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Quali misure ha annunciato il governo dominicano per affrontare la crisi in Medio Oriente?

L'obiettivo è quello di generare una disponibilità di circa 40 miliardi di pesos dominicani, basandosi sul principio del rispetto di tutti gli impegni già formalizzati tramite contratto

SANTO DOMINGO – Le conseguenze della guerra in Medio Oriente continuano a colpire duramente le economie di diversi Paesi, a causa dell'impennata dei prezzi dei beni di prima necessità, come il petrolio, che ha raggiunto livelli storici, superando i 120 dollari al barile alla fine di aprile. In questo contesto, il governo dominicano ha mantenuto una costante vigilanza sull'evolversi della crisi globale e ieri ha annunciato un pacchetto di misure volte ad attenuare la situazione.

Il Presidente della Repubblica, Luis Abinader, e la Vicepresidente Raquel Peña hanno presieduto ieri, giovedì, la cinquantasettesima riunione del Consiglio dei Ministri, tenutasi al Palazzo Nazionale, con l'obiettivo di dare seguito al piano governativo per affrontare l'impatto della crisi mediorientale sull'economia dominicana.

José Rijo Presbot, Direttore Generale del Bilancio, ha spiegato che il Governo ha predisposto una serie di misure per contenere e razionalizzare la spesa pubblica al fine di generare una disponibilità di circa 40 miliardi di RD, basandosi sul principio del rispetto di tutti gli impegni già formalizzati tramite contratto, mentre gli stanziamenti di bilancio non ancora impegnati saranno soggetti a revisione, adeguamento o riduzione in base alle priorità nazionali.

Le aree che saranno interessate

Il governo ha specificato che le misure includono la riduzione delle spese operative, il contenimento degli acquisti di veicoli (ad eccezione di quelli destinati a settori prioritari come l'assistenza sociale e la sicurezza alimentare), la diminuzione delle riparazioni e della manutenzione ordinaria, la razionalizzazione dei servizi e dei contratti, la limitazione degli eventi al minimo indispensabile, l'adeguamento della spesa per tessuti, abbigliamento, indennità di viaggio e biglietti aerei, nonché la razionalizzazione del carburante e della pubblicità. Prevede inoltre una riduzione del 50% del budget destinato ai partiti politici, tra le altre misure. Infine, si registrerà una riduzione verificabile dei trasferimenti correnti verso enti autonomi e decentrati e società pubbliche in grado di generare entrate proprie.

Presbot ha sottolineato che queste decisioni rispondono all'esigenza di rinviare temporaneamente tutte le spese non prioritarie, al fine di rafforzare la capacità dello Stato di rispondere al contesto internazionale, preservare la stabilità economica e garantire che le risorse pubbliche siano concentrate sulla protezione dei settori più vulnerabili e sul sostegno al dinamismo del Paese.

Shock esterno, la causa principale

Il Ministro della Presidenza, José Ignacio Paliza, ha spiegato che il Paese sta affrontando uno shock esterno, il cui principale canale di trasmissione per economie come quella della Repubblica Dominicana è l'aumento dei prezzi internazionali del petrolio, che genera pressioni dirette sull'inflazione e sul costo della vita.

A tale proposito, ha sottolineato che ogni aumento costante di 10 dollari al barile implica circa 763 milioni di dollari in più di spese petrolifere annuali per la Repubblica Dominicana, il che accresce le pressioni fiscali e i costi associati ai sussidi.

Ha inoltre sottolineato che, nonostante il contesto internazionale, la Repubblica Dominicana è riuscita a contenere l'impatto meglio della maggior parte dei paesi della regione, grazie alle misure adottate per proteggere le famiglie dominicane. Tuttavia, ha avvertito che questi sforzi comportano un costo fiscale significativo e devono quindi essere gestiti con prudenza e sostenibilità.

La Repubblica Dominicana si trova ad affrontare uno dei più grandi scontri della storia recente

Nel frattempo, il Ministro delle Finanze e dell'Economia, Magín Díaz, ha dichiarato che la Repubblica Dominicana sta affrontando uno dei più grandi shock dei prezzi della sua storia recente, causato da un aumento di oltre l'80% del prezzo del petrolio. Tuttavia, ha assicurato che il governo ha incentrato la propria strategia su tre obiettivi essenziali: preservare la stabilità macroeconomica, fiscale e sociale; mitigare l'impatto sul settore alimentare, sul paniere alimentare di base e sui fattori di produzione agricola; e sostenere gli investimenti pubblici, supportati da riserve internazionali superiori a 16 miliardi di dollari, dalla stabilità del tasso di cambio, dalla crescita economica, dal rafforzamento dei programmi sociali e da una politica di austerità volta a proteggere la popolazione più vulnerabile.

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