CasaSposa la tua casaFinanzaLe rimesse hanno raggiunto 11.866,3 milioni di dollari nel 2025; sono cresciute del 10,3%

Nel 2025 le rimesse hanno raggiunto i 11.866,3 milioni di dollari USA, con una crescita del 10,3%

Si prevede che le rimesse supereranno i 12,2 miliardi di dollari nel 2026.

SANTO DOMINGO.– La Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) ha comunicato che, nel corso del 2025, sono state ricevute rimesse per un valore di 11.866,3 milioni di dollari USA, con un incremento di 1.110,3 milioni di dollari USA (10,3%) rispetto al 2024.

L'agenzia ha rilevato che a dicembre sono stati ricevuti 1.098,4 milioni di dollari, con un incremento di 94,9 milioni di dollari (9,5%) rispetto a dicembre 2024 e un incremento di 208,9 milioni di dollari (23,5%) rispetto a novembre 2025.

La Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) spiega che l'andamento economico degli Stati Uniti è stato uno dei principali fattori che hanno influenzato i flussi di rimesse, dato che l'80% dei flussi formali a dicembre, pari a 751,9 milioni di dollari, proveniva da quel paese. A questo proposito, è opportuno notare che l'indice PMI non manifatturiero dell'Istituto per la Gestione dell'Approvvigionamento (ISM) ha registrato un valore di 54,4 a dicembre, superiore al 52,6 osservato a novembre, indicando un maggiore dinamismo nel settore dei servizi, dove è impiegata gran parte della diaspora dominicana.

Il rapporto ha inoltre evidenziato la ricezione, nel mese di dicembre, di rimesse attraverso canali formali da altri Paesi, come la Spagna, per un totale di 65,1 milioni di dollari, pari al 6,9% del totale. La Spagna è il secondo Paese destinatario per numero di residenti dominicani all'estero. Haiti ha contribuito con l'1,8% dei flussi totali ricevuti, mentre la Svizzera e l'Italia hanno contribuito rispettivamente con l'1,5% e l'1,4%. Tra gli altri Paesi destinatari di rimesse figurano Canada e Francia.

Per quanto riguarda la distribuzione delle rimesse ricevute per provincia, la Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) indica che il Distretto Nazionale ha ricevuto il 45,8% a dicembre, seguito dalle province di Santiago e Santo Domingo, rispettivamente con il 10,9% e il 7,5%. Ciò suggerisce che circa due terzi delle rimesse (64,2%) vengono ricevute nelle aree metropolitane del Paese.

Questo risultato relativo alle rimesse al dicembre dello scorso anno, unitamente alle stime di altre variabili nel settore esterno, con esportazioni superiori a 14,9 miliardi di dollari, contributi del turismo prossimi a 11,2 miliardi di dollari, esportazioni di altri servizi superiori a 3,5 miliardi di dollari e investimenti diretti esteri (IDE) superiori a 4,8 miliardi di dollari, ci consente di prevedere uno scenario ottimistico per quanto riguarda gli introiti in valuta estera, con un flusso totale verso l'economia dominicana superiore a 46,8 miliardi di dollari entro la fine del 2025.

Secondo l'organizzazione, questi afflussi di valuta estera contribuiscono a mantenere l'attuale relativa stabilità del tasso di cambio, tanto che al 31 dicembre 2025 la valuta nazionale si è deprezzata solo del 3,1% rispetto al dollaro statunitense rispetto a dicembre 2024, contro il deprezzamento del 5% osservato alla fine del 2024 rispetto a dicembre 2023. Questi maggiori flussi esterni hanno inoltre permesso di mantenere un livello adeguato di riserve internazionali, che alla fine di dicembre ammontavano a 14.691,2 milioni di dollari, pari all'11,4% del prodotto interno lordo (PIL) e a copertura di circa 5,4 mesi di importazioni, valori superiori alle soglie raccomandate dal FMI.

Si prevede che le rimesse supereranno i 12,2 miliardi di dollari entro il 2026, con una crescita di circa il 3,5% rispetto al 2025, tenendo conto dell'introduzione dell'imposta dell'1% sulle rimesse provenienti dagli Stati Uniti, in vigore da gennaio di quest'anno.

Tuttavia, la Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) prevede che questa tassa sulle rimesseavrà un impatto limitato sui flussi in entrata nella Repubblica Dominicana, poiché si applica solo ai trasferimenti in contanti, escludendo quelli effettuati da conti bancari e piattaforme digitali. A questo proposito, i dominicani residenti negli Stati Uniti hanno per lo più uno status di immigrazione legale, che consente loro un maggiore accesso ai servizi bancari rispetto ad altri migranti, più alternative al contante e maggiore trasparenza nelle transazioni.

Analogamente, secondo le statistiche dello U.S. Migration Policy Institute, circa il 56% dei dominicani negli Stati Uniti sono cittadini naturalizzati, i quali, se pagassero la tassa, potrebbero avere diritto a un rimborso, come stabilito dalla legge che l'ha approvata. Infine, un altro dato fondamentale emerso da uno studio del Center for Latin American Monetary Studies (CEMLA) è che questa tassa rappresenta una piccola percentuale del totale dei salari dei dominicani negli Stati Uniti, rendendo il suo impatto economico marginale. Ciò conferma che l'impatto sulle rimesse verso la Repubblica Dominicana sarebbe minimo.

La Banca Centrale ribadisce il proprio impegno a monitorare l'attuale contesto economico al fine di continuare ad adottare le misure necessarie per contrastare l'impatto del difficile scenario internazionale sull'economia dominicana, garantendo così la stabilità dei prezzi e dei mercati valutari.

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