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La conoscenza del disegno di legge sul sargasso è avvolta da un'incertezza legislativa

Mentre le alghe invadono le coste e colpiscono il turismo e la pesca, imprenditori e ambientalisti chiedono un quadro giuridico che trasformi questa minaccia in un'opportunità, in un contesto legislativo caratterizzato da incertezza e priorità contrastanti.

SANTO DOMINGO.– A più di un anno dalla sua presentazione da parte di Virgilio Barón Duluc, senatore di La Altagracia, il disegno di legge sulla prevenzione, la raccolta, l'utilizzo e lo smaltimento finale delle alghe sargasso non è ancora stato approvato dalla plenaria del Senato, nonostante otto mesi fa la Commissione Permanente per l'Ambiente e le Risorse Naturali avesse presentato un parere favorevole con alcune modifiche.

Le ragioni della lentezza dell'iter legislativo del disegno di legge restano avvolte nel mistero. La legislazione è bloccata al Senato senza un'agenda chiara per la seconda lettura, una profonda inerzia che potrebbe essere dovuta a un sovraccarico di altre questioni legislative, a priorità divergenti tra le commissioni e a una pressione pubblica insufficiente.

Questa mancanza di slancio è aggravata dall'incertezza circa la sostenibilità finanziaria di proposte come il fondo speciale per la valorizzazione del sargasso, che rende difficile attrarre il sostegno politico e tecnico necessario per promuoverne la discussione.

Il senatore Barón Duluc ha sottolineato che “il sargasso non è più un problema stagionale, ma una crisi strutturale” e sta promuovendo la creazione di un fondo nazionale dedicato, sistemi di allerta precoce e protocolli di raccolta in mare aperto.

Nel frattempo, a livello regionale si stanno proponendo iniziative congiunte: il Messico e la Repubblica Dominicana stanno istituendo un gruppo di lavoro bilaterale tra i rispettivi Ministeri degli Affari Esteri e dell'Ambiente per coordinare le risposte comuni a questo fenomeno, un tipo di cooperazione che potrebbe fungere da catalizzatore per sbloccare l'iter legislativo e rafforzare la capacità di intervento dello Stato.

Impatto economico ed esperienze regionali

Le alghe sargasso non rappresentano solo una sfida ambientale: costituiscono un onere multimilionario per le economie caraibiche. L'Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (US EPA) stima che, negli anni di forti afflussi, i costi di bonifica nella regione possano raggiungere i 210 milioni di dollari all'anno, senza contare le conseguenti perdite per il turismo.

Secondo il BVI Beacon, durante i periodi di maggiore intensità, il turismo nei Caraibi ha registrato cali compresi tra il 7% e il 35%, colpendo il 55% degli hotel, che sono stati costretti a stanziare risorse straordinarie per rimuovere le alghe e mitigare il cattivo odore e la perdita di attrattiva delle spiagge.

Nella Repubblica Dominicana, i pescatori stanno subendo perdite ingenti: "In una sola settimana mi sono costate quattro eliche", ha detto uno di loro a Higüey, descrivendo come le fitte distese di alghe sargasso intasino le imbarcazioni.

Le perdite economiche hanno spinto altri paesi caraibici a cercare soluzioni innovative. Il Washington Post riporta che a Grenada sono in corso progetti per convertire le alghe sargasso in biogas, fertilizzanti e bioplastiche, come nel caso del resort True Blue Bay, che già utilizza il gas derivato dalle alghe per alimentare il proprio panificio.

Nel frattempo, il Guardian mette in luce aziende come la britannica Seafields, che stanno sviluppando allevamenti galleggianti in grado di catturare le alghe sargasso in mare aperto prima che raggiungano la costa, riducendo così le emissioni di metano e i costi di bonifica. Queste esperienze dimostrano che, con la giusta pianificazione e la tecnologia adeguata, le alghe sargasso possono essere trasformate da minaccia ambientale in risorsa economica.

Con le proteste contro la legge sui rifiuti

Le principali associazioni del settore turistico hanno espresso la loro preoccupazione. L'Associazione degli Hotel e del Turismo (Asonahores), insieme alla Camera di Commercio Americana e ad altre associazioni, ha affermato che la riforma della Legge sui Rifiuti Solidi (Legge 225-20) ignora completamente le alghe sargasso, compromettendo la sostenibilità ambientale, aumentando l'incertezza sugli investimenti privati ​​e limitando la competitività economica del Paese.

