Il rischio ambientale celato nelle lacune silenziose dei capitolati d'appalto per le infrastrutture costiere.
BOCA CHICA. – La recente pubblicazione del bando di gara per la ricostruzione del lungomare di Andrés e Boca Chica, da parte del Comitato Esecutivo per le Infrastrutture delle Zone Turistiche (CEIZTUR), apre un dibattito sull'equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela ambientale, in uno degli ambienti costieri più sensibili dei Caraibi dominicani.
Sebbene le specifiche di gara per il Progetto CEIZTUR-CCC-LPN-2025-0008 stabiliscano alcuni obblighi ambientali generali, un'analisi dettagliata rivela che importanti omissioni e rischi significativi non sono affrontati con la dovuta profondità richiesta dalla Legge 64-00 sull'Ambiente e le Risorse Naturali e dalla stessa Costituzione della Repubblica Dominicana.
La lacuna nella procedura di gara
è evidente nella Costituzione della Repubblica Dominicana, che sancisce il diritto a un ambiente sano e stabilisce il dovere dello Stato di proteggerlo. Qualsiasi intervento in aree ecologicamente sensibili deve prevedere, qualora un progetto possa incidere sui processi ecologici rilevanti, una valutazione di impatto ambientale (VIA) preventiva.
È inoltre fondamentale garantire l'esistenza di misure di salvaguardia per il controllo e la mitigazione dei potenziali impatti durante la costruzione e l'esercizio, nonché per il monitoraggio ambientale successivo al completamento del progetto.
Tali elementi derivano dai principi ambientali sanciti dalla Costituzione e sono ulteriormente sviluppati dalla Legge 64-00 sull'ambiente e le risorse naturali, che impone la valutazione ambientale, la prevenzione dei danni ambientali e il rispetto delle norme per l'intero ciclo di vita dei progetti con potenziali impatti.
Tuttavia, un esame dettagliato dei documenti di gara di CEIZTUR rivela lacune :
– La presentazione o l'accreditamento della relativa autorizzazione ambientale o di uno studio o dichiarazione di impatto ambientale, richiesti per opere costiere di questa natura ai sensi degli articoli 41, 42 e 43 della Legge 64-00,
non è espressamente richiesta. – La categorizzazione ambientale del progetto non è chiara, il che rende difficile determinare se siano state adottate le specifiche misure di mitigazione ambientale previste dalla legge per opere con impatti potenzialmente significativi sugli ecosistemi costieri e marini.
– Non è previsto un monitoraggio ambientale obbligatorio durante e dopo la costruzione, nonostante l'area sia riconosciuta per la sua vulnerabilità ecologica.
Al contrario, il bando di gara incorpora solo obblighi ambientali parziali e generici, come un piano di gestione ambientale e requisiti per la gestione dei rifiuti, senza specificare meccanismi per garantire che i lavori non alterino in modo irreversibile le dinamiche costiere o gli equilibri idrobiologici associati alle sorgenti e alla baia.
Il progetto ignora i rischi ambientali, non esplicitamente contemplati nel capitolato d'appalto, come l'alterazione delle dinamiche costiere e l'erosione: il posizionamento di strutture rigide come i tetrapodi senza una preventiva valutazione di impatto ambientale può modificare le correnti, il trasporto dei sedimenti e i modelli ondosi, con ripercussioni sui tratti di costa adiacenti.
Non si prevede alcun impatto sulla biodiversità marina. Gli ecosistemi come le barriere coralline, le praterie di fanerogame marine e le mangrovie, presenti all'interno e intorno alla laguna di Boca Chica, sono altamente sensibili alla torbidità, alla sedimentazione e alle variazioni di salinità e qualità dell'acqua.
Non è nemmeno chiaramente definito come verrà gestito l'inquinamento idrico. Le prove storiche di contaminazione batterica da materiale fecale nella zona indicano che la qualità delle acque costiere può essere scarsa in determinati periodi, rendendo ancora più urgente un approccio di mitigazione e controllo prima, durante e dopo lo sviluppo delle infrastrutture.
