La legge sul mercato immobiliare e sugli affitti vieta la discriminazione basata sulla nazionalità o sullo status sociale.

La legge sugli affitti vieta la discriminazione basata sulla nazionalità o sullo status sociale

SANTO DOMINGO - È vietato stabilire come condizione per l'affitto di un alloggio il non avere figli, l'essere straniero o stabilire discriminazioni legate all'etnia, al sesso, al credo, alla condizione sociale o ad altre forme di esclusione.

“Coloro che richiedono un alloggio, esprimono le indicazioni di cui al paragrafo precedente o il cui testo contiene espressioni che violano o incitano alla violazione delle disposizioni di legge in materia”, come previsto dal progetto di legge sulla locazione di immobili e sugli sfratti.

Analogamente, la normativa stabilisce che se, durante il rapporto di locazione, per qualsiasi motivo l'immobile locato diventa di proprietà di una persona diversa dal proprietario originario, il nuovo proprietario sarà tenuto a rispettare il rapporto contrattuale alle stesse condizioni concordate, e le azioni relative alla cessazione del contratto di locazione dell'immobile potranno essere intraprese solo in conformità alle disposizioni di legge.

Per quanto riguarda gli obblighi degli inquilini, il contratto stabilisce che questi devono pagare il canone di locazione alla data concordata, utilizzare l'immobile locato esclusivamente secondo quanto previsto dal contratto e mantenerlo in buono stato.

Inoltre, è vietato apportare modifiche che alterino la destinazione d'uso del bene locato, restituire il bene al proprietario o al suo rappresentante legale al termine del contratto e rispettare le disposizioni di legge o regolamentari applicabili all'uso del bene o all'attività a cui è destinato.

 Secondo il disegno di legge approvato in prima lettura alla Camera dei Deputati la scorsa settimana, è vietato subaffittare l'immobile. "Qualsiasi subaffitto effettuato senza l'espressa autorizzazione scritta del proprietario è nullo e privo di effetto. I trasgressori di tale disposizione saranno soggetti alle sanzioni previste dalla presente legge, fatto salvo il diritto del proprietario di recedere dal contratto senza alcuna formalità.".

Né può essere trasferito gratuitamente o per mera tolleranza. L'articolo 35 specifica che l'inquilino non può modificare l'attività per la quale l'immobile è destinato e deve limitarsi all'uso e al godimento previsti, salvo autorizzazione scritta del proprietario.

“In assenza di una clausola espressa nel contratto, la destinazione d'uso del bene rimane quella per cui è stato utilizzato in precedenza o quella che gli corrisponde in base alla sua natura. Il cambiamento di destinazione d'uso del bene locato, non autorizzato per iscritto dal proprietario, anche se non gli arreca danno, gli dà diritto di chiedere la risoluzione del contratto.”.

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