Avvio di nuovecostruzionigli alti prezzi dei materiali tra le cause che hanno rallentato la crescita del settore edile...

Secondo un rapporto della Banca Centrale, gli elevati prezzi dei materiali sono tra le cause che hanno rallentato la crescita del settore edile nel 2022

"Il rallentamento della domanda interna, soprattutto nella componente degli investimenti, è dovuto agli elevati costi delle materie prime e dei materiali da costruzione, nonché al funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria volto a ridurre le pressioni inflazionistiche.".

SANTO DOMINGO.– Il settore delle costruzioni mostra una variazione dello 0,6% nel periodo gennaio-novembre di quest'anno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, riflettendo un rallentamento del suo tasso di crescita associato alla combinazione del sostanziale aumento registrato nei prezzi dei fattori produttivi utilizzati in questa attività, verificati nel periodo, come cemento, barre d'armatura e vernici.

Ciò è stabilito dall'Indicatore Mensile dell'Attività Economica (IMAE) della Banca Centrale della Repubblica Dominicana, il cui rapporto registra una crescita economica cumulativa del 5,0% nel periodo gennaio-novembre 2022.

Il rapporto aggiunge che il rallentamento della domanda nel settore delle costruzioni è aggravato dal riallineamento dei programmi di costruzione dovuto all'aumento dei tassi di interesse. Inoltre, la spesa pubblica inferiore a quanto previsto e l'esecuzione dei progetti più lenta del previsto hanno inciso negativamente sulle prestazioni complessive del settore.

"Secondo i dati preliminari aggiornati a fine novembre, la spesa in conto capitale ha rappresentato l'1,8% del PIL, 0,8 punti percentuali in meno rispetto al 2,6% del PIL previsto nel bilancio supplementare per l'anno", afferma la Banca Centrale.

"Inoltre, è importante sottolineare l'effetto statistico osservato per l'attività edilizia dovuto al notevole dinamismo mostrato nel trimestre ottobre-dicembre 2021, quando ha registrato un incremento medio su base annua del 13,5% del suo valore aggiunto reale, pertanto ci si aspetterebbe che le variazioni relative degli ultimi mesi dell'anno in corso siano più moderate, data l'elevata base di confronto dell'anno precedente", si legge nel rapporto.

Secondo i risultati del sistema di previsione della Banca Centrale, l'andamento dell'economia dominicana nel corso dell'anno riflette un rallentamento del suo tasso di crescita negli ultimi mesi, dato che nei primi tre trimestri dell'anno si sono registrati aumenti rispettivamente del 6,1%, del 5,1% e del 5,0%.

"Il rallentamento della domanda interna, soprattutto nella componente degli investimenti, è dovuto agli elevati costi delle materie prime e dei materiali da costruzione, nonché al funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria volto a ridurre le pressioni inflazionistiche.".

A questo proposito, secondo le previsioni della Banca Centrale, la crescita reale del prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe attestarsi intorno al 5% entro la fine del 2022. Il PIL nominale dovrebbe raggiungere circa 113 miliardi di dollari, il che contribuirebbe a far scendere il debito pubblico consolidato al di sotto del 60% del PIL entro la fine dell'anno. Con questo livello di PIL nominale, il PIL pro capite dovrebbe aumentare da 8.971,9 dollari nel 2021 a quasi 10.600 dollari nel 2022.

Analogamente, è importante sottolineare il recente miglioramento del rating sovrano della Repubblica Dominicana, passato da 'BB-' a 'BB' da Standard & Poor's Global Ratings. Tale miglioramento riflette la stabilità del Paese, supportata dal consolidamento della ripresa economica, nonché dalle favorevoli aspettative in merito alla crescita del PIL e alla continuità di politiche tempestive nel medio termine. È opportuno precisare che questo risultato si basa sui solidi fondamentali macroeconomici della Repubblica Dominicana e sulla sua capacità di affrontare l'attuale contesto internazionale avverso, caratterizzato da fattori di rischio, in particolare il rallentamento della crescita economica globale e le politiche monetarie restrittive adottate dalla maggior parte dei Paesi per contenere le pressioni inflazionistiche.

