SANTO DOMINGO. – Le misure economiche annunciate dal Governo per far fronte all'impatto della crisi internazionale hanno generato reazioni in diversi settori della nazione: alcuni ne riconoscono i progressi specifici, ma altri mettono in guardia sui limiti strutturali della loro portata e profondità.
Il pacchetto fiscale, volto a rafforzare le finanze pubbliche e a sostenere i sussidi a fronte dell'aumento dei prezzi internazionali del petrolio, è stato descritto dagli specialisti come una risposta a breve termine a uno scenario esterno caratterizzato da incertezza.
Riconoscono i progressi compiuti, ma con alcune sfumature nella struttura fiscale
L'economista e preside della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali dell'UASD, il dottor Antonio Ciriaco Cruz, ha apprezzato il fatto che la proposta includa cifre fiscali che, a suo avviso, non distorcono l'attività economica e consentono un certo miglioramento della capacità di riscossione dello Stato.
Ha inoltre sottolineato l'inclusione di misure compensative destinate ai settori della classe media e alcuni aggiustamenti che potrebbero avvantaggiare determinati gruppi produttivi.
Tuttavia, ha avvertito che il pacchetto non rappresenta una trasformazione strutturale del sistema fiscale, bensì un intervento parziale in un contesto internazionale complesso.
Riduzione degli acconti: una delle misure più positive
Durante la sua partecipazione a un'intervista al programma El Día, l'accademico ha indicato come uno degli aspetti più positivi la riduzione degli anticipi fiscali per alcuni contribuenti, come le microimprese, considerando che tale misura corregge distorsioni che storicamente hanno suscitato critiche nel settore imprenditoriale.
A suo avviso, tale adeguamento può alleviare gli oneri che gravano in particolare sulle piccole e medie imprese, con un potenziale impatto sull'attività produttiva.
Una riforma limitata al contesto dei sussidi energetici
Tuttavia, Ciriaco Cruz ha ribadito che la portata della proposta è condizionata dall'immediata necessità di finanziare i sussidi, in particolare quelli relativi a carburanti ed elettricità.
A tal proposito, ha spiegato che l'aumento dei prezzi internazionali del petrolio ha costretto lo Stato ad allocare ingenti risorse settimanali per evitare un impatto diretto sul costo della vita.
"Si tratta di una riforma parziale che mira a coprire una parte dei sussidi sui carburanti", ha indicato, avvertendo tuttavia che la struttura del pacchetto risponde più all'urgenza fiscale che a una ristrutturazione complessiva del sistema economico.
“Sono solo delle soluzioni tampone”: critiche alla logica delle recenti riforme
L'economista ha affermato che le riforme fiscali attuate negli ultimi anni sono state frammentarie, definendole "toppe" piuttosto che trasformazioni fondamentali.
Egli sosteneva che la struttura sociale dominicana, insieme al peso dell'opinione pubblica e dei gruppi di interesse, avesse limitato la possibilità di attuare riforme più profonde o dirompenti.
"Si stanno elaborando misure affinché la popolazione possa integrarsi senza generare alti livelli di conflitto", ha osservato.
Spesa pubblica e pubblicità statale sotto esame
Nella sua analisi, l'accademico ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo della spesa pubblica, in particolare in settori come la pubblicità statale.
Riteneva che l'attuazione di regolamenti che stabilissero limiti chiari a questo tipo di articoli dovesse essere valutata, in conformità con i principi di responsabilità fiscale.
A suo avviso, questo tipo di misura contribuirebbe a rafforzare la credibilità delle politiche di aggiustamento sul fronte della spesa.
Carburanti e trasparenza nella determinazione dei prezzi di parità
Un altro punto discusso è stato il meccanismo di fissazione dei prezzi dei carburanti, in particolare il concetto di prezzo di parità all'importazione.
L'economista ha spiegato che questo sistema può presentare distorsioni se i costi reali di acquisizione del petrolio non vengono resi adeguatamente trasparenti, poiché i prezzi di riferimento internazionali non sempre rispecchiano gli accordi contrattuali di acquisto.
Ciò, ha avvertito, potrebbe influenzare la struttura finale dei prezzi al consumo e l'ammontare dei sussidi assunti dallo Stato.
Situazione internazionale e pressioni sui sussidi energetici
Ciriaco Cruz ha contestualizzato le misure all'interno di uno scenario internazionale instabile, caratterizzato dall'aumento del prezzo del petrolio e dalla pressione sulle finanze pubbliche.
Ha indicato che lo Stato ha dovuto stanziare miliardi di pesos a settimana per sostenere il sussidio sui carburanti, il che ha messo a dura prova il bilancio nazionale.
Tuttavia, ha riconosciuto che un potenziale calo dei prezzi internazionali potrebbe alleviare questo onere nei prossimi mesi, generando una maggiore flessibilità fiscale.
Esenzioni fiscali: un tema evitato nella riforma
L'accademico ha inoltre sottolineato che la riforma non ha affrontato la questione delle esenzioni fiscali, un punto che considera delicato a causa della presenza di molteplici gruppi di interesse.
A suo avviso, la decisione di non affrontare questo aspetto deriva dalla complessità politica ed economica insita nel confrontarsi con i settori che attualmente beneficiano di questi incentivi.
Una risposta equilibrata in un contesto di pressione economica
Infine, nel valutare l'insieme delle misure, l'economista ha sostenuto che si tratta di aggiustamenti "equilibrati", concepiti per generare consenso e fattibilità politica nel breve termine.
Tuttavia, ha insistito sul fatto che la sua portata rimane limitata di fronte all'entità delle sfide strutturali dell'economia dominicana.
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