Boca Chica ha già dimostrato la sua vulnerabilità a eventi meteorologici estremi, come le mareggiate associate agli uragani, che richiedono soluzioni resilienti e basate su basi scientifiche, al di là degli interventi reattivi, e la Legge 64-00 non solo richiede il riconoscimento generale degli standard ambientali, ma impone, obbliga e ordina anche:
– Valutazione d'impatto preliminare (ove applicabile).
– Autorizzazione ambientale per interventi che interessano dinamiche ecologiche sensibili.
– Partecipazione dei cittadini ai processi ambientali.
– Monitoraggio e rendicontazione continui degli indicatori ambientali.
A questo proposito, il bando di gara include alcuni requisiti ambientali di base, come piani di gestione a breve termine e strategie di gestione del rischio, ma non garantisce che il progetto nel suo complesso goda di un adeguato supporto ambientale, aspetto particolarmente critico in contesti socio-culturali ed ecologici complessi come Boca Chica.
Non è una spiaggia qualunque
Situata a meno di 40 chilometri dalla capitale dominicana, Boca Chica è una baia protetta da una barriera corallina naturale, con acque poco profonde, alimentate da sorgenti sotterranee che affiorano nella zona e contribuiscono a un fragile equilibrio ecologico tra acqua dolce e salata, una combinazione che rende l'area particolarmente sensibile a qualsiasi alterazione delle dinamiche costiere e del flusso di sedimenti naturali.
Inoltre, l'arrivo massiccio di alghe sargasso è diventato un fenomeno ricorrente, che incide sulla biodiversità marina di Boca Chica, deteriora la qualità dell'acqua e causa impatti negativi sul turismo locale, con cali fino all'85% dell'attività economica durante le stagioni di invasione delle alghe.
Esistono inoltre studi storici che suggeriscono una contaminazione dovuta a sversamenti di acque reflue e scarichi fognari, il che ha sollevato preoccupazioni circa la qualità dell'acqua e i rischi di malattie trasmesse dall'acqua.
Si tratta di un ambiente altamente minacciato e vulnerabile, teatro di interventi a livello comunale e statale per la gestione dei rifiuti solidi e la bonifica delle coste, ma tali interventi non sono sempre stati sufficienti a mitigare il degrado ambientale a lungo termine.
Tutte queste condizioni rendono questa costa un ecosistema fragile, soggetto a molteplici pressioni ambientali: accumulo di macroalghe, inquinamento batterico, erosione costiera, complesse interazioni biologiche tra acqua dolce e salata e sfruttamento intensivo da parte del turismo e del commercio.
Il governo ritiene che la ricostruzione del lungomare rappresenti un'opportunità per rafforzare la resilienza di Boca Chica, proteggere i suoi ecosistemi e garantire il benessere della comunità locale, ma ciò sarà possibile solo se verrà adottato un approccio ambientale globale, che includa valutazioni, misure di mitigazione, monitoraggio e partecipazione sociale.
Questo progetto, che include requisiti ambientali generali nelle specifiche di gara, viola la Legge 64-00, che stabilisce imperativi tecnici per la protezione di un ecosistema vulnerabile che sostiene l'economia, il turismo e la qualità della vita.
La chiamata
Il bando, identificato con il riferimento CEIZTUR-CCC-LPN-2025-0008, è stato pubblicato nel dicembre 2025 e fissa come termine ultimo per la ricezione delle proposte il 9 febbraio 2026, alle ore 10:00, presso la sede della Pro-Dominicana, Avenida 27 de Febrero angolo Gregorio Luperón, Distretto Nazionale.
I termini e le condizioni definiscono i requisiti tecnici ed economici che le imprese interessate devono presentare, sia in formato cartaceo che elettronico tramite il Sistema Elettronico degli Appalti Pubblici (SECP).




