EFE
Sabato scorso, diverse migliaia di persone hanno manifestato nelle città costiere di Malaga e Cadice, nella regione spagnola dell'Andalusia (sud), contro la saturazione turistica e la proliferazione di strutture ricettive, la cui elevata redditività fa lievitare il prezzo degli affitti tradizionali per i residenti.
Secondo la polizia, circa 5.500 persone hanno denunciato la situazione "insostenibile" degli alloggi e degli affitti nella città mediterranea di Malaga e hanno chiesto un cambiamento nel modello turistico che le permetta di "tornare a essere una città degna di essere abitata".
La manifestazione è stata organizzata dal Sindacato degli Inquilini, che ha portato il numero dei partecipanti a 25.000, con il supporto di quasi cinquanta organizzazioni tra cui Greenpeace, il sindacato CCOO, Facua (associazione dei consumatori) e l'ONG per gli immigrati Málaga Acoge.
Hanno partecipato anche rappresentanti di forze politiche di sinistra come il Partito Socialista e Podemos.
I partecipanti hanno espresso un "disagio ampiamente condiviso: l'impossibilità di accedere ad alloggi", l'"espulsione" dei residenti dai loro quartieri e la chiusura delle attività commerciali locali, un fenomeno che affligge anche altre città turistiche spagnole ed è entrato nel dibattito politico.
I partecipanti hanno sventolato striscioni con slogan come "Turismo o vita. Per alloggi senza abusi né speculazione", alcuni in inglese che invitavano i turisti a soggiornare in hotel, e messaggi diretti contro le autorità regionali e comunali.
Secondo gli organizzatori, in alcune zone di Malaga, come quella intorno a Plaza de la Merced, il 68,9% delle abitazioni è destinato al turismo. In quest'area si trova anche la casa natale-museo del celebre pittore spagnolo Pablo Picasso (1881-1973).
Divieti, ispezioni e sanzioni
Nella città atlantica di Cadice, circa 3.000 persone hanno partecipato alla marcia organizzata dalla piattaforma "Cadice Resiste" contro la saturazione turistica, che si è conclusa davanti al municipio.
"Dichiariamo l'urgente necessità di istituire zone ad alta domanda nella nostra città per frenare la speculazione immobiliare e tutelare il diritto a un alloggio dignitoso per tutti i residenti", si legge nel manifesto della piattaforma organizzatrice.
Cádiz Resiste chiede una moratoria a tempo indeterminato sul rilascio di licenze per alloggi turistici (VUT) e l'introduzione di ispezioni e sanzioni per arrestare la crescita incontrollata di queste strutture e garantire alloggi a prezzi accessibili per i residenti.
Il sindaco di Barcellona, il socialista Jaume Collboni, ha annunciato il 21 giugno che il consiglio comunale non rilascerà più licenze turistiche per le case di abitazione e non rinnoverà quelle esistenti a novembre 2028, cosicché, tra cinque anni, le 10.101 unità attualmente esistenti di questo tipo perderanno tale status.
Molte delle case che in precedenza venivano affittate da privati ai residenti sono ora offerte sul mercato degli alloggi turistici, in quanto garantiscono un maggiore ritorno sull'investimento.
Ciò ha generato lamentele da parte dei residenti riguardo alle conseguenze negative del sovraffollamento turistico nei quartieri centrali, come il rumore e i problemi di convivenza. Ha inoltre fatto lievitare i prezzi degli alloggi, sia in affitto che in vendita, rendendo più difficile l'accesso all'abitazione per le famiglie a basso e medio reddito.
Foto di copertina: Europa Press.




