SANTO DOMINGO – In risposta alle preoccupazioni espresse questa settimana dal settore edile dominicano in merito, il Ministero delle Finanze ha chiarito che il progetto di modernizzazione fiscale presentato dal governo, attualmente in esame alla Camera dei Deputati, non prevede l'imposizione dell'IVA sugli immobili, attualmente nota come Imposta sul Trasferimento e l'Importazione di Beni Industrializzati (ITBIS).
Attraverso i suoi canali social, l'istituzione governativa ha spiegato ieri, martedì, che, poiché il disegno di legge è al vaglio dei legislatori, proporrà una formulazione che affronti esplicitamente il trattamento dei beni immobili e dei beni immateriali.
"Nell'ambito del lavoro di revisione svolto in seno al Congresso nazionale, verrà proposta una formulazione che affronti esplicitamente il trattamento dei beni immobili e immateriali nell'ambito di questa cifra", ha sottolineato.
L'opinione dei settori edili
Lunedì diverse associazioni del settore edile della Repubblica Dominicana hanno espresso la propria posizione in merito al disegno di legge di modernizzazione fiscale proposto dal governo la scorsa settimana, attualmente in fase di esame presso la Camera dei Deputati.
L'Associazione dei costruttori e sviluppatori immobiliari di Cibao (Aprocovici), l'Associazione dei costruttori e sviluppatori immobiliari di Altagracia (Adecla), l'Associazione degli agenti e delle società immobiliari (AEI) e l'Associazione dominicana dei costruttori e sviluppatori immobiliari (Acoprovi) hanno affrontato la questione in una conferenza stampa convocata a tale scopo, esprimendo la loro preoccupazione e sostenendo che la proposta del governo, se approvata, rappresenterebbe un passo indietro di decenni nel settore immobiliare, in particolare per quanto riguarda l'accesso ad alloggi a prezzi accessibili.
Il comunicato ha evidenziato che verrà applicato un aumento del 18% all'imposta sul valore aggiunto (IVA), alla vendita di immobili residenziali, ai trasporti e ai beni non industrializzati come gli aggregati.
"Le vendite diminuirebbero di circa il 56%, il che comporterebbe una riduzione di circa 77 miliardi di pesos negli investimenti in nuovi progetti, causando impatti negativi sul Prodotto Interno Lordo (PIL)", hanno affermato, tra le altre conseguenze che l'attuazione della riforma comporterebbe, secondo i settori citati.





