Secondo l'IPM, il dinamismo dei flussi di visitatori e della spesa turistica mantiene il settore tra i principali generatori di valuta estera, in una fase di espansione più stabile
SANTO DOMINGO. – L'Indicatore Mensile dell'Attività Economica (IMAE) pubblicato ad aprile dalla Banca Centrale rivela che il turismo dominicano ha mantenuto un tasso di espansione sostenuto del 9,6% a marzo 2026 nell'attività di hotel, bar e ristoranti, che continua a essere tra quelli con il maggiore impatto sulla crescita su base annua del 5,1% registrata in quel mese.
Nel primo trimestre, il contributo del settore rientra nella crescita del 4,1% dell'economia, a testimonianza del proseguimento del suo andamento positivo.
I comunicati stampa della Banca Centrale affermano che questo comportamento è dovuto al flusso costante di visitatori non residenti, all'aumento della spesa turistica e agli elevati tassi di occupazione alberghiera, variabili che incidono direttamente sul valore aggiunto dell'attività.
Il Rapporto di politica monetaria (MPR) aggiunge che il turismo continua a essere uno dei principali generatori di valuta estera, con effetti sul conto corrente e sulla stabilità esterna.
A differenza di altri settori ciclici, la recente evoluzione del turismo non è dovuta a una ripresa una tantum, bensì a un modello di crescita più stabile, supportato dall'espansione dell'offerta alberghiera, dagli investimenti diretti esteri orientati al settore e dalla ripresa dei mercati di provenienza, secondo l'IPM.
Questo comportamento ha permesso di rafforzare, in termini di solidità, la base operativa del turismo all'interno dell'economia.
La serie IMAE conferma che hotel, bar e ristoranti hanno mantenuto costantemente variazioni positive su base annua negli ultimi mesi, dimostrando la persistenza del dinamismo settoriale nel primo trimestre del 2026.
Secondo quanto riportato dalla Banca Centrale, tale performance si traduce in un contributo costante alla crescita del prodotto interno lordo, nonché alla generazione di entrate in valuta estera.
L'analisi degli ultimi tre anni rivela una traiettoria ben definita. Nel 2023, il turismo ha operato a livelli elevati in seguito alla ripresa post-pandemica, sebbene i tassi di crescita si siano moderati rispetto alla ripresa osservata negli anni precedenti, secondo l'IMAE (Indice Mensile dell'Attività Economica). L'IPM (Indice Mensile del Turismo) per lo stesso periodo indica che l'attività si è stabilizzata su una base elevata, con una minore volatilità dei flussi turistici.
Nel corso del 2024, il settore ha mostrato una crescita sostenuta, con continui incrementi annui dell'attività di hotel, bar e ristoranti, favoriti dalla diversificazione dei mercati di provenienza e dal miglioramento dei collegamenti aerei, secondo la Banca Centrale. In questo contesto, il turismo ha rafforzato il suo ruolo di fonte di valuta estera e pilastro del settore esterno.
Secondo le analisi di settore, entro il 2025 questa tendenza continuerà, con il turismo che darà un contributo significativo alla crescita economica. La Banca Centrale sottolinea che l'attività è rimasta positiva, sostenuta dall'aumento della spesa media dei visitatori e dall'ampliamento della capacità ricettiva alberghiera, fattori che incidono sul valore aggiunto del settore.
I risultati osservati a marzo 2026 confermano la prosecuzione di questo trend in una fase di maggiore stabilità. Il turismo non solo mantiene il suo impatto sulla crescita economica, ma lo fa su basi più solide, legate agli investimenti, alla domanda estera e alla capacità installata: elementi che la Banca Centrale identifica come determinanti chiave nei suoi rapporti.
I dati presentati dalla Banca Centrale dell'IMAE, nel Rapporto di Politica Monetaria, ci permettono di delineare una sequenza chiara: una stabilizzazione nel 2023 dopo la ripresa post-pandemica, un'espansione sostenuta nel 2024, una crescita continua nel 2025 e un inizio del 2026 con elevati livelli di attività.
Questo percorso conferma la capacità del turismo di sostenere la crescita e generare valuta estera, sebbene le sue prestazioni continuino a essere condizionate da fattori esterni, tra cui l'evoluzione dell'economia internazionale e la domanda proveniente dai principali mercati di origine, come avverte l'autorità monetaria.
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