Di Yermis Peña
Per anni, parlare di investimenti sostenibili è stato un esercizio ambiguo. Ogni Paese, ogni banca, ogni azienda – persino ogni singolo sviluppatore – ha definito autonomamente cosa intendesse per "verde". Il risultato? Progetti con etichette ambientali prive di supporto tecnico, tracciabilità e garanzie reali sull'impatto.
In risposta a questa lacuna concettuale, emerge uno strumento fondamentale: la Tassonomia Verde. Si tratta di un sistema di classificazione che, secondo l'International Finance Corporation (IFC), "definisce quali attività economiche possono essere considerate ambientalmente sostenibili, sulla base di criteri scientifici, tecnici e finanziari".
Nel 2023, la Repubblica Dominicana ha lanciato ufficialmente la propria Tassonomia Verde, nell'ambito del suo impegno verso gli standard internazionali per la finanza climatica e lo sviluppo sostenibile. Oggi, il sistema è in fase di graduale implementazione, con particolare attenzione ai settori strategici quali energia, acqua, trasporti e, soprattutto, edilizia.
Questo quadro normativo non è meramente decorativo: è vincolante. E sta iniziando a influenzare direttamente l'accesso ai finanziamenti, ai benefici fiscali, alle certificazioni e alla valutazione del rischio da parte di banche e investitori.
Che implicazioni ha questo per il settore edile?
La Tassonomia Verde Dominicana introduce criteri tecnici chiari per classificare un progetto come sostenibile. Nel caso del settore edile, ciò si traduce nella dimostrazione tramite dati:
- Efficienza energetica misurabile (kWh/m² per tipologia)
- Riduzione delle emissioni di gas serra
- Utilizzo di materiali tracciabili e a basso impatto ambientale
- Gestione responsabile dell'acqua e dei rifiuti
- Posizione strategica che riduce al minimo la dipendenza dai mezzi di trasporto individuali
- Applicazione di standard internazionali quali LEED, EDGE o altri equivalenti
In altre parole: la sostenibilità non è più solo un'intenzione. È un obbligo tecnico e misurabile.
Un nuovo filtro per il finanziamento
L'implementazione di questo strumento ridefinisce l'accesso al capitale. Grazie alla tassonomia attiva, banche e fondi potranno convogliare risorse solo verso progetti che soddisfano indicatori di sostenibilità validati. Gli interventi che non saranno in grado di dimostrare il proprio impatto rimarranno esclusi dall'ambito dell'investimento responsabile.
Al contrario, coloro che già operano secondo solidi standard tecnici, come molti dei nostri, saranno in una posizione privilegiata per raccogliere capitali, attrarre alleati e ottenere supporto istituzionale.
La Tassonomia Verde Dominicana non è un documento simbolico. È una piattaforma che abbraccia l'intero settore. La sua implementazione sarà graduale, ma inevitabile. E richiederà una trasformazione nel modo di operare di tutti gli attori dell'ecosistema: banche, governo, sviluppatori, tecnici e consulenti.
Dal mio punto di vista di architetto specializzato in sostenibilità, e come membro dei team che hanno collaborato alla creazione di questo quadro di riferimento, posso affermare con certezza: la tassonomia alza l'asticella. E ci protegge dalla superficialità.
Ci troviamo di fronte a un nuovo linguaggio comune, a parametri di riferimento che contano e a un futuro in cui essere ecologici non è solo un argomento di cui si parla, ma un fatto concreto.
L'autore è un architetto e imprenditore edile. Membro del Forbes Business Council.




