SANTO DOMINGO– La premessa centrale del Rapporto finale del Dialogo sulla crisi haitiana, redatto dal Consiglio economico e sociale (CES), afferma che la crisi haitiana non rappresenta solo una per la sicurezza, ma minaccia anche la stabilità di settori chiave come il turismo, l'edilizia e il settore immobiliare , e definisce un piano d'azione per questi settori strategici dell'economia dominicana.
Il documento, consegnato al Presidente della Repubblica, avverte che "la persistente crisi politica e di sicurezza ad Haiti genera rischi per l'economia dominicana, colpendo settori strategici come il commercio transfrontaliero, il turismo e gli investimenti diretti esteri".
L'analisi degli accordi del CES rivela che ruotano attorno alla stessa idea: proteggere il turismo dalla crisi, fornendo al contempo aisettori delle costruzioni e immobiliare regole chiare per aprire nuove opportunità di investimento.
Il denominatore comune è semplice, ma cruciale: sicurezza, fiducia e istituzioni solide come condizioni di base per la crescita, e il rapporto lo riassume in una frase incisiva: "Il consolidamento della sicurezza delle frontiere è una misura indispensabile non solo per la sovranità nazionale, ma anche per preservare la fiducia nei settori economici sensibili".
Tutela del turismo:
in quanto principale fonte di valuta estera del Paese, l'impatto della crisi haitiana sul turismo rappresenta la maggiore preoccupazione nazionale. Secondo il rapporto del CES, "le tensioni al confine e la copertura mediatica internazionale potrebbero influire negativamente sull'immagine del Paese, con potenziali ripercussioni per settori come il turismo e le esportazioni".
Questo avvertimento giunge in un momento in cui il settore mostra segnali contrastanti: nel primo trimestre del 2025 sono arrivati per via aerea 2,56 milioni di passeggeri, appenalo 0,4% in meno rispetto al 2024, ma nella prima metà dell'anno i ricavi del turismo hanno raggiunto i 5,8 miliardi di dollari, con un incremento dell'1,8%.
In questo contesto, gli accordi del CES mirano a proteggere la reputazione della Repubblica Dominicana come destinazione turistica: "Si concorda di rafforzare la diplomazia pubblica e la strategia di comunicazione internazionale per salvaguardare la reputazione della Repubblica Dominicana come destinazione sicura per il turismo e gli investimenti".
Regole chiare
Il settore delle costruzioni, e per estensione el inmobiliario, è menzionato nel rapporto in relazione alla manodopera haitiana, che sostiene gran parte dei progetti di costruzione nel paese. Il CES raccomanda di "regolamentare" questa forza lavoro nell'ambito della legislazione vigente, prevenendo l'informalità e le interruzioni dei progetti.
La tempistica non potrebbe essere più critica: tra gennaio e febbraio 2025 le costruzioni sono diminuite del 7,7% su base annua, e nel periodo gennaio-aprile hanno accumulato un calo del 2,3%.
Per gli sviluppatori, regole chiare significano prevedibilità: una minore incertezza sulla disponibilità di manodopera si traduce in progetti più sicuri, costi più stabili e maggiore fiducia degli investitori. Inoltre, gli accordi includono piani per incrementare gli investimenti nelle infrastrutture di confine, progetti che non solo rafforzerebbero la sicurezza e lo sviluppo dell'area, ma aprirebbero anche opportunità immobiliari e turistiche in territori finora sottoutilizzati.
Investimenti esteri:
la fiducia dei capitali internazionali è un altro punto chiave del rapporto. La Banca Centrale riporta che nella prima metà del 2025 gli investimenti diretti esteri (IDE) hanno raggiunto i 2.892,8 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 2.374,3 milioni di dollari dello stesso periodo del 2024.
Nel frattempo, le entrate del turismo hanno totalizzato 5,8 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2025, registrando una crescita moderata rispetto all'ottima performance del 2024, quando il settore aveva generato 10,9744 miliardi di dollari per l'intero anno e accolto oltre 11,1 milioni di visitatori non residenti.
Questi dati confermano la priorità del Consiglio economico e sociale (CES) di garantire la sicurezza e la stabilità istituzionale, condizioni essenziali affinché gli investitori mantengano i propri capitali nel Paese.
