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L'inflazione continua la sua traiettoria discendente, attestandosi al 6,80% nel periodo gennaio-novembre, secondo la Banca Centrale

SANTO DOMINGO- La Banca Centrale (BCRD) ha comunicato che la variazione dell'indice dei prezzi al consumo è stata dello 0,47% a novembre 2022 rispetto a ottobre, portando l'inflazione cumulativa da gennaio a novembre 2022 al 6,80%.

Per quanto riguarda l'inflazione su base annua, misurata da novembre 2021 a novembre 2022, essa prosegue la sua traiettoria discendente, attestandosi al 7,58%, con una riduzione di 206 punti base rispetto al picco del 9,64% registrato ad aprile di quest'anno. Si prevede pertanto che l'inflazione chiuderà il 2022 intorno al 7,2%. 

Il rapporto mensile dell'Istituto afferma che l'inflazione di base a novembre 2022 è stata dello 0,33%, dopo aver registrato lo 0,36% a ottobre, quindi per il secondo mese consecutivo presenta tassi mensili che, annualizzati, sono coerenti con il raggiungimento dell'obiettivo di inflazione del 4% ± 1% del Programma monetario della Banca centrale.

La Banca Centrale assicura che la variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo mantiene un trend decrescente verso la convergenza all’intervallo obiettivo del 4% ± 1%. L’IPC si è attestato allo 0,47% a novembre 2022 rispetto a ottobre, portando l’inflazione cumulativa da gennaio a novembre 2022 al 6,80%ha dichiarato l’autorità di regolamentazione in un comunicato stampa.

Analogamente, su base annua, l'inflazione di fondo continua a rallentare, scendendo dal 6,86% di ottobre al 6,59% di novembre 2022. È opportuno sottolineare che questo indicatore isola l'andamento di alcuni prodotti alimentari con prezzi altamente variabili, nonché di carburanti, servizi con prezzi regolamentati come elettricità, trasporti, bevande alcoliche e tabacco, al fine di ottenere segnali più chiari per la conduzione della politica monetaria.

L'autorità monetaria sottolinea che la tendenza al ribasso dell'inflazione è dovuta principalmente alla combinazione efficace delle misure di politica monetaria adottate dalla Banca Centrale e dei sussidi governativi per i carburanti e l'energia elettrica. Secondo i modelli del sistema di previsione della Banca Centrale, queste misure monetarie e fiscali consentiranno all'inflazione di convergere verso l'intervallo obiettivo del 4% ± 1% entro la fine del secondo trimestre del 2023.

Il rapporto spiega che, per quanto riguarda la politica monetaria, la tempestiva reazione della Banca Centrale nell'adottare misure a partire da novembre dello scorso anno, tra le prime nella regione, è riuscita a portare il tasso di interesse interbancario reale, definito come la differenza tra il tasso interbancario nominale e le aspettative di inflazione a 12 mesi, circa duecento punti al di sopra del suo livello neutrale, quindi i risultati osservati sono sulla buona strada e riflettono una diminuzione delle pressioni inflazionistiche interne.

Il rapporto evidenzia inoltre un recente rallentamento dei prezzi delle materie prime, in particolare petrolio e prodotti alimentari, nonché dei costi globali del trasporto marittimo di container. Inoltre, l'andamento positivo e il dinamismo delle attività generatrici di valuta estera (turismo, esportazioni, rimesse e investimenti diretti esteri) hanno contribuito alla relativa stabilità del tasso di cambio, compensando in parte l'impatto delle importazioni sui prezzi.

Variazioni per gruppi

L'analisi dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) complessivo mostra che il gruppo che ha contribuito maggiormente all'inflazione nel novembre 2022 è stato quello degli alimenti e delle bevande analcoliche, con un aumento dello 0,92%, pari a circa la metà dell'inflazione totale del mese. In misura minore, hanno contribuito anche i gruppi di beni e servizi vari (0,69%), trasporti (0,33%), ristoranti e alberghi (0,51%) e bevande alcoliche e tabacco (1,51%).

La crescita dello 0,92% dell'indice dei prezzi per il gruppo di alimenti e bevande analcoliche è principalmente spiegata dagli aumenti di prezzo osservati per platani verdi (10,85%), platani maturi (12,32%), patate (8,98%), brodo di pollo (3,57%), aglio (9,05%), banane verdi (3,36%), pomodori (8,11%), pollo fresco (0,38%) e avocado (5,89%), mentre altri prodotti alimentari hanno registrato diminuzioni di prezzo come uova (-2,10%) e piselli verdi (-7,34%).

È importante notare che l'andamento dei prezzi delle banane verdi e mature rappresenta lo 0,11% dello 0,47%, ovvero il 23,4%, del tasso di inflazione complessivo di novembre. A questo proposito, va sottolineato che le piantagioni di banane sono state colpite da diversi tornado nella regione di Cibao.

L'indice dei prezzi per il gruppo di beni e servizi vari è aumentato dello 0,69% nel novembre 2022, principalmente a causa degli incrementi di prezzo dei servizi e dei prodotti per la cura della persona, che hanno registrato variazioni rispettivamente dello 0,84% e dello 0,76%. Nel frattempo, l'indice dei prezzi al consumo (IPC) per il gruppo di bevande alcoliche e tabacco è aumentato dell'1,51%, a seguito degli incrementi di prezzo della birra in bottiglia (1,97%), del malto (1,64%), del rum invecchiato (1,04%), del rum bianco (1,12%) e del rum dorato (0,98%).

A novembre, l'indice dei prezzi al consumo (IPC) per il settore dei trasporti ha registrato un aumento dello 0,33%, dovuto principalmente agli incrementi dei prezzi dei biglietti aerei (11,91%) e delle automobili (0,48%). Questa moderata inflazione nel settore dei trasporti è il risultato delle misure adottate dal governo per sovvenzionare i prezzi dei carburanti a livello nazionale, che influenzano significativamente l'andamento di questo settore, riducendone l'impatto sull'IPC complessivo.

Per quanto riguarda la variazione dello 0,51% dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) per il gruppo ristoranti e alberghi, essa è dovuta principalmente all'aumento dei prezzi dei servizi di ristorazione fuori casa, come il piatto del giorno (0,49%), il servizio di pollo (0,76%) e il servizio di generi alimentari con contorni (0,50%).

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