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Secondo la PEPCA, l'ufficio del procuratore generale ha ceduto un appartamento del valore di oltre 21 milioni di dollari per 1,5 milioni

Si tratta dell'appartamento 11-E del Condominio Pedro Henríquez Ureña, situato in Avenida Pedro Henríquez Ureña n. 131, La Esperilla, Distretto Nazionale, sequestrato nel caso José David Figueroa Agosto. 

Tratto da Diario Libre

SANTO DOMINGO - Tra le accuse mosse dalla Procura della Repubblica contro i soggetti coinvolti nella presunta rete di corruzione denominata Medusa, figurano l'appropriazione indebita e l'irregolarità nella gestione dei beni sequestrati e posti sotto la custodia della Procura stessa.

Il documento afferma che l'Unità per la custodia e il sequestro dei beni era sotto il controllo assoluto dell'ex procuratore generale Jean Alain Rodríguez Sánchez, il quale l'avrebbe elevata al rango di direzione e avrebbe incaricato tutti i procuratori e i viceprocuratori generali di fornirgli "un elenco fisico ed elettronico di tutti i beni mobili e immobili che sono stati sequestrati e/o confiscati e/o posti sotto la sua custodia e/o amministrazione".

Essi indicano inoltre che, su istruzioni di Rodríguez Sánchez, l'imputato Alejandro Martín Rosa Llanes fu nominato direttore di quell'unità, e che gli inquirenti definiscono quest'ultimo come un compagno di scuola elementare, presso la Scuola Loyola di Santo Domingo, sia dell'ex procuratore che del signor Rafael Canó Sacco, "una persona di fiducia reciproca, garanzia di obbedienza incondizionata agli ordini superiori".

Tra le irregolarità che la Procura Specializzata per il Perseguimento della Corruzione Amministrativa (PEPCA) segnala essere state commesse nella suddetta unità, la più rilevante riguarda un appartamento che sarebbe stato venduto all'asta e per il quale, presumibilmente, sarebbe stato effettuato un unico pagamento di 1,5 milioni di pesos, nonostante l'offerta fosse di 10,5 milioni e il valore di stima di 21 milioni di pesos.

Si tratta dell'appartamento 11-E del Condominio Pedro Henríquez Ureña, situato in Avenida Pedro Henríquez Ureña n. 131, La Esperilla, Distretto Nazionale, sequestrato nel caso José David Figueroa Agosto.  

Il fascicolo indica che l'appartamento è stato ceduto in uso alla società Asteria Mercantil SRL, a scopo abitativo, e che la suddetta società appartiene al cittadino José Augusto Montás Cabrera, "fratello della signora Shaula Thais Montás Cabrera, persona di fiducia dell'imputato Jean Alain Rodríguez Sánchez, che l'ha nominata Coordinatrice presso la cosiddetta Direzione di Coordinamento Istituzionale della Procura Generale, e lo ha accompagnato presso la CEI-RD con la carica di Vice Direttrice, nel Call Center e nella Gestione BPO (Business Process Outsourcing)".

L'atto d'accusa descrive che l'appartamento era soggetto a un contratto di custodia valido per cinque anni, datato 1° febbraio 2017, che sarebbe stato firmato dall'imputata Rosa Llanes, direttrice dell'Unità Beni Sequestrati, da José Augusto Montás Cabrera, in qualità di amministratore di Asteria Mercantil (occupante a scopo abitativo), e dall'imputato Jonnathan Rodríguez Imbert, direttore amministrativo e finanziario della Procura Generale.

Per l'affidamento, è stato concordato un pagamento mensile di 30.000 pesos a titolo di compenso per l'uso della proprietà e altri 30.000 pesos per le spese di manutenzione.

