Gli scienziati avvertono che il 2026 potrebbe essere un anno da record, peggiore del precedente, a causa dei livelli osservati durante i primi mesi dell'anno, tra i più alti mai registrati per la stagione
SANTO DOMINGO. – Le coste meridionali della Repubblica Dominicana stanno affrontando una nuova ondata di alghe sargasso, in un momento in cui gli scienziati dell'Università della Florida del Sud (USF), uno dei principali centri di monitoraggio di questo fenomeno nell'Atlantico, avvertono che il 2026 potrebbe diventare uno degli anni più critici per la proliferazione di questa macroalga marina.
Gli ultimi bollettini del Sargassum Watch System (SaWS), sviluppato dal Laboratorio di Oceanografia Ottica dell'Università della Florida del Sud, mostrano che l'Atlantico tropicale e i Caraibi stanno attraversando una delle stagioni di accumulo di sargasso più elevate mai registrate.
Dopo aver raggiunto quasi 38 milioni di tonnellate metriche nel 2025, gli scienziati avvertono che il 2026 potrebbe eguagliare o addirittura superare quei livelli storici e, secondo i ricercatori, i livelli osservati durante i primi mesi dell'anno sono tra i più alti mai registrati per la stagione.
Le proiezioni scientifiche indicano che gli accumuli continueranno a crescere durante la primavera e l'estate dell'emisfero settentrionale, aumentando la probabilità di massicci arrivi di sabbia sulle spiagge di numerose coste caraibiche, inclusa la Repubblica Dominicana.
USF osserva che gli episodi di spiaggiamento nei Caraibi "continueranno e probabilmente aumenteranno" nei prossimi mesi.
Impatto visibile sulla costa meridionale
Ieri, organi di stampa, associazioni locali e operatori turistici hanno segnalato l'accumulo di vaste distese di alghe sargasso sulle spiagge di San Cristóbal, Baní, Azua e altre zone balneari. L'ingente afflusso di questa biomassa sta avendo un impatto negativo sul turismo, ostacolando le attività di pesca e destando preoccupazioni circa gli effetti ambientali legati alla sua decomposizione.
Quando le alghe sargasso rimangono sulla costa per diversi giorni, rilasciano gas come acido solfidrico e ammoniaca, responsabili del forte odore che spesso accompagna gli accumuli di massa. Inoltre, possono ridurre la quantità di ossigeno disponibile nelle acque poco profonde e danneggiare i delicati ecosistemi costieri.
È stato emesso un avviso ufficiale?
Al momento, non esiste un unico sistema di allerta regionale per la Repubblica Dominicana equivalente a un avviso meteo. Tuttavia, i sistemi di monitoraggio utilizzati da NOAA, CARICOOS e dall'Università della Florida del Sud mantengono una sorveglianza costante del fenomeno a causa dell'elevato rischio di uragani in tutta la regione caraibica.
La NOAA continua a pubblicare quotidianamente rapporti sul rischio di inondazioni da alghe sargasso per le zone costiere della regione.
Le mappe di tracciamento mostrano vaste fasce di sargasso che si spostano attraverso l'Atlantico tropicale verso i Caraibi, spinte dalle correnti oceaniche e dai venti dominanti. Alcune di queste masse continuano ad avanzare verso le Grandi Antille, comprese le acque che circondano la Repubblica Dominicana.

Un problema destinato a rimanere
Il fenomeno ha cessato di essere un evento eccezionale più di un decennio fa, quando, a partire dal 2011, enormi fioriture di sargasso hanno iniziato a comparire ripetutamente nell'Atlantico tropicale, formando quella che i ricercatori chiamano la Grande Cintura di Sargasso Atlantico.
Gli scienziati ritengono che fattori quali l'aumento dei nutrienti nell'oceano, dovuto all'inquinamento, le variazioni climatiche e determinate condizioni oceanografiche, ne favoriscano l'espansione.
Per la Repubblica Dominicana, dove il turismo costiero rappresenta uno dei pilastri dell'economia, l'evoluzione della stagione 2026 sarà osservata con particolare attenzione.
Le previsioni scientifiche suggeriscono che i prossimi mesi potrebbero portare a nuovi e significativi accumuli, soprattutto sulle spiagge esposte ai venti e alle correnti dominanti dei Caraibi.
Secondo l'Università della Florida del Sud, il 2026 si preannuncia già come un anno record per le alghe sargasso e si prevede che gli episodi di accumulo sulle spiagge caraibiche aumenteranno nei prossimi mesi.
Sulla base di osservazioni satellitari regionali e proiezioni USF:
| Zona | Rischio stimato |
| Punta Cana – Bavaro | Molto alto |
| Miches – Costa El Seibo | Molto alto |
| Juan Dolio – Guayacanes | Alto |
| Palenque – Baní | Alto |
| Azua | Da moderato ad alto |
| Barahona | Da moderato ad alto |
| Selci | Variabile, con episodi intensi |
Questa valutazione si basa sulla traiettoria tipica delle masse di sargasso osservata nei Caraibi orientali e sugli avvisi di aumento emessi dai sistemi di monitoraggio regionali.
L'invasione di alghe sargasso che sta attualmente interessando le spiagge della Repubblica Dominicana meridionale non è un evento isolato, ma parte di una trasformazione ambientale su scala atlantica che gli scienziati statunitensi considerano sempre più permanente.
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