Questi sviluppi non sono solo più sostenibili, ma anche più redditizi, più appetibili sul mercato e più apprezzati dalle nuove generazioni.
Anche il mercato lo richiede
Oggi gli acquirenti non si limitano più a chiedere informazioni su posizione o metratura: ora si interessano anche di ventilazione, materiali, luce naturale e costi energetici. Un sondaggio ACOPROVI del 2023 ha rivelato che il 63% degli acquirenti di età compresa tra i 25 e i 45 anni sarebbe disposto a pagare di più per un immobile che garantisca efficienza energetica e adattamento ai cambiamenti climatici.
Analogamente, gli istituti finanziari stanno iniziando a offrire tassi di interesse migliori per i progetti sostenibili e le organizzazioni finanziarie multilaterali stanno dando sempre più priorità agli sviluppi che integrano criteri di mitigazione e adattamento.
Le politiche pubbliche dovrebbero promuovere, non ostacolare
Tuttavia, l'attuale quadro normativo rimane inadeguato a questa nuova realtà. Il processo per ottenere i permessi ambientali continua a essere lento, complesso e altamente burocratico. Ciò scoraggia gli imprenditori benintenzionati che desiderano costruire in modo ecocompatibile e responsabile.
La Repubblica Dominicana deve aggiornare i propri regolamenti edilizi per rendere obbligatoria l'integrazione dei criteri di efficienza energetica e resilienza climatica. Così come attualmente è illegale costruire senza permessi strutturali, dovrebbe essere impensabile erigere un edificio senza calcolarne l'impronta di carbonio, il fabbisogno energetico o l'impatto sulle temperature urbane.
Conclusione: il futuro si costruisce oggi, oppure non si costruisce affatto
L'architettura verde non è una moda passeggera. È il nuovo standard. Ogni progetto che non integri tecniche per contrastare il calore, ridurre le emissioni e proteggere le risorse idriche diventerà, nel giro di pochi anni, un peso per i proprietari, gli utenti e lo Stato.
Costruire con un occhio di riguardo all'ambiente non è solo un bene per il pianeta, ma è anche più intelligente, più conveniente e più urgente che mai. In un Paese come la Repubblica Dominicana, dove turismo, qualità della vita e resilienza climatica vanno di pari passo, l'edilizia sostenibile non può essere l'eccezione: deve essere la norma.
L'autore è in possesso di un MBA, è specializzato in marketing digitale e dirigente operativo dell'impresa edile Incaribe, con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle costruzioni e del turismo.




