La sentenza del Tribunale Amministrativo Superiore (TSA) che mira a modificare i confini del Parco Nazionale di Jaragua continua a suscitare reazioni nelle comunità scientifiche e accademiche. La Commissione per le Scienze Naturali e l'Ambiente dell'Accademia delle Scienze della Repubblica Dominicana e il Gruppo Ambientale dell'Università Autonoma di Santo Domingo (UASD) hanno comunicato che, dopo aver analizzato la sentenza, hanno deciso di ribadire quanto già affermato nella precedente dichiarazione della Coalizione per la Difesa delle Aree Protette, di cui sono membri.
Secondo le organizzazioni, la decisione del tribunale mira a facilitare lo sviluppo di progetti a beneficio di un privato, il che ha sollevato preoccupazioni circa la sua portata. In una dichiarazione pubblica, entrambe le istituzioni hanno indicato che la sentenza è "altamente sospetta", considerando che si allinea alle richieste storiche provenienti da settori politici, economici, legislativi, finanziari, militari, governativi e religiosi che da anni promuovono iniziative volte a ridurre i confini delle aree protette per profitto privato.
Argomentazioni legali e sfide costituzionali
L'Accademia delle Scienze e l'UASD hanno espresso la loro preoccupazione, sottolineando come la decisione della TSA contravvenga al mandato esplicito dell'articolo 16 della Costituzione dominicana. Tale articolo stabilisce che la fauna selvatica, le unità di conservazione del Sistema Nazionale delle Aree Protette e i relativi ecosistemi sono beni patrimoniali inalienabili, inalienabili e imprescrittibili, e che qualsiasi riduzione dei loro confini può essere attuata solo tramite una legge approvata dai due terzi di entrambe le camere del Congresso Nazionale.
Hanno inoltre osservato che la Legge settoriale 202-04 sulle aree protette definisce il sistema come definitivo e irriducibile in ciascuna delle sue parti e nella sua interezza. Secondo la legge, le aree pubbliche soggette a tutela legale costituiscono una componente del patrimonio statale che non può essere trasferita in nessuna circostanza, rafforzando così la natura permanente di questi spazi.
Avvertimenti riguardo a un possibile precedente nazionale
Le commissioni hanno avvertito che la sentenza potrebbe essere una prova generale per scopi più ampi, utilizzando il Parco Nazionale di Jaragua come punto di partenza per smantellare progressivamente il Sistema Nazionale delle Aree Protette attraverso formalità legali. A loro avviso, ciò aprirebbe la strada a rivendicazioni di lunga data per l'appropriazione di territori che salvaguardano il patrimonio naturale e culturale del paese.
Le organizzazioni hanno inoltre osservato che le aree protette e la loro biodiversità forniscono servizi ambientali essenziali, tra cui la qualità dell'aria, l'approvvigionamento idrico, la sicurezza alimentare, la pesca, il turismo, la regolazione del clima, il controllo dell'erosione e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Pertanto, hanno sottolineato che nessuna decisione dovrebbe compromettere il benessere collettivo per favorire interessi privati.
Infine, l'Accademia delle Scienze e l'UASD hanno espresso la speranza che la Corte Costituzionale ribalti quella che hanno definito una sentenza impropria e inspiegabile e consolidi il Sistema Nazionale delle Aree Protette come bene pubblico fondamentale, ponendo fine ai tentativi storici di appropriarsi di queste risorse collettive.
Letture consigliate:
- Il tribunale ordina la modifica dei confini del Parco Nazionale di Jaragua e il governo presenta ricorso contro la decisione
- L'ex ministro dell'Ambiente definisce "sconsiderata" la decisione di modificare i confini del Parco Nazionale di Jaragua
- Cabo Rojo e Pedernales: la destinazione che si svela tra onde e memoria




