Il potere esecutivo sosteneva che il provvedimento avrebbe generato effetti economici e strutturali sull'industria del cemento e sul costo delle costruzioni.
SANTO DOMINGO – Il Congresso Nazionale ha approvato lunedì 15 dicembre la versione definitiva della riforma della Legge 225-20 sulla Gestione Integrata e il Cotrattamento dei Rifiuti Solidi, dopo aver recepito le osservazioni presentate dal Presidente Luis Abinader. Tra le modifiche apportate, l'eliminazione dell'articolo 20 delle disposizioni finali, che imponeva alle aziende produttrici di cemento di utilizzare combustibili derivati da rifiuti solidi urbani nelle proprie caldaie.
Il testo eliminato indicava che, con l'entrata in vigore della legge, le aziende produttrici di cemento avrebbero avuto l'obbligo di utilizzare combustibili derivati da rifiuti solidi nazionali come combustibile alternativo nelle proprie caldaie, una disposizione che era stata inclusa nella versione approvata dal Senato.
Preoccupazioninquietudes relative all'ADOCEM
A febbraio, l'Associazione dominicana dei produttori di cemento Portland (ADOCEM) ha espresso preoccupazione per la proposta. La sua direttrice esecutiva, Julissa Báez, ha dichiarato: "Attualmente non esistono le infrastrutture necessarie, né le aziende hanno la capacità di sostituire il 30% dei combustibili fossili con combustibili derivati dai rifiuti nel breve termine".
Báez ha spiegato che il co-trattamento richiede condizioni specifiche: “Non tutti i rifiuti possono essere co-trattati nell'industria del cemento. È fondamentale definire quali materiali siano idonei, considerando fattori quali l'impatto sul funzionamento del forno, la qualità del prodotto finale, il rapporto costi-benefici e la sicurezza sul lavoro.”.
L'associazione ha aggiunto che la misura potrebbe creare vulnerabilità e favorire un possibile monopolio nella gestione dei rifiuti.
L'eliminazione dell'articolo
Nell'osservazione numero 16 inviata al Senato, il Presidente Abinader ha citato testualmente:
“Con l'entrata in vigore di questa legge, le aziende produttrici di cemento (cementifici) avranno l'obbligo di utilizzare combustibili derivati da rifiuti solidi nazionali come combustibile alternativo nelle proprie caldaie.”.
Il documento presidenziale indicava che nei paesi con un maggiore sviluppo economico, "l'industria del cemento non è legalmente obbligata a co-trattare una percentuale specifica di rifiuti utilizzando combustibili derivati da rifiuti solidi".
Il presidente ha aggiunto che una misura di questo tipo "richiede studi tecnici preliminari e un quadro normativo trasversale in termini di qualità ambientale, salute, sicurezza industriale ed efficienza energetica".
Ha inoltre sottolineato che la sostituzione parziale della matrice energetica "comporterebbe costi operativi aggiuntivi, derivanti dall'utilizzo di un tipo di combustibile non prodotto nel paese, il che farebbe inevitabilmente aumentare il prezzo del cemento e, di conseguenza, il costo degli alloggi e delle altre infrastrutture".
Ha aggiunto che la carenza locale di questo carburante "crea uno scenario favorevole a pratiche monopolistiche e distorsioni del mercato, aprendo la porta a possibili abusi di posizione dominante da parte di potenziali importatori, con rischi di esclusività nell'approvvigionamento".
Infine, Abinader ha indicato che il Paese "attualmente non dispone delle infrastrutture necessarie per una transizione immediata al co-trattamento dei rifiuti nell'industria del cemento" e che l'imposizione legale dell'obbligo "potrebbe causare perdite economiche significative in un settore strategico, con ripercussioni sociali ostacolando l'accesso agli alloggi".
La struttura originale della legge 225-20 rimane
La legge 225-20 considera il co-trattamento come uno strumento nell'ambito della gestione integrata dei rifiuti, ma non stabilisce percentuali obbligatorie per i settori produttivi.
Eliminando l'articolo 20, la riforma evita di introdurre un obbligo che, secondo il documento presidenziale, genererebbe ripercussioni economiche e strutturali sull'industria del cemento e sui costi di costruzione.
Il testo definitivo approvato mantiene le altre modifiche apportate alla Legge 225-20, comprese le disposizioni relative agli impianti di recupero, alle stazioni di trasferimento, alle responsabilità comunali e al funzionamento del fondo fiduciario per la gestione dei rifiuti.
L'eliminazione dell'articolo 20 rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti della riforma, in quanto rimuove una disposizione che era stata oggetto di osservazioni tecniche, economiche e costituzionali sin dalla sua introduzione.


