L'ex sito abbandonato dove sorgeva la scuola Maharishi è stato trasformato nel Paseo 30 de Mayo, un complesso sportivo e ricreativo nel Distretto Nazionale
SANTO DOMINGO – Per anni, il chilometro 8 dell'autostrada 30 de Mayo è stato sinonimo di abbandono. Dietro la diga frangiflutti e a ridosso del mare, un ampio appezzamento di terreno che un tempo ospitava la scuola Maharishi è rimasto per trent'anni in rovina, invaso dalle erbacce e occupato abusivamente.
Ieri, giovedì 18, quel paesaggio è cambiato con l'inaugurazione del Paseo 30 de Mayo, un intervento urbanistico che restituisce all'uso pubblico oltre 50.000 metri quadrati e mira a trasformare l'area in uno dei principali spazi ricreativi e sportivi del Distretto Nazionale.
L'informazione è stata diffusa dalla Presidenza della Repubblica, che ha sottolineato come il progetto sia stato sviluppato congiuntamente tra il Governo e l'Ufficio del Sindaco del Distretto Nazionale.
Durante la cerimonia di inaugurazione, presieduta dal presidente Luis Abinader e dal sindaco Carolina Mejía, le autorità hanno convenuto che il recupero di quest'area rappresenta un impegno per una città più umana e con maggiori spazi verdi.
Dalle rovine e dall'abbandono a un nuovo spazio urbano
La storia del sito risale agli anni '80 e '90, quando la Maharishi School operava su quel terreno. Dopo la chiusura della scuola nel 1994, l'area fu abbandonata e, col tempo, divenne un sito di degrado urbano.
Secondo la Presidenza, una delle caratteristiche distintive del progetto è stata la conservazione di parte delle strutture originali. Le iconiche rovine semicircolari della vecchia scuola sono state restaurate e adattate per ospitare spazi commerciali, ristoranti e servizi per i visitatori.
“Prima, qui c'erano solo rovine e degrado urbano. Oggi, è uno spazio di incontro e di speranza”, ha affermato il Ministro della Presidenza, José Ignacio Paliza.
Un parco progettato per lo sport e la vita di comunità
Il progetto comprende una pista di pattinaggio professionale che fungerà da sede ufficiale per le competizioni di pattinaggio durante i Giochi centroamericani e caraibici del 2026.
Inoltre, il progetto prevede una pista ciclabile, percorsi pedonali, una palestra all'aperto, aree verdi, illuminazione a LED, connessione Wi-Fi e un parcheggio multipiano, in un'ottica di integrazione tra sport, mobilità e tempo libero.
Carolina Mejía ha sottolineato che il Paseo 30 de Mayo rappresenta il secondo spazio ricreativo più grande del Distretto Nazionale e ha affermato che ciascuna delle sue aree è stata concepita per migliorare la qualità della vita della popolazione.
"Stiamo costruendo una città migliore e mettendo le persone al centro delle politiche pubbliche", ha affermato il sindaco.
Oltre 24.000 metri quadrati di alberi
La componente ambientale riveste un ruolo centrale nel progetto. L'intervento prevede la piantumazione di oltre 24.000 metri quadrati di alberi, con specie autoctone ed endemiche come mogano, mangrovia, flamboyant e quercia, con l'obiettivo di generare ombra naturale e contribuire al recupero ecologico dell'area.
Per i residenti di zone come Honduras, Tropical, Miramar, El Cacique e Centro de los Héroes, il nuovo Paseo 30 de Mayo rappresenta più di un semplice parco.
Trent'anni dopo essere caduto nel silenzio, uno dei lembi di terra più dimenticati della costa di Santo Domingo riapre i battenti. Questa volta, non come scuola o spazio abbandonato, ma come luogo pensato per passeggiare, praticare sport, incontrarsi e, ancora una volta, ammirare il mare.
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