SANTO DOMINGO. – Las Terrenas può finalmente tirare un sospiro di sollievo e dire addio a decenni di fumo e rifiuti a cielo aperto, dopo oltre 15 anni al centro delle proteste di ambientalisti e residenti, con l'inaugurazione di una moderna stazione di trasferimento e pesatura, che rappresenta un cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti nella Repubblica Dominicana.
Il progetto, con un investimento di 78 milioni di pesos dominicani,è il risultato della collaborazione tra il governo centrale, la Direzione Generale dei Progetti Strategici e Speciali della Presidenza (Propeep), la società ECO5RD e il Comune di Las Terrenas.
Per anni la discarica di Las Terrenas è stata un promemoria scomodo della contraddizione: un paradiso turistico internazionale con una ferita ambientale esposta, tra fumi tossici e percolato che contaminavano suoli e acque, e proteste di quartiere che si ripetevano come un rituale.
La promessa di chiudere la discarica, una delle principali promesse elettorali, sembrava lontana quanto il riciclo in molti comuni del Paese, ma nell'agosto del 2025, a Las Terrenas, quella pagina comincia finalmente a voltarsi.
L'impianto, gestito da ECO5RD in collaborazione con il comune, servirà oltre 40.000 persone e consentirà una gestione efficiente delle oltre 100 tonnellate di rifiuti prodotte quotidianamente nel comune. Sarà completato dalla pavimentazione della strada di accesso, realizzata dal Ministero dei Lavori Pubblici, che migliorerà significativamente l'infrastruttura logistica e operativa. Ciò significa zero rifiuti accumulati e niente più falò a cielo aperto.
Questo traguardo rappresenta il culmine di quindici anni di costante pressione sociale, iniziata almeno nel 2010, quando le prime lamentele giunsero ai media nazionali e alle organizzazioni internazionali nell'ambito dell'accordo DR-CAFTA. Proteste, richieste da parte di ONG, risoluzioni legislative e un decreto presidenziale del 2021 hanno messo in moto il processo, ma è la costruzione di questa stazione a completarlo. Almeno per Las Terrenas.
Al di là delle infrastrutture, la sfida sarà quella di mantenere l'impegno: che la discarica non "torni in vita" a causa della negligenza, che il riciclo diventi la norma e che gli investimenti nella gestione dei rifiuti siano una priorità pari a quella della promozione del turismo.
Perché a Las Terrenas la bellezza naturale è il marchio di fabbrica, e la gestione dei rifiuti può essere il suo tallone d'Achille o il suo miglior biglietto da visita.
Di interesse nazionale
A causa della sua vocazione turistica e delle problematiche legate alla salute pubblica, la Repubblica Dominicana si trova ad affrontare da oltre un decennio la sfida di eliminare le discariche a cielo aperto, una pratica che incide anche sulla biodiversità e, soprattutto, sull'immagine internazionale del Paese.
Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali, fino al 2020 erano presenti oltre 100 discariche a cielo aperto distribuite su tutto il territorio nazionale, molte delle quali in comuni ad alta densità turistica o di popolazione.
Un rischio considerevole per la salute, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che stima che oltre il 30% delle malattie nelle aree vicine alle discariche sia correlato all'inquinamento ambientale e a una gestione inadeguata dei rifiuti.
Questa misura rientra in una strategia globale volta ad attuare il modello internazionale "Rifiuti Zero" e a promuovere il recupero dei materiali riciclabili.
Il Decreto 62-21 ha dichiarato di interesse nazionale l'intervento e la chiusura di otto discariche emblematiche, tra cui quelle di Las Terrenas, Punta Cana, Haina e Samaná, definendo le fasi di mitigazione, la costruzione di stazioni di pesatura e trasferimento e, infine, il trasferimento dei rifiuti.
La risoluzione del senatore Pedro Catrain del 2021 chiedeva inoltre un intervento immediato per la chiusura e il trasferimento della discarica, in conformità con la legge ambientale 64-00 e la legge sulla salute pubblica 42-01.
Secondo i rapporti dei Ministeri dei Lavori Pubblici e dell'Ambiente, nel 2024 la chiusura tecnica delle discariche a cielo aperto ha raggiunto oltre il 50% dei siti individuati e la media nazionale di recupero dei materiali riciclabili si attesta al 13%, con progetti pilota a Samaná, Punta Cana e Haina, che superano il 20% in alcune categorie.
A Las Terrenas, la produzione giornaliera di rifiuti supera le 100 tonnellate e si stima che, prima della chiusura, oltre l'80% finisse accumulato nella discarica senza alcun trattamento.
Questo contesto nazionale evidenzia l'importanza della nuova stazione di trasferimento e pesatura inaugurata a Las Terrenas: non si tratta solo di un progetto locale, ma di parte di una politica pubblica nazionale volta a trasformare la gestione dei rifiuti e a proteggere le destinazioni turistiche vitali per l'economia dominicana, il cui successo dipenderà dal mantenimento di controlli rigorosi, dall'investimento nell'educazione ambientale e dall'ampliamento delle infrastrutture per il trattamento e il riciclo, in modo che i rifiuti non vengano semplicemente spostati, ma ridotti al minimo e riutilizzati.
Mentre Las Terrenas celebra la chiusura di un controverso capitolo ambientale, l'intero Paese osserva con attenzione per capire come questa esperienza possa essere replicata e consolidata come modello di gestione sostenibile dei rifiuti solidi. L'inaugurazione di questa stazione di trasferimento e pesatura rappresenta un passo storico nella lotta contro l'inquinamento ambientale in questa meta turistica.
Dopo oltre 15 anni di lamentele da parte dei cittadini, promesse politiche e interventi graduali, si è finalmente consolidato un modello di gestione sostenibile dei rifiuti, che migliora la qualità della vita dei residenti, rafforza l'immagine della località e funge da esempio per altri comuni del Paese.