Deportazioni e loro impatto economico:
il rapporto del CES sostiene il diritto del Paese di applicare la proprialegge sull'immigrazione, ma avverte che tali misure devono essere attuate "nel rigoroso rispetto della legge, dei diritti umani e della dignità delle persone" e propone che siano accompagnate da regolamenti che disciplinino il lavoro straniero in settori strategici, come l'edilizia, per mitigare gli effetti economici dell'esodo di massa dei lavoratori.
Finora, nel 2025, la Repubblica Dominicana ha deportato 250.741 haitiani in situazione migratoria irregolare, secondo i dati ufficiali della Direzione generale per la migrazione.
L'entità delle espulsioni pone un dilemma concreto per i settori delle costruzioni e immobiliare: mentre vengono attuate misure di sicurezza e di controllo dell'immigrazione, una parte della forza lavoro di cui questi settori hanno urgente bisogno viene paralizzata, esacerbando il calo già registrato nel settore delle costruzioni nei primi mesi dell'anno.
D'altro canto, questa rigida politica migratoria si scontra con gli sforzi istituzionali volti a tutelare il turismo e promuovere gli investimenti esteri, e gli accordi raggiunti dal Consiglio economico e sociale (CES) si inseriscono in questa tensione: si cerca di preservare la reputazione del Paese presso investitori e visitatori rafforzando la sicurezza e le istituzioni, senza trascurare la necessità di una chiara regolamentazione del lavoro straniero.
In quest'ottica, garantire che le deportazioni non finiscano per erodere la capacità produttiva, e quindi la fiducia del settore immobiliare, diventa un elemento altrettanto importante quanto gli impegni di diplomazia pubblica o gli incentivi per le infrastrutture di confine.
In definitiva, gli accordi CES mirano a offrire soluzioni che vanno oltre il breve termine: si propongono di salvaguardare la principale fonte di valuta estera del Paese di fronte alla crisi haitiana, di organizzare la forza lavoro nel settore edile e immobiliare e, soprattutto, di garantire un clima di sicurezza e fiducia per gli investimenti esteri.
La sfida sarà quella di trasformare queste proposte in politiche efficaci che bilancino il controllo delle migrazioni, la competitività e la stabilità istituzionale: tre pilastri senza i quali nessuno di questi settori sarà in grado di sostenere la propria crescita.
Contesto
Il Dialogo per la crisi haitiana è stato un processo multisettoriale convocato dal Consiglio economico e sociale (CES) su richiesta del presidente Luis Abinader, che ha riunito per diversi mesi rappresentanti di partiti politici, imprenditori, sindacati, organizzazioni sociali, accademici ed enti della società civile.
Il suo obiettivo centrale era quello di costruire un consenso nazionale di fronte all'impatto della crisi haitiana nella Repubblica Dominicana, affrontando questioni quali migrazione, sicurezza delle frontiere, politica estera, economia e diritti umani, e culminò in una serie di proposte e accordi consegnati al potere esecutivo nel settembre 2025.
Come stanno andando il turismo, l'edilizia, il settore immobiliare e gli investimenti esteri?
| Indicatore | 2024 | 2025 (gennaio-giugno/luglio) | Fontana |
| Investimenti diretti esteri (IDE) | 4.523 milioni di dollari (annui) / 2.374,3 milioni di dollari (gennaio-giugno) | 2.892,8 milioni di dollari USA (gennaio-giugno) | Banca Centrale |
| Entrate del turismo | 10.974,4 milioni di dollari (annui) | 5,8 miliardi di dollari (gennaio-giugno) - Mitur - Collado (BCRD non ha ancora pubblicato il totale per il primo semestre 2025) | Banca Centrale / Ministero del Turismo |
| Turisti non residenti che arrivano in aereo | 8,535,701 | 5.377.654 (gennaio-luglio, BCRD) 4.514.093 (gennaio-giugno, Mitur/Collado) | BCRD / Mitur |
| Numero totale di visitatori (via aerea + via mare) | 11,192,047 | 6.145.008 (gennaio-giugno, Mitur/Collado) | Mitur |
| Costruzione (valore aggiunto reale) | È cresciuta del 2,2% (2024) | È calato del -3,1% (gennaio-marzo 2025), con una parziale ripresa a maggio | Banca Centrale/IMAE |
| Settore immobiliare legato al turismo | 8.706 milioni di dollari USA (+17,5% rispetto al 2023) | In espansione (nessun dato definitivo per il 2025 ancora da definire) | BCRD / CES |