La vicepresidente di Asonahores, Anguie Lendor, ha avvertito che, non considerando le alghe sargasso come rifiuti speciali, la riforma preclude l'accesso a meccanismi utili come il loro smaltimento e riciclo. Ha inoltre messo in discussione i modelli di fatturazione basati sul fatturato lordo, che potrebbero scoraggiare una gestione responsabile dei rifiuti, e ha segnalato tendenze monopolistiche e una mancanza di coordinamento istituzionale.

Voci ambientaliste

Sebbene la copertura mediatica diretta del disegno di legge da parte delle voci ambientaliste dominicane sia limitata, organizzazioni come Ecored, che si è unita al settore imprenditoriale in diverse dichiarazioni, hanno messo in discussione la mancanza di un focus tecnico e l'omissione del sargasso dalla normativa sui rifiuti, compromettendo così la governance ambientale e gli obiettivi dell'economia circolare.

Inoltre, gli ambienti accademici e di ricerca sottolineano che il Paese funge da "piccolo laboratorio" per la sperimentazione di soluzioni a base di sargasso, con iniziative a Punta Cana e Macao che includono l'uso di barriere di alghe, macchinari specializzati e studi per trasformare le alghe in bioplastiche, fertilizzanti, cosmetici e biogas, evidenziando l'urgenza di un quadro giuridico che integri queste possibilità.

Il registro di bordo

L'iniziativa, presentata il 19 giugno 2024, mira a stabilire una politica pubblica permanente per affrontare il massiccio afflusso di alghe sargasso nelle coste dominicane. Il suo iter legislativo ha seguito questo percorso:

– 19 giugno 2024: Presentazione alla Segreteria Legislativa del Senato.
– 25 giugno 2024: Lettura in aula al Senato e deferimento alla Commissione Permanente per l'Ambiente e le Risorse Naturali.
– Agosto e ottobre 2024: Audizioni pubbliche a Higüey e Punta Cana con albergatori, pescatori, sindaci ed esperti.
– Novembre 2024: Ricezione dei commenti delle Commissioni Ambiente e Turismo.
– Dicembre 2024: Inclusione di incentivi fiscali per le aziende che sviluppano utilizzi per il sargasso.
– Gennaio 2025: Presentazione del parere favorevole con modifiche.
– Fino ad agosto 2025: Blocco, senza inserimento all'ordine del giorno di una seconda lettura in plenaria.

“Non possiamo aspettare che le alghe sargasso invadano le nostre spiagge e le comunità costiere; dobbiamo agire in modo organizzato e lungimirante”, aveva avvertito il barone Duluc il giorno della presentazione dell'opera.

Aspetti chiave del disegno di legge

: – Monitoraggio e allerta precoce: creazione di un sistema nazionale di monitoraggio del sargasso.
– Responsabilità istituzionali: chiara attribuzione di poteri a ministeri e comuni.
– Fondo speciale per il sargasso: finanziamento pubblico-privato per la bonifica, la ricerca e la tecnologia.
– Uso produttivo: incentivi per usi industriali come fertilizzanti, biocarburanti o materiali da costruzione.
– Regolamentazione ambientale: divieto di smaltimento sulle spiagge o in discariche non idonee.

Scienza e urgenza

Mentre il Congresso nazionale mantiene il disegno di legge in sospeso, gli studi più recenti dell'Università della Florida del Sud (USF) rivelano che la fioritura di sargasso nell'Atlantico centrale e nei Caraibi ha raggiunto 8 milioni di tonnellate metriche nel giugno 2025, una delle cifre più alte registrate per quella data.

Gli scienziati prevedono un intenso afflusso di alghe fino a ottobre, a causa dei venti e delle correnti, e mettono in guardia sulla presenza di arsenico e metalli pesanti nelle alghe, il che ne limita l'utilizzo in agricoltura senza un trattamento preventivo.

Le organizzazioni ambientaliste e gli imprenditori del settore turistico insistono sul fatto che la mancanza di un quadro giuridico priva le comunità costiere di strumenti permanenti, costringendole a rispondere ogni anno in modo improvvisato a un problema che, secondo le proiezioni, potrebbe intensificarsi con i cambiamenti climatici.

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Solangel Valdez
Solangel Valdez
Giornalista, fotografa e specialista in pubbliche relazioni. Aspirante scrittrice, lettrice, cuoca e viaggiatrice.
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