Analizzando l'andamento settoriale da gennaio a novembre 2022, emerge l'impatto significativo del settore dei servizi nel suo complesso, che rappresenta circa il 60% dell'economia totale e mostra una variazione annua del 6,6% nel periodo in questione.

Tra i settori che lo compongono, spiccano le performance di alberghi, bar e ristoranti (25,2%), sanità (11,0%), altri servizi (8,3%), pubblica amministrazione (7,8%), trasporti e magazzinaggio (6,7%), servizi finanziari (5,6%) e commercio (5,5%). Negli altri settori, l'agricoltura ha registrato una crescita del 5,0%, l'attività delle zone di libero scambio del 5,9%, l'industria manifatturiera locale del 2,6% e l'edilizia dello 0,6%.

Politica monetaria

In risposta alle pressioni inflazionistiche esterne derivanti dalla pandemia di COVID-19 e aggravate dall'invasione russa dell'Ucraina, la Banca Centrale ha prontamente avviato un processo di inasprimento monetario nel novembre 2021, attraverso aumenti di 550 punti base del tasso di interesse di riferimento e il graduale ritiro della liquidità in eccesso dal sistema finanziario.

Le condizioni monetarie e finanziarie hanno rispecchiato il cambiamento di orientamento politico, con un aumento dei tassi di interesse bancari, in particolare del tasso sui depositi, la cui media ponderata ha raggiunto il 9,2% alla fine di novembre di quest'anno. D'altro canto, il tasso sui prestiti è aumentato in misura minore, raggiungendo il 13,7% a novembre (19% per i prestiti al consumo, 12,3% per i prestiti alle imprese e 12,4% per i mutui).

È importante sottolineare che tassi di interesse passivi più elevati e la stabilità macroeconomica hanno contribuito a un'espansione del risparmio in pesos all'interno del sistema finanziario nazionale. Di conseguenza, la percentuale di dollarizzazione dei prestiti è diminuita al 20% e quella dei depositi al 29%, valori che erano aumentati durante la pandemia a causa dell'elevata incertezza di quel periodo.

Nel frattempo, a fine novembre, il credito privato in valuta locale è cresciuto di oltre il 14% su base annua, trainato principalmente dai finanziamenti alle famiglie.

Sistema finanziario

Per quanto riguarda il sistema finanziario consolidato, secondo i dati della Sovrintendenza delle Banche relativi alla fine di novembre 2022, il rendimento annualizzato del capitale proprio (ROE) si attestava al 23,2%, mentre il rendimento delle attività (ROA) era del 2,6%. Analogamente, il coefficiente di liquidità era del 22,5% e il tasso di insolvenza del portafoglio prestiti era dell'1,0%, a dimostrazione della stabilità del sistema finanziario, con livelli adeguati di solvibilità, liquidità e redditività, nonché un basso livello di rischio nel portafoglio prestiti.

Per quanto riguarda le diverse banche, il rendimento del capitale proprio (ROE) alla fine di novembre si attestava al 25,9% e il rendimento delle attività (ROA) al 2,6%, con un indice di solvibilità del 16,0%, secondo le ultime informazioni disponibili, e un rapporto di crediti deteriorati pari allo 0,9%, il che dimostra che diverse banche continuano a essere stabili e finanziariamente solide.

La crescita cumulativa media del 5,0% da gennaio a novembre 2022 è positiva, nonostante il rallentamento dell'attività edilizia e la contrazione del settore minerario durante questi undici mesi. Infatti, tale performance, unitamente alla recente evoluzione dei principali indicatori macroeconomici, riflette la resilienza dell'economia dominicana nel difficile contesto internazionale.

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