“Tuttavia, a partire dal primo (01) giorno di giugno dell’anno duemila ventidue (2022), solo per quest’ultimo concetto, si presenta un debito generale di cinque milioni ottocentottantasettemila seicentocinquantaquattro pesos dominicani e settantotto centesimi (RD$5.887.654,78)”, afferma il PEPCA

La Procura aggiunge che, nonostante il debito e il fatto che la clausola contrattuale stabilisca che il mancato pagamento delle rate mensili costituisca una violazione del contratto di locazione dell'immobile, e che la Procura generale possa rescinderlo senza alcuna responsabilità nei confronti dell'occupante, "gli imputati Alejandro Martín Rosa Llanes e Jonnathan Rodríguez Imbert non hanno mai intrapreso le azioni corrispondenti nell'interesse dell'ente che rappresentavano, né hanno richiesto al debitore l'adempimento di tali obblighi di pagamento".

Sottolinea che entrambi “hanno tergiversato a suo favore, perché c’era una ferma decisione di dirottare la proprietà a beneficio di queste persone, terze parti legate all’imputato Jean Alain Rodríguez Sánchez”.

Il documento descrive poi dettagliatamente l'atto di appropriazione dell'immobile. "Il suddetto appartamento è stato acquisito tramite la presunta "asta" identificata con il numero PSBI-01-2019, secondo la modalità di un'asta a busta chiusa.". 

Il documento indica che, a tal fine, il cittadino José Augusto Montás Cabrera si è registrato come offerente, "effettuando un unico pagamento per un importo di un milione cinquecentosettantacinquemila pesos dominicani (RD$1.575.000,00), pari al 15% del prezzo offerto, che ammontava a dieci milioni cinquecentomila pesos dominicani (RD$10.500.000,00), nonostante la documentazione attestasse che l'appartamento aveva un valore stimato di ventuno milioni ottantaduemila pesos dominicani (RD$21.082.000,00), ovvero più del doppio del prezzo di vendita".

Nell'atto d'accusa, gli inquirenti affermano che l'ex Procuratore Generale, in qualità di presidente del Consiglio della Procura, ha ottenuto l'approvazione di due regolamenti per la custodia, l'amministrazione e la disposizione dei beni mobili e immobili sequestrati e confiscati. Quest'ultimo regolamento avrebbe incluso il metodo dell'asta a busta chiusa, "come fase preparatoria da applicare all'asta PSBI-01-2019".

Essi menzionano inoltre che, con le modifiche al regolamento, i divieti di partecipazione alle aste sono stati resi più flessibili, subordinandoli al fatto che il funzionario o il dipendente pubblico abbia avuto una partecipazione diretta nel caso o nel procedimento di sequestro del bene in questione.

Avrebbe inoltre consentito l'eliminazione della commissione di vendita per i beni mobili e immobili sequestrati presso la Procura generale, conferendo a quest'ultima l'autorità specifica in materia, "come previsto dagli articoli 5, 12, 36 e 39 del Regolamento del 18 giugno 2019".

Egli insiste sul fatto che il metodo dell'asta a busta chiusa fosse una procedura "per disperdere i beni confiscati, distribuendoli a propria discrezione sulla base di traffico di influenze e altri sotterfugi, con conseguente fiasco per le casse dello Stato dominicano, che avrebbe dovuto essere il beneficiario finale della confisca e della vendita dei beni".

“L’imputato stesso, Jean Alain Rodríguez Sánchez, ha tentato di dirottare quattro (04) immobili attraverso la suddetta asta, per la quale ha utilizzato il signor Sergio Augusto Sánchez Piñero, un ex collega della società Domicem, SA, persona di fiducia, come prestanome.”.

Il documento specifica che Sánchez Piñero fu convocato presso l'ufficio dell'ex procuratore generale, "dove si incontrarono e il primo chiese al secondo di acquistare un immobile situato a Palenque, San Cristóbal, che era all'asta pubblica, di intestarlo a suo nome e di rivenderlo in seguito, operazione per la quale avrebbe pagato al signor Sánchez Piñero un milione di pesos dominicani (RD$1.000.000,00), proposta alla quale quest'ultimo acconsentì, ricevendo l'importo della prima offerta dalle mani dell'assistente dell'ex procuratore generale, la signora Vilmi Durán".

Secondo la PEPCA, le abbreviazioni del nome Sánchez Piñero si ripetono in quattro diverse procedure d'asta.

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