SANTO DOMINGO.– La decisione del Tribunale Amministrativo Superiore (TSA) che ha annullato i principali permessi urbanistici per il progetto della Everest Tower ha generato ieri, venerdì, una dichiarazione da parte dell'Associazione Dominicana dei Costruttori e Sviluppatori Immobiliari (ACOPROVI), che ha portato la discussione a un livello più ampio: la certezza giuridica su cui si fondano gli investimenti immobiliari quando i permessi sono stati concessi dalla stessa pubblica amministrazione.
In una dichiarazione ufficiale, l'associazione ha chiarito che non avrebbe commentato il merito del procedimento legale, in quanto la questione rientra nella giurisdizione dei tribunali. Tuttavia, ha ritenuto opportuno affrontare le potenziali implicazioni per il settore derivanti dall'annullamento di permessi e certificazioni che erano stati valutati, approvati e rinnovati dalle autorità competenti durante le varie fasi di un progetto.
Secondo l'associazione, quando questi atti amministrativi vengono successivamente revocati, lo scenario trascende il caso specifico e solleva interrogativi sulla sicurezza giuridica offerta dallo Stato dominicano a coloro che effettuano investimenti nell'ambito del quadro normativo vigente.
Permessi come garanzia per gli investimenti
L'associazione ha sostenuto che coloro che sviluppano progetti immobiliari in buona fede, rispettano i requisiti stabiliti e ottengono le relative autorizzazioni, strutturano i propri investimenti sulla base della fiducia generata dagli atti amministrativi emanati dalle istituzioni competenti.
Tale fiducia, ha osservato, è uno dei pilastri su cui si basano i progetti che implicano ingenti risorse economiche, finanziamenti, assunzione di personale, acquisizione di materiali e impegni nei confronti di acquirenti e investitori.
In tale contesto, ha affermato che, sebbene la revisione e la correzione degli atti amministrativi siano parte integrante del rafforzamento istituzionale e del corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione, è importante garantire che i suoi effetti non si ripercuotano, a distanza di anni, su progetti già in corso.
Rafforzare il processo a partire dalla concessione dei permessi
Nell'ambito della sua posizione istituzionale, ACOPROVI ha ribadito la necessità di continuare a rafforzare i processi attraverso i quali le autorità valutano e approvano i permessi di costruzione, considerando che la certezza del diritto inizia con la concessione delle autorizzazioni che consentono l'avvio di un investimento.
Ha inoltre indicato che continuerà a prestare la massima attenzione al rigoroso rispetto sia della legalità amministrativa sia del principio costituzionale di certezza del diritto, consapevole che entrambi costituiscono elementi essenziali per preservare la legittima fiducia di coloro che investono nello sviluppo immobiliare del Paese.
La decisione della TSA
La posizione del sindacato giunge due giorni dopo la notizia che la Quarta Sezione del Tribunale Amministrativo Superiore ha dichiarato nulli i principali permessi urbanistici rilasciati per il progetto della Torre Everest, situata nel settore Piantini.
La sentenza ha concluso che le autorizzazioni concesse dal Consiglio comunale del Distretto Nazionale si discostavano dalle disposizioni comunali in materia di uso del suolo, densità abitativa, altezza degli edifici e distanze minime di rispetto stabilite per quella zona, e ha pertanto invalidato i certificati urbanistici che supportavano il progetto di sviluppo.
Dopo l'annuncio della decisione, il Grupo Choroni e la Constructora Armando Toros, responsabili del progetto, hanno comunicato che la sentenza non è definitiva e hanno assicurato che continueranno a intraprendere le azioni legali che riterranno opportune, precisando inoltre che i lavori sono quasi completi, al 90%.
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