Le autorità hanno avviato delle implosioni controllate a La Guaira per eliminare le strutture a rischio di crollo e facilitare il recupero delle vittime ancora intrappolate sotto le macerie
SANTO DOMINGO - A più di un mese dal doppio terremoto che ha devastato parte della costa venezuelana, le autorità hanno avviato venerdì una nuova fase dell'emergenza: la demolizione controllata degli edifici gravemente compromessi dai terremoti del 24 giugno e che continuano a rappresentare un pericolo per le operazioni di ricerca e per le comunità limitrofe.
L'informazione è stata diffusa da media internazionali come DW, Infobae ed El Deber, che hanno riportato l'inizio delle prime implosioni nello stato di La Guaira, la zona più colpita dai terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5.
La prima struttura demolita è stata una torre residenziale di 12 piani situata nel complesso residenziale Luisa Cáceres de Arismendi a Catia La Mar, che aveva subito un crollo parziale e una pericolosa inclinazione verso la strada pubblica.
Le demolizioni hanno lo scopo di ridurre i rischi e proseguire il processo di recupero delle vittime
Secondo quanto riportato da Correo el Caroni, le autorità venezuelane hanno indicato che nessuna struttura sarebbe stata demolita finché ci fosse stata la possibilità di localizzare le persone scomparse.
Il ministro dei Trasporti Francisco Garcés aveva precedentemente dichiarato che le implosioni sarebbero iniziate solo al termine delle operazioni di ricerca in ciascun edificio, consentendo in seguito il recupero dei corpi dalle macerie.
In seguito alla prima detonazione, il ministro dell'Interno Diosdado Cabello ha assicurato che l'operazione si è svolta secondo i piani e che il crollo della struttura avrebbe permesso di riprendere le operazioni di recupero in condizioni più sicure.
Più di mille edifici sono stati danneggiati
Secondo il bilancio ufficiale citato da DW, i terremoti hanno provocato il crollo di 190 edifici e danni di varia entità a 856 strutture, mentre il numero delle vittime supera le 5.500 persone.
Sebbene il governo venezuelano non abbia diffuso un numero ufficiale di persone scomparse, El Diario Venezolano ha riportato che le ricerche continuano in diverse zone di La Guaira, dove le famiglie attendono ancora di ritrovare i corpi dei propri cari.
A poco più di un mese dalla tragedia, il paesaggio della zona continua a essere segnato da cumuli di macerie, edifici parzialmente distrutti e strutture inclinate che rappresentano ancora un pericolo per i soccorritori e i residenti.
La ripresa entra in una nuova fase
Le autorità venezuelane hanno indicato che le demolizioni fanno parte del processo di ricostruzione nelle aree colpite e consentiranno di progredire sia nelle operazioni di ricerca sia nella rimozione degli edifici che potrebbero crollare a causa delle scosse di assestamento registrate dopo il terremoto principale.
Secondo l'Agence France-Presse (AFP), citata da DW, le detonazioni sono state effettuate dopo aver evacuato le aree circostanti e aver stabilito ampi perimetri di sicurezza per proteggere la popolazione.
Nel frattempo, la Banca Mondiale stima che i danni materiali causati dal disastro ammontino a 19,5 miliardi di dollari, una cifra che riflette la portata di uno dei terremoti più devastanti registrati nella storia recente del Venezuela.
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