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Il turismo dominicano resiste alla tempesta causata dalla riduzione dei voli negli Stati Uniti.

Due giorni dopo la riduzione dei voli negli Stati Uniti, il Paese rimane in stato di allerta ma non in crisi. Arrivi e partenze restano stabili, i collegamenti aerei operano con una ragionevole puntualità e le autorità mantengono un monitoraggio costante.

SANTO DOMINGO. – La Repubblica Dominicana è sotto osservazione cauta a seguito della decisione della Federal Aviation Administration (FAA) di ridurre parzialmente le operazioni di volo in 40 aeroporti statunitensi, una misura avviata il 6 novembre e motivata dalla parziale chiusura del governo federale e dalla carenza di personale addetto al controllo del traffico aereo.

L'annuncio ha suscitato preoccupazione tra i tour operator e le autorità locali, e secondo fonti aeroportuali e dello stesso Ministero del Turismo, i primi due giorni di attuazione hanno mostrato un impatto limitato sui voli internazionali da e per la Repubblica Dominicana.
Vulnerabilità e resilienza:
gli esperti concordano sul fatto che l'impatto a breve termine sarà gestibile , ma avvertono che una crisi prolungata del trasporto aereo negli Stati Uniti potrebbe avere conseguenze più tangibili.




L'economista Pavel Isa Contreras ha spiegato ai media locali che "se le compagnie aeree iniziassero a riassegnare la flotta e il personale dalle rotte internazionali, destinazioni come la Repubblica Dominicana potrebbero subire cancellazioni prolungatee una riduzione dei posti disponibili, soprattutto durante l'alta stagione".

L'episodio mette in luce la dipendenza strutturale del Paese dal mercato statunitense, che fornisce tra il 38% e il 46% dei suoi visitatori annuali


Nel breve termine, ha aggiunto, "la forza della domanda e la diversificazione dei mercati attenueranno l'impatto".


Al contrario, l'albergatore Andrés Marranzini, vicepresidente di Asonahores, ha sottolineato che “la chiave sta nella durata del provvedimento: se si risolve in una settimana, l'effetto sarà solo un contrattempo operativo; se si protrae per un mese, i pacchetti e le campagne promozionali dovranno essere riprogrammati”.

Operazioni normali


Nonostante la situazione internazionale, l'impatto diretto sul Paese è stato finora minimo. Aeropuertos Dominicanos Siglo XXI (Aerodom), la società che gestisce l'aeroporto internazionale Las Américas (AILA) e altri terminal, ha comunicato che "le operazioni procedono normalmente e non sono pervenute notifiche ufficiali di cancellazione da parte delle compagnie aeree statunitensi. Tutti i voli programmati da e per gli Stati Uniti rimangono confermati; nessuna compagnia aerea ha cancellato alcun volo".

Aerodom ha aggiunto di mantenere un monitoraggio costante in coordinamento con le compagnie aeree e le autorità aeroportuali, sottolineando che, finora, "non sono stati segnalati ritardi o modifiche significativi al normale orario operativo".

Secondo Aerodom, durante quei due giorni erano previsti dai 100 ai 118 voli in partenza o diretti verso gli Stati Uniti, tutti confermati e in corso, salvo alcuni lievi ritardi dovuti ad aggiustamenti logistici.


Il Ministero del Turismo ha mantenuto la stessa posizione, dichiarando venerdì che "gli arrivi internazionali continuano secondoil normale programma" e che si sta ancora monitorando il potenziale effetto cumulativo qualora le restrizioni negli Stati Uniti dovessero durare più di una settimana.

Confronto operativo


: secondo i dati raccolti dal Dipartimento di Controllo del Traffico Aereo dell'AILA e dell'aeroporto di Punta Cana (PUJ), le cui statistiche settimanali sono pubblicate nei bollettini dell'Agenzia per l'Aviazione Civile (JAC), 1.052 operazioni internazionali tra i due aeroporti, con una media giornaliera di 150 voli (arrivi e partenze combinati).

Questa situazione evidenzia la necessità di rafforzare la diversificazione dei mercati di provenienza, un obiettivo ribadito dal Ministro David Collado nelle recenti dichiarazioni ufficiali.


Il 6 e il 7 novembre, i rapporti preliminari indicavano rispettivamente 143 e 147 operazioni giornaliere, il che rappresenta una diminuzione del 2-4% rispetto alla settimana precedente, rientrando nella normale variabilità stagionale.

Secondo il monitoraggio effettuato da Aerodom e dalle autorità aeroportuali, nessuno dei terminal ha segnalato cancellazioni direttamente attribuibili al provvedimento della FAA.

Secondo

quanto riportato da Reuters e Associated Press, la misura della FAA ha inizialmente ridotto le operazioni del 4% negli aeroporti più trafficati, con la possibilità di arrivare al 10% qualora la carenza di personale specializzato fosse persistita.

In termini pratici, ciò si è tradotto in oltre 790 voli cancellati il ​​primo giorno e oltre 1.000 cancellazioni il secondo, secondo i dati di FlightAware, una società che monitora il traffico aereo globale.


Tra le compagnie aeree colpite figuravano importanti vettori come American Airlines, Delta, United e JetBlue, tutte con frequenti rotte verso i Caraibi, inclusi diversi collegamenti diretti con Santo Domingo, Punta Cana e Santiago.


Un settore ai massimi storici:

il turismo dominicano raggiunge questo traguardo in uno dei suoi periodi di maggiore crescita. Tra gennaio e settembre 2025, il Paese ha accolto 8,59 milioni di visitatori, il 4,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo i dati del Ministero del Turismo.


Nella prima metà dell'anno sono già stati registrati 6,15 milioni di arrivi, con proiezioni che prevedono di chiudere il 2025 con oltre 12 milioni di turisti: un obiettivo che, se raggiunto, consoliderebbe il Paese come principale destinazione turistica dei Caraibi.


Il World Travel & Tourism Council (WTTC) ha inoltre stimato che il turismo contribuirà quest'anno al PIL nazionale con circa 21 miliardi di dollari, pari al 15,8% dell'economia dominicana e sostenendo oltre 893.000 posti di lavoro.

Allerta controllata:


ad oggi, la riduzione dei voli negli Stati Uniti non ha innescato una crisi per la Repubblica Dominicana. I dati relativi ad arrivi e partenze rimangono stabili, i collegamenti aerei operano con una ragionevole puntualità e le autorità mantengono un monitoraggio costante.


Tuttavia, l'episodio mette in luce la dipendenza strutturale del Paese dal mercato statunitense, che fornisce tra il 38% e il 46% dei suoi visitatori annuali, e ribadisce la necessità di rafforzare la diversificazione dei mercati di provenienza, un obiettivo ribadito dal ministro David Collado in recenti dichiarazioni ufficiali.

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Solangel Valdez
Solangel Valdez
Giornalista, fotografa e specialista in pubbliche relazioni. Aspirante scrittrice, lettrice, cuoca e viaggiatrice.
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