Home >Argomento nazionale> La mappa dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari nella Repubblica Dominicana

Mappa delle reti idriche e igienico-sanitarie nella Repubblica Dominicana

Sei variabili, 3,7 milioni di famiglie e un ritratto del territorio che il boom immobiliare ignora

SANTO DOMINGO. – Il X Censimento Nazionale della Popolazione e delle Abitazioni del 2022, nel suo Fascicolo II pubblicato dall'Ufficio Nazionale di Statistica nel maggio 2026, ha rilevato come 3.726.936 famiglie dominicane bevono acqua, la usano per cucinare e lavarsi, smaltiscono i loro rifiuti sanitari e si disfano dei loro rifiuti.

Il risultato è la mappa più dettagliata esistente sulle reali condizioni di vita nel paese, suddivisa a livello di distretto municipale in 157 comuni e 235 distretti.

Per il settore immobiliare, quella mappa è uno strumento di lettura territoriale che quasi nessuno utilizza.

Il consumo di alcol in strada come norma nazionale

  • L'84,3% delle famiglie dominicane beve acqua in bottiglia. Questa è la cifra più eclatante del rapporto e quella che meglio illustra il divario tra le infrastrutture formali, il sistema di approvvigionamento idrico e la reale fiducia che la popolazione ripone in esso.
  • Solo il 5,9% beve acqua del rubinetto in casa.
  • Il 3,2% ricorre al camioncino dell'acqua potabile, un mercato informale che circola tra le urbanizzazioni e i quartieri vendendo acqua potabile alle abitazioni.
  • L'1,6% utilizza la chiave pubblica.
  • L'1,1% beve acqua piovana, concentrata nelle province meridionali e sud-occidentali dove la rete idrica pubblica ha una copertura minore.
  • Il consumo di alcol in pubblico è diffuso sia nelle aree urbane (87%) che in quelle rurali (77,1%): in campagna, infatti, compete con fonti più precarie: sorgenti, fiumi o ruscelli (2,5% in ambito rurale contro lo 0,04% in ambito urbano), acqua piovana (3,6% contro lo 0,2%) e rubinetti pubblici (3,5% contro lo 0,9%).

Ciò che questo significa per il territorio è che le province più dipendenti dal trasporto su camion sono mercati urbani con una rete consolidata, ma senza fiducia nella qualità dell'approvvigionamento.

Le province che utilizzano maggiormente l'acqua piovana come fonte di acqua potabile sono, in molti casi, anche le province con potenziale per lo sviluppo di turismo , ovvero il sud-ovest e il nord-ovest, dove le infrastrutture idriche rappresentano un collo di bottiglia per la fattibilità di qualsiasi progetto.

Acqua potabile: dove arriva la rete

Per lavare, strofinare e fare il bagno, la situazione cambia.

  • Il 62,7% delle famiglie utilizza l'acqua potabile all'interno della propria abitazione.
  • Il 10,7% ce l'ha in giardino.
  • Il 5% dell'accesso avviene tramite rubinetto pubblico, un altro 5% tramite conduttura stradale e un ulteriore 5% utilizza un pozzo tubolare.
  • L'autocisterna serve il 4,8%.

La differenza tra il 62,7% di coloro che utilizzano l'acquedotto per uso domestico e il 5,9% che lo usa per bere è il quadro più lampante della sfiducia strutturale nel sistema: l'acqua arriva, ma non in condizioni che la popolazione considera sicure per il consumo umano.

Nelle aree urbane, il 69,8% delle famiglie ha accesso all'acqua corrente nelle proprie abitazioni per uso domestico. Nelle aree rurali, tale percentuale scende al 44%, con i pozzi che rappresentano il 9,3%, una cifra rilevante per i progetti nelle aree di espansione periurbana dove l'acqua corrente non è ancora arrivata ma la domanda residenziale è già presente.

Igiene: predominano i servizi igienici, ma persistono le latrine

  • L'87% delle famiglie dominicane possiede un bagno.
  • Il 10,2% utilizza una latrina.
  • Il 2,8% non ha accesso ad alcun tipo di servizio sanitario.

Dietro queste medie, emerge un divario marcato tra aree urbane e rurali. Nelle aree urbane, il 93,5% della popolazione dispone di servizi igienici e solo l'1,4% non ha accesso a tali servizi. Nelle aree rurali, l'accesso ai servizi igienici scende al 70,2%, le latrine salgono al 23,4% e il 6,4% non dispone affatto di servizi igienici.

I dati relativi alle latrine sono importanti per il immobiliare perché definiscono lo standard minimo di abitabilità formale nelle aree in espansione. I comuni e i distretti comunali con la maggiore diffusione di latrine sono quelli che necessitano maggiormente di investimenti nelle infrastrutture igienico-sanitarie prima che un progetto di edilizia residenziale formale possa essere realizzabile senza che il costruttore debba farsi carico dei costi.

