Sottolineano che molti ingegneri e architetti hanno debiti che superano i 30 milioni e che diversi di loro hanno ipotecato le proprie case e appartamenti.
SANTO DOMINGO.- Sono trascorsi ventidue mesi dall'insediamento del presidente Luis Abinader e questi non ha ancora mantenuto la "promessa elettorale" di versare 380 milioni di pesos dominicani che lo Stato deve da quasi trent'anni a oltre 100 ingegneri, architetti e proprietari di piccole imprese edili.
Per richiamare l'attenzione del presidente e richiedere il pagamento immediato del saldo dovuto, gli ingegneri e gli architetti sfileranno oggi, lunedì 1° agosto, alle ore 9:00, dal Collegio Dominicano degli Ingegneri, Architetti e Geometri (Codia) al Palazzo Nazionale.
«Il presidente Abinader ci aveva promesso nel suo discorso elettorale che avrebbe effettuato il pagamento, una promessa che ci aveva riacceso una vera speranza, e sono passati 22 mesi, ma ancora niente», ha dichiarato l'architetto Emiliano Familia.
Ha detto che desiderano avanzare la richiesta di pagamento per via diplomatica e che sono ingegneri anziani che vogliono essere pagati finché sono ancora in vita.
I professionisti del settore edile assicurano che i lavori, relativi a circa undici istituzioni pubbliche, sono stati formalmente appaltati, realizzati, misurati, debitamente supervisionati e messi in servizio a partire dal 1996.
La somma richiesta corrisponde al compenso di 107 ingegneri e architetti, che avrebbero incontrato più volte il presidente Abinader, "ricevendo ogni volta la promessa che, una volta insediatosi al governo, avrebbe onorato il pagamento e la liquidazione", secondo quanto riferito da quattro rappresentanti della commissione.
Secondo quanto riportato, nell'ottobre del 2020 il presidente avrebbe risposto a una comunicazione inviata al suo ufficio, nella quale avrebbe ordinato la formazione di una commissione tecnica per coordinare e monitorare le loro richieste di pagamento.
La commissione ha richiesto loro un aggiornamento delle certificazioni di debito, e questi affermano di averle in possesso, ad eccezione di quelle del Ministero dei Lavori Pubblici, dell'Istituto di Aiuto e Alloggi, dell'Istituto Nazionale delle Risorse Idriche e della Commissione Elettorale Centrale, che a quanto pare si sono rifiutati di consegnarle.
Essi esortano il capo dello Stato ad avviare "seriamente" il processo di pagamento al fine di porre fine "a un quarto di secolo di sofferenza e indifferenza, disgregazione familiare e morte di cui siamo stati vittime per mano dei nefasti governi precedenti".
Sottolineano che molti di questi ingegneri e architetti hanno debiti che superano i 30 milioni e che diversi di loro, come l'ingegnere Núñez, hanno ipotecato le proprie case e appartamenti.