Collegamento sanitario: il dominio della fossa settica

Il tipo di allacciamento alla rete fognaria rivela la seconda falla strutturale del rapporto. Delle 3.623.971 famiglie che dispongono di un qualche tipo di servizio fognario, il 68,6% è collegato a una fossa settica. Solo il 25,2% è collegato alla rete fognaria pubblica.

Rete fognaria pubblica/zona fognaria Fossa settica Drenaggio naturale Altro

Nazionale 25,2% 68,6% 4,1% 2,1%

Urbano 32,1% 63,3% 3,4% 1,1%

Rurale 5,9% 83,3% 6,1% 4,7%

Nelle zone rurali, 83 famiglie su 100 dotate di servizi igienico-sanitari scaricano in fosse settiche. Solo il 5,9% è servito da sistemi fognari pubblici.

corridoi di sviluppo turistico e immobiliare, costa orientale, costa settentrionale, sud-ovest emergente, questa tabella rappresenta la mappa delle attuali infrastrutture sanitarie.

Laddove non esistono sistemi fognari, ogni progetto crea il proprio sistema di smaltimento, e la somma di questi singoli sistemi, in aree ad alta densità abitativa e con falda acquifera superficiale, rappresenta un'equazione di rischio ambientale e legale che il settore non ha ancora finito di calcolare.

Rifiuti: raccolta predominante, incenerimento nelle campagne

A livello nazionale, il quadro è completato dallo smaltimento dei rifiuti solidi:

  • L'85,9% delle famiglie smaltisce i propri rifiuti tramite il servizio di raccolta comunale.
  • Il 7% lo brucia.
  • Il 2,4% finisce in discarica.
  • L'1,4% si affida ad aziende private.

Il divario tra aree urbane e rurali è qui il più marcato dell'intero rapporto. Nelle aree urbane, il 92,4% usufruisce del servizio di raccolta rifiuti comunale. Nelle aree rurali, questa percentuale scende al 69,1%, e il 21,4% brucia i rifiuti. Una famiglia rurale su cinque smaltisce i rifiuti solidi bruciandoli.

Metodo nazionale Famiglie urbane e rurali

Raccolta comunale 85,9% 92,4% 69,1% 3.203.296

Bruciare 7,0% 1,5% 21,4% 259.948

Discarica 2,4% 2,4% 2,5% 91.289

Società privata 1,4% 1,2% 2,1% 53.313

Fiume o torrente 1,2% 1,2% 1,2% 44.351

Per i progetti di sviluppo in aree prive di un sistema di raccolta dei rifiuti urbani consolidato, il costo della gestione dei rifiuti solidi è una variabile sottovalutata. Il rapporto individua i territori sprovvisti di questo servizio, che coincidono con le aree in cui l'attrattiva di terreni a basso costo e paesaggi naturali favorisce lo sviluppo di forme di turismo alternative.

Panoramica

Nel complesso, la mappa disegnata dal Fascicolo II dell'ONE presenta una logica interna coerente: gli stessi territori accumulano molteplici deficit: la famiglia che beve acqua piovana tende anche ad avere una latrina e a bruciare i rifiuti.

Una casa dotata di un proprio approvvigionamento idrico di solito ha un bagno collegato a una fossa settica e alla rete idrica comunale, anche se continua a consumare acqua in bottiglia.

Per il settore immobiliare, questa coerenza ha un'implicazione pratica: l'analisi di fattibilità di un progetto in qualsiasi punto del territorio dovrebbe includere queste sei variabili come condizioni contestuali, non come optional.

Il mercato che acquista in un'area priva di sistemi fognari, di un servizio di raccolta rifiuti affidabile e di acqua potabile diretta non sta semplicemente acquistando un bene: sta acquistando il costo per risolvere i problemi che le infrastrutture pubbliche non riescono a risolvere.

Quel costo esiste. Il censimento del 2022 ne ha appena quantificato l'entità, provincia per provincia, comune per comune, fino al livello del distretto municipale. I dati sono lì, in attesa di essere analizzati.

Fonte: Fascicolo II. Acqua e servizi igienico-sanitari nelle famiglie della Repubblica Dominicana. X Censimento nazionale della popolazione e delle abitazioni 2022, ONE, maggio 2026.

Letture consigliate:

Scopri in anteprima le notizie più esclusive

spot_img
Solangel Valdez
Solangel Valdez
Giornalista, fotografa e specialista in pubbliche relazioni. Aspirante scrittrice, lettrice, cuoca e viaggiatrice.
Articoli correlati
Pubblicità Banner Coral Golf Resort SIMA 2025
Pubblicità spot_img
Pubblicitàspot_img